CAPIRE E SOSTENERE UNA PERSONA CARA CON L’ADHD

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Per capire e sostenere una persona cara con ADHD il dr. Russell Barkley, Ph.D. descrive i seguenti importanti consigli:

  1. Scoprire i veri sintomi dell’ADHD
  2. Comprendere i potenziali limiti dell’ADHD
  3. Riconoscere l’impatto che l’ADHD ha su di te
  4. Valutare la disponibilità del tuo caro a collaborare
  5. Conoscere i migliori trattamenti/terapie per l’ADHD
  6. Decidere quale ruolo giocare nella sua vita

1: apprendere i reali sintomi dell’ADHD

Finché non capisci cosa sta realmente succedendo nel cervello con ADHD, i tuoi sforzi per aiutare possono essere frustranti, perché inefficaci o addirittura dannosi.

Per cominciare:  l’ADHD non è solo un deficit di attenzione ma è un importante e pervasivo deficit cognitivo e psicologico.

I sintomi più noti dell’ADHD – disattenzione, iperattività e impulsività – non evidenziano il sintomo più complesso e presente nelle persone con ADHD:  il funzionamento esecutivo carente.

Esistono ben 7 funzioni esecutive che incidono sull’autoconsapevolezza, sull’inibizione, sulla memoria, sulla pianificazione / senso del tempo e sul controllo emotivo. Quando queste non funzionano correttamente, possono fare apparire le persone insensibili, impreparate, disorganizzate.

Le disfunzioni esecutive possono apparire come azioni intenzionali, ma si tratta in realtà di problemi biologici che hanno origine nel cervello.

Comprendere che gli errori della persona cara NON sono un segno di mancanza di rispetto o egoismo, ma uno squilibrio di chimica del cervello, rende più facile estendergli la compassione/empatia di cui ha bisogno per essere sostenuta nelle sue difficoltà.

2: comprendere i potenziali limiti dell’ADHD

Le persone con l’ADHD non trattate adeguatamente possono sperimentare una serie di sfide a lungo termine, tra cui:

Compromissione associata ad ADHD non trattato in bambini / adolescenti

  • Disturbi psichiatrici comorbidi (Disturbo provocatorio, della condotta, d’ansia, ecc.)
  • Problemi di relazione tra pari (50-70%)
  • Basso rendimento scolastico, disadattamento scolastico
  • Maggior conflitto / stress familiare
  • Ritardi nello sviluppo (motorio, del linguaggio, capacità adattive, ecc.)
  • Dipendenze da Internet (5-25%)
  • Comportamento antisociale (25-40%)
  • Comportamento sessuale rischioso
  • Prestazioni di guida più scarse

Compromissione associata ad ADHD non trattato negli adulti

  • Problemi coniugali
  • Disadattamento professionale lavorativo
  • Comportamento antisociale e giudiziario
  • Problemi di relazione tra pari
  • Maggior conflitto / stress con la famiglia di origine
  • Problemi finanziari
  • Comportamento genitoriale compromesso
  • Aumento del rischio di disturbi d’ansia
  • Livello di istruzione più limitato

Comprendere questi rischi elevati può aiutarti a capire la gravità della condizione con cui la persona a te cara è alle prese ed essere più sensibile ai suoi futuri potenziali problemi .

3: Riconoscere l’impatto che l’ADHD ha su di te

Molte persone con ADHD possono essere straordinariamente creative, molto premurose e con un grande senso dell’umorismo, ma richiedono molta dedizione da parte dei propri cari che convivendo con loro mettono a rischio la propria salute fisica e mentale.

Quando una persona con ADHD non soddisfa le proprie responsabilità, può far sentire molto stanchi i propri cari che devono subire pesantemente le ricadute del loro comportamento, irresponsabile/estremo.

E’ importante – essenziale – riconoscere la rabbia, la frustrazione, l’impazienza, l’ostilità, i sensi di colpa e lo scoraggiamento che ne possono quotidianamente derivare. Questi sentimenti non ti rendono una persona cattiva e non significano che abbandonerai la persona con l’ ADHD a te cara.

Ciò che significano è che devi però prenderti del tempo per te stesso, ricordandosi che avere a che fare con l’ADHD è come stare su un ottovolante. Per ogni discesa c’è una speranza per una risalita.  Molte persone infatti sono in grado di condurre una vita produttiva, efficace, felice e di successo  anche con l’ADHD.

