ADHD & FARMACI: il mito della “soluzione rapida”

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Nella comunità scientifica c’è una ricerca continua e legittima sulle migliori pratiche per diagnosticare l’ADHD nei bambini e per determinare il trattamento terapeutico più adeguato.

C’è un impegno concreto verso le reali sfide/difficoltà quotidianamente affrontate dai bambini con ADHD e dai loro genitori.

Purtroppo ci s’imbatte ancora in articoli mediatici/ideologici che evidenziano la preoccupazione di voler “drogare i bambini” e continua a circolare l’idea che l’uso dei farmaci (previsti dalle Linee Guida  Internazionali per l’ADHD) siano proposti e usati semplicemente come una “soluzione rapida”.

L’implicazione dietro la definizione di una “soluzione rapida” è il  forte ed errato pregiudizio che si stia cercando una soluzione immediata e semplice per risolvere un problema che potrebbe invece essere risolto meglio a lungo termine e con un duro lavoro.

In realtà, per chi ha ricevuto diagnosi ADHD, nessuna quantità di tentativi più difficili gli consentirà di riscrivere la sua chimica cerebrale e far scomparire magicamente i sintomi dell’ADHD.

Il ricorso ai farmaci, nei casi previsti,  viene in realtà proposto per aiutare la chimica del cervello e far ridurre l’effetto dei sintomi più gravi, qualcosa che non si può fare da soli.

In questo senso, per chi è necessario l’uso dei farmaci, non sono una soluzione rapida ma l’ unica soluzione per iniziare un concreto percorso terapeutico di riabilitazione.

E’ un’ idea sbagliata pensare che i farmaci per l’ADHD portino a soluzioni veloci.

L’idea che si scelga di prendere una pillola per far scomparire immediatamente i problemi non è la realtà che vivono le persone con ADHD.

La gestione dell’ ADHD con l’uso di farmaci è comunque un processo di miglioramento graduale e di duro lavoro:

  • Iniziare l’uso di un farmaco psichiatrico non è una decisione che la maggior parte delle persone fa alla leggera e, una volta che si riceve la prescrizione, spesso ci vogliono più tentativi per trovare il farmaco e il dosaggio più adatto per migliorare i sintomi con i minori effetti collaterali.

Chi deve prendere in considerazione la terapia farmacologica non sta cercando la “via d’uscita più facile“, perché  nonostante l’aiuto della terapia farmacologica la gestione dei sintomi richiede ancora uno sforzo costante.

Lo scopo principale è quello di dare un migliore controllo chimico nel cervello, ma rimane essenziale imparare come usare efficemente quel controllo !

Assumere il farmaco non dà magicamente e improvvisamente le capacità organizzative che non venivano imparate a causa dell’ADHD.

Piuttosto permette un migliore autocontrollo, per implementare nuovi metodi organizzativi da usare in futuro nella vita.

Assumere il farmaco non elimina magicamente e improvvisamente le fragilità emotive tipiche dell’ ADHD, ma permette di mantenere una posizione migliore per lavorare su queste fragilità.

Ecco perché la terapia farmacologica è SEMPRE più efficace quando associata ad una psicoterapia comportamentale !

Quando qualcuno sta assumendo farmaci e costruisce nuove capacità con l’aiuto anche di un psicoterapeuta, non sta prendendo “la via più facile”, ma ” è qualcuno che sta davvero cercando di migliorare la sua qualità di vita.”

È semplicemente un concetto ignorante basarsi sul presupposto che tutte le persone con problemi di salute mentale possano superare i sintomi semplicemente soffrendo e mettendosi alla prova più duramente.

Allo stesso modo è un concetto ignorante continuare a ripete il mito che i farmaci per l’ ADHD mettono le persone più a rischio di dipendenza – un’affermazione infondata e che si contraddice direttamente con l’evidenza scientifica che le medicine ADHD tendono piuttosto a ridurre il rischio di uso di sostanze da parte delle persone colpite.

N.B. articolo di blogger che ha ricevuto diagnosi ADHD all’inizio dei suoi studi universitari. Neil lavora nelle scuole come insegnante di musica  e per il suo vissuto spera di aiutare a creare un sistema educativo che possa servire meglio gli studenti con ADHD.

SEGNALAZIONE LINK DI APPROFONDIMENTO IN LINGUA ITALIANA:

http://www.aifaonlus.it/ladhd/le-terapie.html

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://blogs.psychcentral.com/adhd-millennial/2019/03/no-adhd-meds-arent-a-quick-fix/

 

 

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