ADHD E IL COSTO DELLA DISREGOLAZIONE EMOTIVA

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Un tema che emerge ripetutamente quando i ricercatori studiano l’ADHD è che ci sono sottogruppi di persone che sembrano avere tratti diversi.

Il modo più comune di dividere le persone con ADHD è parlare del tipo: “disattento”, “iperattivo” o “combinato“. Ma ci sono molti altri modi per classificare altri gruppi, in base a quali sintomi si decide di guardare.

Uno di questi è guardando ciò che gli psicologi chiamano disregolazione emotiva.

La disregolazione emotiva è praticamente ciò che sembra: l’incapacità di gestire, comporre o mettere in contesto le proprie emozioni.

A quanto pare un ampio sottogruppo di persone con ADHD ha serie difficoltà a regolare le proprie emozioni.

Secondo un recente studio, condotto da ricercatori in Germania, le persone con ADHD tendono ad avere in generale capacità di regolazione delle emozioni compromesse e un numeroso sottogruppo, circa la meta, ha deficit più gravi a questo riguardo.

Per queste persone i problemi di regolazione delle emozioni hanno un costo: più alti tassi di depressione e più disagio psicologico.

L’idea che l’ADHD possa essere una condizione con sintomi emotivi merita di essere evidenziata, perché spesso si pensa solo ai sintomi cognitivi dell’ADHD: distraibilità, problemi organizzativi, problemi di memoria e così via. ( Funzioni Esecutive)

C’è invece anche un alto tasso di deficit nella regolazione emotiva che può tradursi in molti tipi diversi di problemi pratici. Agire in modo avventato, bruciando i rapporti con  gli altri, avendo problemi a superare eventi negativi, può potenzialmente portare ad altre condizioni di salute mentale, come disturbi d’ansia e depressione.

Se circa la metà delle persone con ADHD hanno problemi particolarmente pronunciati con la regolazione emotiva, questo è un campanello d’allarme che: i problemi con la gestione delle emozioni devono essere considerati come un sintomo di ADHD.

Gli specialisti, i genitori e gli insegnanti che affrontano l’ADHD dovrebbero quindi essere consapevoli di questo forte legame tra l’ADHD e la disregolazione emotiva.

E’ soprattutto per questo che la psicoterapia comportamentale è una parte importante del trattamento di ADHD , come supporto per affrontare e gestire le emozioni. È possibile infatti percepire lo stress, la frustrazione e l’autocritica  diventando consapevoli degli schemi comportamentali che portano a questi sentimenti.

Ci sono almeno 3 ragioni fondamentali per cui la terapia è una parte importante del trattamento dell’ADHD:

  • Creazione di schemi comportamentali efficaci

Una parte essenziale della gestione dei sintomi dell’ADHD è imparare a strutturare la propria vita in modo congruente con il funzionamento del cervello. Farlo significa trovare strumenti e tecniche che aiutino a minimizzare l’impatto negativo dei sintomi nella vita (fra cui la disregolazione emotiva).

I farmaci da soli non danno anche meccanismi efficaci per far fronte a tutto questo. Quando agiscono danno la possibilità al cervello di fare cose che prima non si riuscivano a fare, ma trasformare quelle nuove capacità in abitudini concrete che fanno la differenza nella vita richiede consapevolezza e riflessione.

  • Affrontare gli effetti psicologici della convivenza con l’ADHD

Passare la vita con l’ADHD porta a una serie di conseguenze psicologiche secondarie, ancor più se l’ADHD non viene diagnosticato. L’ autostima viene spesso intaccata, perché non si riesce a fare cose che le altre persone sembrano dare per scontate. Subentra  la sensazione che tutto ciò che si farà sia destinato a fallire.

Oltre a dare un senso cronico di inadeguatezza,  è risaputo che l’ADHD possa anche causare problemi nelle relazioni. Come qualsiasi altro disturbo, organico o neurologico, può influenzare ogni aspetto della vita e avere l’ADHD può portare a sentimenti complessi che, anche se diagnosticata, richiedono tempo per districarsi.

  • Sviluppare approfondimenti sui sintomi dell’ADHD

Senza sperimentare cosa vuol dire attraversare la vita senza avere l’ADHD, è difficile apprezzare tutta la portata di come l’ADHD influisca nella propria vita. Ottenere una diagnosi  non risolverà semplicemente il problema.

Una diagnosi è un primo passo importante, ma costruire una comprensione completa di ciò che l’ADHD significa nella vita di tutti i giorni è un processo graduale.

Purtroppo non tutti i terapeuti in Italia hanno una conoscenza approfondita dell’ADHD. E’ quindi importante trovare un terapeuta che abbia l’esperienza necessaria per rendere la psicoterapia come parte importante del trattamento con ADHD, per dare la possibilità di crescere veramente nella capacità di gestire l’effetto che i sintomi dell’ADHD possono avere nella vita di chi ne è colpito.

Tratto, adattato e tradotto da:

https://blogs.psychcentral.com/adhd-millennial/2019/04/adhd-with-and-without-emotion-dysregulation/

e da:

https://blogs.psychcentral.com/adhd-millennial/2018/09/3-reasons-therapy-should-be-part-of-adhd-treatment/

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