Pratica la cura di te stesso, per dedicarti meglio al tuo caro che ha l’ ADHD.

4: valuta la disponibilità del tuo caro a collaborare

Non puoi aiutare qualcuno che non è pronto ad accettare l’aiuto o non crede di avere l’ADHD. Prima di provare a intervenire, riconosci la sua “disponibilità a collaborare” e adeguati di conseguenza.

Ad esempio, le cose che potresti fare per supportare una persona cara che ti dice:

Penso di avere l’ADHD. Vorrei prendere un appuntamento. Puoi aiutarmi a farlo? ”, sono molto diverse da quelle che potresti fare per una persona che invece  non accetta o non è consapevole di avere l’ADHD.

. Fase pre-contemplazione

La persona a te cara nega di avere l’ADHD o non ammette di avere un problema.In questa fase è importante rendere prontamente disponibili le informazioni scientifiche sull’ADHD: libri, video e articoli scientifici presenti sul web…Cerca una finestra per offrire queste opportunità, per es. quando qualcosa va particolarmente storto e la persona a te cara si chiede cosa gli stia succedendo.

Puoi dirgli : “Sai, questa non è la prima volta che riscontri questo problema.  So che è frustrante per te, perché li abbiamo vissuti insieme altre volte. Penso che abbiamo però bisogno di ulteriori informazioni per verificare se hai l’ ADHD.”

 . Fase di contemplazione

La persona amata sta pensando – e forse accettando – che l’ADHD potrebbe essere un problema. In questa fase, è importante fornire/cercare un elenco di esperti di  Centri di Riferimento ADHD, dove con formazione adeguata possono saperne di più, per una eventuale valutazione.

. Stato di preparazione

La persona cara sta preparando a impegnarsi nel processo diagnostico e terapeutico. Aiutalo a iniziare nel modo giusto e a seguirlo. Offri di accompagnarlo in clinica o chiama con un promemoria del suo appuntamento. Adottare tutte le misure possibili per avviare la diagnosi.

. Fase di azione

La persona cara sta ricevendo aiuto. Segue una terapia e sta lavorando sull’auto-consapevolezza. Continua ad aiutarla e a sostenerla nel suo percorso riabilitativo. Ricordagli gli appuntamenti con i terapisti e collabora nel seguire le indicazioni specialistiche che ti vengono date,  per superare le difficoltà delle sue scarse funzioni esecutive che possono ancora continuare ad ostacolare la sua quotidianità.

. Fase di manutenzione

La persona cara sta migliorando, forse così bene che pensa di non aver più bisogno di cure. Mantieni un ruolo di supervisore,  per controllare periodicamente e offrire aiuto se ne ha bisogno. Sii pronto a incoraggiarlo a proseguire il processo terapeutico, se necessario.

5: conoscere i migliori trattamenti per l’ADHD

L’ADHD è una condizione medica, non diversa dal diabete, che è necessario comprendere appieno prima di poterlo trattare in modo efficace.

La persona cara può beneficiare di incontri periodici/ciclici con lo specialista, per apprendere al meglio i suoi sintomi cronici e al fine di avere una ricaduta positiva nel contesto famigliare e sociale.

Un piano di trattamento efficace comprende due parti:

  1. terapia comportamentale, per imparare strategie utili a compensare i deficit delle funzioni esecutive.
  2. terapia farmacologica nelle forme medio-gravi

La persona cara potrebbe aver bisogno di terapie aggiuntive e complementari tra cui:

  • Coaching ADHD
  • Esercizio fisico regolare
  • Mindfulness-training, allenamento per la consapevolezza
  • Trattamenti terapeutici per altre condizion in comorlidità

Continua a sostenerla mentre trova la giusta/personale combinazione.

6: Decidi quale ruolo giocherai

Puoi adottare uno o più ruoli importanti nella vita della la persona a te cara con l’ADHD:

  • Di empatia e ascolto : essere una persona di fiducia a cui potersi sempre rivolgere nei momenti di difficoltà.
  • Di membro del team di supporto : essere una persona che aiuta attivamente nelle questioni relative all’ADHD: non solo che “comprenda“, ma che contribuisca a “risolverglii problemi in emergenza.
  • Di avvocato : essere una persona che aiuta a spiegare i deficit e le ricadute dell’ADHD a persone al di fuori della famiglia, (scuola, amici, parenti…).

 

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

Are You Ready to Change? A Support Plan for Each Stage of ADHD Acceptance

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