Gli apparecchi multimediali aggravano i sintomi dell’ADHD?

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La resistenza è inutile…il futuro è digitale!

Le statistiche dell’ Organizzazione “Common Sense Media” di San Francisco, mostrano che:

  • oltre il 30 % dei bambini negli Stati Uniti gioca con i dispositivi mobili, anche in età prescolare.
  • più di un terzo, già della terza elementare, possiede un suo cellulare e passano fino a un’ora al giorno a mandare messaggi.
  • gli studenti delle scuole superiori trascorrono dalle 8 alle 11 ore ogni giorno con la tecnologia digitale

Secondo il Centro di ricerca sui problemi sociali statunitense “Pew Research Center“, quasi il 75 % dei giovani dai 13 ai 17 anni, hanno un cellulare che usano “quasi costantemente“.

I ragazzi in realtà usano la tecnologia un’ora in più rispetto alle ragazze, soprattutto durante il periodo della scuola media“, afferma Jodi Gold, MD, autore di Screen-Smart Parenting: come trovare equilibrio e vantaggi nell’uso dei social media, app e dispositivi digitali da parte di tuo figlio . “Questo è principalmente legato al maggior uso di videogiochi.”

Gli schermi fanno parte della vita dei nostri figli e lo faranno ormai per sempre. Ma questa non è necessariamente una cosa negativa. La tecnologia offre infatti molti vantaggi, ma il fatto è che se lasciata incustodita e illimitata, può anche ostacolare l’esercizio fisico, le relazioni interpersonali, le abilità sociali, le buone abitudini alimentari, le abitudini di studio, la cura di sé e altro ancora.

Inoltre gli studi dicono che i bambini con ADHD hanno un rischio maggiore di diventare troppo stimolati da media e giochi violenti; per il loro problema di iperfocus possono infatti arrivare più facilmente alla dipendenza da videogiochi.

Uno studio del 2009, presso la Iowa State University, ha identificato un legame tra “ videogiochi e sintomatologia di ADHD”.

Lo studio è stato pubblicato su Psychological Science e riporta che l’8% dei bambini americani di età compresa tra 8 e 18 anni che giocano ai videogiochi, rientrano nella categoria dei giocatori “patologici“. I giocatori patologici trascorrono in media più di 24 ore alla settimana a giocare ai videogiochi – più del doppio rispetto ai giocatori non patologici – con una ricaduta negativa sul rendimento scolastico.

Maggiormente sono di sesso maschile e con diagnosi di ADHD. Il responsabile della ricerca, Douglas Gentile, conclude: “Si potrebbe interpretare questo risultato come un tipo di comorbidità, dato che molte dipendenze sono associate anche ad altri problemi, compresa la dipendenza da Internet

L’American Academy of Pediatrics (AAP) raccomanda in generale ai bambini di età pari o superiore a 6 anni di usare non più di 2 ore di schermo al giorno.

Man mano che il bambino cresce e ottiene l’indipendenza, questo limite può sembrare impossibile. Ma le famiglie dovrebbero essere in grado di impostare e vivere entro limiti salutari con videogiochi e app. “L’obiettivo è avere regole tecnologiche coerenti, ma anche essere flessibili e individualizzate alle esigenze di quel bambino”, afferma il Dr. Gold.

Di seguito alcune  strategie per aiutare la tua famiglia a trovare un ragionevole equilibrio:

  • Essere coinvolti: avere una comprensione generale delle piattaforme online che tuo figlio sta usando.
  • Trasformare in privilegi: telefoni cellulari, computer e videogiochi dovrebbero essere privilegi guadagnati solo dopo che il bambino ha raggiunto degli obiettivi. Renderli disponibili sempre lo espone al rischio di passare troppo tempo davanti ad uno schermo.
  • Separare i tempi del gioco da quello per la didattica: quando il bambino fa i compiti non dovrebbe essere coinvolto in altre cose come: rispondere a un messaggio o provare a giocare a un videogioco. I compiti vengono prima, poi il divertimento sullo schermo – questo è una regola che va  quotidianamente rafforzata. 
  •  Usare le app di blocco: se tuo figlio ha bisogno di usare un computer per fare i compiti, blocca i siti Web in quella fascia oraria o scollega il computer alla sera, tramite Freedom , un programma che può bloccare l’accesso a Internet durante determinate ore. Anti-Social è un altro programma per eliminare l’accesso ai social Network come Facebook, YouTube e Twitter.
  • Vietare l’uso della tecnologia come punizione: molti genitori evitano questa conseguenza, ma non si chiede di togliere il telefono a tuo figlio per una settimana, ma solo per alcune ore. Lascia che si guadagni il privilegio di riusarlo abbastanza rapidamente.
  • Nessuno schermo a letto: l’uso dei media quando si è a letto influisce sul sonno, il che influisce sulle funzioni esecutive e sul rendimento scolastico. L’American Academy of Pediatrics (AAP) consiglia di spegnere gli schermi almeno un’ora prima di andare a dormire;  al momento di coricarsi sarebbe opportuno far lasciare il telefono di tuo figlio fuori dalla sua camera, concordando magari un posto dove tutta la famiglia li ripone. Evitare se possibile anche la TV e il PC nella sua camera da letto.
  • Ricompensa per attività fisica – Screen Time: proponi a tuo figlio un elenco di attività diverse. Per es. per ogni ora di  giochi all’aperto, o oltre attività ludico/ricreative, guadagna 30 minuti di quantità di tempo sullo schermo. Rafforzare quindi il messaggio secondo cui passare troppo tempo a fare una sola cosa non fa bene al corpo e al cervello, qualunque cosa sia.
  • Modello di comportamento sano: la ricerca mostra che quando i genitori usano i loro dispositivi troppo spesso, i bambini tendono a seguire l’esempio. Quindi, lasciate anche il vostro telefono rivolto verso il basso durante la cena e fate del vostro meglio per limitare l’utilizzo del cellulare quando siete in giro con vostro figlio.
  • Disconnettersi: scollegatevi ogni tanto come famiglia per un intero pomeriggio, proponendo un divertente progetto, gita o gioco familiare.
  • Vigilare: se scopri che tuo figlio è troppo stimolato dai giochi, specialmente di sera, allora devi fermamente allontanarlo da quei giochi. Senza il tuo intervento di adulto aumenta il suo rischio di dipendenza da videogiochi e / o Internet.
  • Time It: quando si gestisce la tecnologia con i bambini, in particolare quelli con ADHD, il Dr. Gold afferma che è importante stabilire chiari limiti di tempo.Lasciateli usare la tecnologia, ma con chiari limiti di tempo per i giochi e l’uso di Internet. Spiega chiaramente a tuo figlio i rischi per le lunghe transizioni davanti allo schermo. Forniscigli incoraggiamenti e premi quando autonomamente si scollega, riconoscendogli  di aver appreso un’abilità importante.

Il lato positivo

Molti temono che l’elettronica sia una pericolosa distrazione per i nostri figli. La critica dell’effetto del tempo passato davanti sullo schermo sui bambini è molto dibattuta, ma poca ricerca si concentra invece anche sull’influenza positiva della tecnologia sulla vita dei bambini con ADHD.

La tecnologia digitale, se usata con moderazione,  può aiutare invece a migliorare le capacità cognitive nei bambini in età scolare, ci sono importanti studi a supporto di questo” afferma il Dr Gold.

Liz Matheis, psicologa clinica abilitata e psicologa scolastica certificata, incoraggia a sfruttare l’iPad trasformandolo in uno strumento per raggiungere altri obiettivi. “Se tuo figlio con ADHD adora il suo tablet, insegnagli ad usarlo per farsi aiutare a raggiungere anche gli obiettivi più importanti per il suo successo a scuola: organizzarsi, ricordare gli incarichi e consegnare i compiti!”

