ADHD E POTENZIARE L’AUTONOMIA DEI FIGLI

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Ti è mai stato detto che stai coccolando/proteggendo troppo tuo figlio – o peggio, abilitando il suo cattivo comportamento?

Pensi di aiutare tuo figlio più di quanto dovresti?

Una delle sfide più grandi che devono affrontare i genitori di bambini con ADHD  è: sapere quando intervenire per aiutare il figlio e quando fare un passo indietro e consentirgli di andare avanti da solo.

Stai cercando di uscire dalla porta al mattino e sai che tuo figlio è in ritardo per andare a scuola. Hai come ogni giorno decisioni rapide da prendere mentre devi trovare il suo zaino e le sue scarpe, preparargli del cibo per la merenda e tanto altro ancora…mentre lui sembra essere in un altro mondo.

Se ciò non è abbastanza difficile, sei a conoscenza degli occhi vigili (giudicanti) dei tuoi familiari e amici, che suggeriscono che dovresti gestire le cose in modo diverso.

Come genitore di un bambino complesso, c’è sempre qualcuno in giro che pensa che tu non stia facendo bene.

Ma come fai a sapere quando e quanto aiutarlo?

Il primo passo è conoscere bene il tuo bambino e le sue sfide, così bene che puoi fidarti del tuo istinto di genitore.

Non importa quanto tempo sia trascorso da quando è stato diagnosticato a tuo figlio, se non l’hai ancora fatto inizia con la formazione prevista per i genitori ( Parent-Training) che è ampiamente raccomandata dalla comunità scientifica come trattamento primario per i bambini con ADHD.

Quando i genitori capiscono la natura delle sfide dei loro figli, cominciano a reagire in modo più appropriato. Con la formazione i genitori possono determinare quando i loro figli stanno lottando e hanno bisogno di sostegno, o quando hanno più bisogno di incoraggiamento per fare in autonomia.
Perché è  vero che tuo figlio “dovrebbe” fare una buona colazione prima di andare a scuola. Ma se fare colazione viene a scapito di tutta la famiglia che è in ritardo ogni giorno, o di relazioni danneggiate a causa della frustrazione… è ora di capire come gestire meglio questo momento e quanta reale importanza dargli.

Trasferimento di responsabilità/autonomia

Il Parenting è il processo graduale di aiuto per il trasferimento dell’autonomia riguardo le attività e i comportamenti dei nostri figli.

Passo dopo passo come genitori dovremmo promuovere la loro capacità di recupero e il loro senso di responsabilità. Lo facciamo naturalmente quando insegniamo loro ad allacciarsi le scarpe, a versare una tazza di cereali, a fare progetti con un amico o a iniziare i compiti.

Ma per i bambini con ADHD queste abilità di base non vengono apprese facilmente.

Il processo di insegnamento/trasferimento richiederà più tempo.

Quindi, come facciamo a sapere quando lasciar andare? Quando i nostri figli non stanno facendo quello che chiediamo (rimbalzando per la casa o non rispondendo in modo appropriato o rispettoso a ciò che ci si aspetta da loro) ci sono delle linee guida che possono aiutarci?

La risposta è: sì e no…

Da un lato ci sono 4 fasi che definiscono la transizione delle responsabilità dalla genitorialità  che costituiscono un quadro utile.

D’altra parte dobbiamo però determinare dove siamo noi in ciascuna di queste fasi, perché questo sarà diverso per ogni bambino, a seconda dei suoi punti di forza e di fragilità.

I bambini con ADHD si sviluppano in modo alquanto irregolare; sono avanzati in alcune aree e più immaturi in altre.

Possono essere nella FASE 3 quando si preparano per andare agli allenamenti di calcio, ma nella FASE 1  quando devono iniziare a fare i compiti.

Stai aiutando/sostenendo troppo?

Se trasferisci lentamente e in modo coerente le responsabilità a tuo figlio (un momento di indipendenza alla volta) probabilmente stai fornendo un ambiente sano e insegnando a tuo figlio a chiedere e ad accettare un aiuto appropriato.

Comprendere le diverse fasi
Ci sono 4 fasi che i genitori attraversano quando imparano a passare il testimone della responsabilità ai figli.

In genere, le prime 3 Fasi si verificano nel corso dei loro 18 anni.

Tuttavia, per i nostri bambini con ADHD che sono in ritardo in alcuni aspetti del loro sviluppo, di solito ci vogliono alcuni anni in più per raggiungere la Fase 4.

Di seguito alcuni consigli utili da poter seguire:

FASE 1: Motivare lo sforzo / il lavoro direttamente
Quando i bambini sono più piccoli i genitori dirigono tutto ciò che fanno e incoraggiano la partecipazione attiva.

Esempi di strategie genitoriali nella FASE 1:

  • Grafici di ricompensa con rinforzo positivo
  • Cartelloni routine a casa per aiutare  a decidere quando fare i compiti e le attività extrascolastiche
  • Celebrazione dei successi, grandi e piccoli
    Esempio di linguaggio da usare:” Oggi hai matematica e grammatica da fare. Facciamo uno spuntino e poi facciamo i compiti, così possiamo poi giocare insieme o guardare la TV”

FASE 2: Motivare l’autonomia / Modello Organizzazione
I genitori iniziano a incoraggiare i loro figli ad assumersi la responsabilità e a creare sistemi che li aiutino ad avere successo.

Esempi di strategie genitoriali nella FASE 2:

  • Scegliere un linguaggio che rafforzi l’autonomia (“i tuoi compiti” invece di “i nostri compiti“)
  • Ripassare le capacità organizzative che il figlio potrebbe aver dimenticato di usare
  • Condividi esempi concreti di come organizzare le cose
    Esempio di linguaggio da usare: “Puoi fare i compiti adesso o prima di cena. Quando vuoi farlo e dove? Cosa vuoi fare per premiarti quando hai finito?

FASE 3: trasferimento di responsabilità / organizzazione di supporto
I genitori collaborano con il loro bambino per scegliere le aree di miglioramento quando il bambino vuole assumersi maggiori responsabilità.

Esempi di strategie genitoriali nella FASE 3:

  • Accertarsi del metodo di pianificazione di studio e attività usato dal figlio
  • Accettare e concordare variazioni di orari, su richiesta, per svolgere i compiti
  • Lavorare per migliorare una cosa alla volta
    Esempio di linguaggio da usare: “Qual è il tuo piano per fare i compiti a casa oggi? C’è qualcosa per cui  pensi può servirti il mio aiuto?”

FASE 4: Potenziare l’autonomia per la risoluzione dei problemi
I genitori rispondono e celebrano i successi dei loro figli e li incoraggiano a continuare a cercare aiuto e supporto, se necessario.

Esempi di strategie genitoriali nella FASE 4:

  • Fare domande utili e costruttive
  • Rimanere una cassa di risonanza per risolvere i problemi e pensare attraverso le strategie risultate più, quando il figlio lo chiede
  • Promuovere e incoraggiare processi decisionali in autonomia
    Esempio di linguaggio da usare: “Come vanno le cose con la scuola? Le tue strategie stanno funzionando? Sei in difficoltà in qualche materia? Fammi sapere se desideri il mio aiuto per pensare insieme a come trovare delle soluzioni.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.additudemag.com/stop-enabling-behavior-supporting-adhd-children/

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