ADHD E IL TIME-OUT POSITIVO

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L’uso del time-out negli ultimi anni è stato un metodo di disciplina popolare molto suggerito per i bambini con disturbo da deficit di attenzione.

Un libro best-seller (con video di accompagnamento) dice ai genitori di bambini con l’ADHD di contare “1 … 2 … 3 …” e se il figlio non ha rispettato il comando del genitore durante il conteggio deve andare in castigo nell’area del time-out, per 1 minuto per ogni anno di età del bambino.

Ma il time-out punitivo funziona davvero?

Sfortunatamente usare un time-out come metodo punitivo con i bambini con diagnosi di ADHD può rivelarsi controproducente poiché, anche se controlla il comportamento di un bambino nel breve periodo, può creare rancore/frustrazione e ledere l’autostima a lungo termine

Offrire la scelta dell’uso del i time-out

L’esperta in materia di disciplina infantile Jane Nelsen, Ed.D., consiglia ai genitori di spiegare e concordare con i bambini l’ utilità di avere un posto dove poter andare quando si sentono sconvolti o fuori controllo.

In questo posto, designato dagli stessi bambini, potranno fare cose per sentirsi meglio o mettersi in uno stato mentale che gli permetterà di affrontare un problema in modo costruttivo.

La Nelsen suggerisce che siano quindi i bambini a decidere, dandogli il solo il feedback che possono andare in questa loro zona ed impostare autonomamente il tempo necessario per starci.

Luoghi dove andare per un breve periodo di time-out possono essere ovunque: una camera da letto, una sedia speciale o una panchina nel cortile della scuola.

L’importante è che non venga associata la parola “time-out” con una punizione, ma di rinominare quello spazio/momento chiamandolo magari  come: l’angolo del pensiero, lo spazio tranquillo, la base di partenza, il luogo di energia, un posto di relax….

Questo spazio i bambini dovrebbero semplicemente percepirlo come un’area di rinnovamento e non un luogo dove sentirsi male con se stessi.

Agli scettici, riguardo al time-out positivo, la Nelsen sottolinea che può funzionare se i genitori danno alla tattica abbastanza tempo (da tre a sei settimane) e se adottano un atteggiamento positivo di incoraggiamento e rispetto per il loro bambino.

Dove abbiamo mai preso l’idea folle“, scrive Nelsen, “che per fare in modo che i bambini facciano del loro meglio, dobbiamo prima farli sentire peggio?”

Un time-out positivo offre ai bambini un modo per afferrare il loro comportamento inadeguato assumendo un ruolo attivo per diventare persone capaci.

Come poter usare un time-out positivo?

Poiché stai cambiando lo scopo di un time-out, dalla punizione passiva alla risoluzione positiva dei problemi, diventa molto importante suggerire le attività che il bambino può svolgere nell’area del time-out, per aiutarlo ad acquisire il controllo e sentirsi meglio.

Le possibilità da suggerire possono includere:

• La visualizzazione di un’immagine che lo aiuti a calmarsi (un posto speciale nella natura, un viaggio preferito o un viaggio immaginario).

• Meditando (focalizzare l’attenzione sull’afflusso e il deflusso del respiro).

• Fare esercizi di rilassamento fisico

• Pensare, scrivere o disegnare le soluzioni al proprio problema

Tratto, adattato e tradotto da:

A Kinder “Time-Out” That Really Works

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