Quando le scuole accettano l’uso dei tablet/PC come tecnologia di supporto, i bambini e gli adolescenti possono infatti utilizzarli con successo anche per:

  • Scattare una foto di spiegazione alla lavagna
  • Scattare una foto del compito scritto sulla lavagna
  • Scattare una foto dei fogli di lavoro/appunti importanti
  • Impostare allarmi per ripristinare l’ attenzione e promemoria per impegni o compiti da svolgere

Una dieta salutare

Bilanciare i videogiochi e l’uso del cellulare con altri tipi di attività/gioco: questo è il consiglio di Randy Kulman, fondatore e presidente di LearningWorks for Kids, una società di tecnologia educativa specializzata nell’uso di videogiochi e media digitali interattivi, per insegnare diverse abilità a dirigenti e accademici. Invece di considerare solo negativo il tempo usato con videogiochi, bisogna imparare a come renderlo parte di una sana “dieta da gioco“.

Se tuo figlio alterna il suo tempo dedicandosi all’esercizio fisico all’aperto, a socializzare con gli amici e a completare i compiti, passare del tempo giocando ai videogiochi non è una cosa negativa.

I videogiochi possono dare ai bambini argomenti di cui parlare con i loro amici, affinare le loro abilità digitali e migliorare alcune capacità di pensiero critico, purché non esagerino.  Alcuni specifici videogiochi interattivi non sono solo una distrazione che ostacola l’apprendimento, ma possono addirittura migliorare la funzione esecutiva carente nei bambini con ADHD.

Nel suo libro What What Games Games, James Paul Gee, osserva che ciò che rende avvincente un gioco è la sua capacità di fornire un ambiente di apprendimento coerente per i giocatori. Alcuni videogiochi non sono solo un’esperienza di apprendimento, ma possono facilitare anche la metacognizione (problem solving).

In altre parole, “molti giochi interattivi specifici” insegnano ai giocatori buone abitudini di apprendimento e offrono la possibilità di divertirsi e perfezionare le  capacità esecutive allo stesso tempo.

Queste abilità di gioco possono essere trasferite nelle attività quotidiane, aiutando il bambino a identificare le capacità di pensiero e di risoluzione dei problemi necessarie per giocare e parlando di come le abilità che usano nel gioco possono essere utilizzate nel mondo reale.

CONCLUSIONI

Ridurre il tempo di visualizzazione aumenta la responsabilità di un genitore di escogitare altre attività.

Questo è indubbiamente difficile per chi lavora, ha due o più bambini e altre molteplici attività quotidiane che rendono la vita sempre più frenetica. Diminuire però l’uso di schermi può diventare nel tempo un vantaggio per i vostri figli che avranno la possibilità di imparare ad usare il tempo anche in altro modo. Questo può richiedere un pò più di sforzo e impegno, ma alla fine gli darete l’opportunità di sviluppare/trovare altri modi per divertirsi.

Man mano che la ricerca sull’ADHD aumenta, sugli effetti del tempo sullo schermo dai bambini/ragazzi, gli esperti troveranno collegamenti sempre più chiari. Nel frattempo è importante prestare attenzione sui rischi che l’eccessiva esposizione ai multimedia può portare.

Strategie per ridurre al minimo le distrazioni dello schermo durante i compiti

Di Randy Kulman, PhD

1) Concordate con vostro figlio una pausa dal suo cellulare quando è impegnato con i compiti. Con gli adolescenti in genere suggerisco un “handoff” , da 30 a 60 minuti, dopo di che tuo figlio può controllare i messaggi sul telefono e poi tornare a fare i compiti se necessario.

2) Tenere computer e altra tecnologia nelle aree comuni della casa, quando non devono essere usati, per es. durante la notte.

3) Sviluppare competenze con app che aiutano a focalizzare e gestire meglio il tempo.  Due dei miei preferiti sono “Timer Plus“, che offre un tempo prestabilito per completare una determinata attività e “30/30“, che aiuta gli utenti a tenere traccia di quanto tempo si sono dedicati a un determinato progetto.

tratto, adattato e tradotto liberamente da:

Do Video Games Exacerbate ADHD?

 

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