ADHD CONNESSIONE CON DOPAMINA & EMPATIA

empatia-definizione

L’empatia sembra semplice, ma è davvero un fenomeno complesso.

L’empatia non è compassione

Molte persone confondono l’empatia con altri comportamenti: simpatia, gentilezza, compassione e cose simili. L’empatia non è queste cose, anche se potrebbe accompagnarle.

La comprensione più comunemente accettata dell’empatia è la qualità che ci consente di “entrare nella testa di un’altra persona”.

Quando ci immedesimiamo saltiamo momentaneamente fuori dai nostri bisogni, pensieri e desideri e contempliamo ciò che un’altra persona potrebbe provare.

Ad esempio, se hai avuto un brutto incidente automobilistico sei maggiormente in grado di relazionarti con le esperienze di altre persone che sopravvivono agli incidenti. Tu “sai come ci si sente”.

Ma cosa succede se non hai mai avuto un incidente automobilistico? Qual è il processo mentale che ti permette di immaginare com’è per qualcun altro?

Questo è un esempio molto semplice, ma è intende spiegare che: l’ empatia è: ciò che ci permette di immaginare ciò che un’altra persona prova, anche se non siamo mai stati in quella situazione.

Per ricapitolare:

  • L’empatia non è compassione o gentilezza o simpatia .
  • Avere empatia per una persona non è essere indulgente con quella persona
  • L’empatia è semplicemente essere in grado di “capire quello che può provare una persona”.

Gli scienziati cognitivi hanno termini per vari tipi di empatia. Quello che ci è più familiare è chiamato empatia cognitiva. Significa semplicemente questo: immaginare come si sente l’altra persona e cosa potrebbe pensare…mettendosi nei “panni o nelle scarpe” di un’altra persona.

ADHD e compromissione dell’empatia

La “bassa empatia” è uno dei più comuni deficit dell’ADHD che può compromettere le relazioni.

Essere in grado di entrare in empatia è la chiave per negoziare con successo, anche nelle relazioni personali. La “bassa empatia” spesso può distruggere le relazioni, poichè i sintomi dell’ADHD vengono reciprocamente ignorati o non compresi

I deficit di empatia hanno una ricaduta in entrambe le direzioni nei rapporti con l’ADHD.  Si può diventare più reciprocamente empatici quando si inizia a conoscere ed accettare i sintomi dell’ADHD.

L’empatia coinvolge due gruppi di abilità, secondo lo psicologo Robert Brooks :

  • La capacità di prendere la prospettiva di un’altra persona
  • La capacità di comprendere e identificare le emozioni

Per molte persone affette da ADHD il mondo può sembrare così caotico e la loro concentrazione così irregolare che non sanno nemmeno cosa provano e tanto meno quello che sente qualcun altro.

Se un bambino/ragazzo/adulto con ADHD possiede le abilità empatiche sopra elencate, l’impulsività o la rigidità, provocate dalla presenza del disturbo, potrebbero oscurare di vedere il mondo attraverso gli occhi di altri.

E se una persona non ha empatia“, aggiunge Brooks, “è probabile che fraintenda una situazione e fraintenda le intenzioni degli altri. Spesso si aspettano infatti che gli altri si adattino a loro, ma non sono disposti a cambiare se stessi “. Potrebbe essere che il cambiamento sembri impossibile e il sentimento di impotenza che ne deriva li frustra ancora di più.

L’empatia è in gran parte una funzione del cervello e tutti noi abbiamo capacità diverse.

Uno studio recente: empatia e dopamina

Lo studio “0ne 2014” dell’Università della California, Berkeley, pubblicato su Current Biology , non è il primo a esaminare gli effetti della dopamina nel cervello quando si tratta di empatia.

In quello studio il gene del recettore D4 della dopamina mostra un’associazione sensibile al gene dell’empatia cognitiva.

Questo particolare è molto importante per l’ADHD, perché questa variante del gene D4 è stata associata all’ADHD.

Lo studio conferma che la dopamina modula il comportamento egalitario negli esseri umani.

Abbiamo compiuto un passo importante verso l’apprendimento di come la nostra avversione alla disuguaglianza sia influenzata dalla nostra chimica cerebrale“, ha affermato il primo autore dello studio, Ignacio Sáez, ricercatore presso la Haas School of Business. “Gli studi dell’ultimo decennio hanno gettato luce sui circuiti neurali che governano il modo in cui ci comportiamo nelle situazioni sociali. Quello che mostriamo con lo studio è un “interruttore” del cervello che possiamo influenzare positivamente. ”

I ricercatori dicono anche che la ricerca futura potrebbe portare a una migliore comprensione dell’interazione tra meccanismi cerebrali dopaminergici alterati nelle malattie mentali e potenzialmente illuminare la strada a possibili trattamenti mirati per questi disturbi.

Ma la terapia farmacologica prevista per le persone con ADHD può aumentare l’empatia di chi  ne fa uso?

I dettagli dello studio sopracitato indica una connessione tra la dopamina e l’empatia cognitiva.

Il farmaco, anche se direttamente non “crea empatia“, ma può migliorare la trasmissione della dopamina e può quindi consentire alle persone con ADHD di concentrarsi su questa funzione cerebrale e di accedervi.

In realtà è quindi qualcosa che hanno sempre posseduto ma non sono stati in grado di accedere con facilità.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://adhdrollercoaster.org/adhd-and-relationships/adhd-impaired-empathy-and-dopamine/This double-blind study of 35 participants, including 18 women.

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