COSA VORREI CHE IL MONDO SAPESSE SULL’ADHD…

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Durante il mese di sensibilizzazione sull’ADHD, l’editoriale Magazine ADDitude (www.additudemag.com ) ha chiesto di scrivere alla redazione per poter condividere le testimonianze da parte delle persone che desiderano che il mondo comprenda e rispetti chi è colpito da neurodivesità.

Quasi 450 lettori hanno risposto… di seguito alcune fra le riflessioni più toccanti ricevute:

  • I sintomi del mio ADHD sono invisibili … a meno che tu non sappia dove cercare

Non puoi giudicare una persona con ADHD solo su sintomi visibili. Non mi agito molto, non mi alzo e mi muovo quando non dovrei – ma ho un’ ansia sociale che mi terrorizza. Reprimo la mia irrequietezza in pubblico e molte persone sono sorprese quando parlo della mia diagnosi dicendo: ” Eppure non ti ho mai visto iperattivo…!” Di fatto spendo una grande quantità della mia energia per sopprimerla. Solo perché non vedi i sintomi, non significa che non ci siano. Alcuni di noi hanno dovuto imparare a nasconderli per apparire neurotipici.”

Vorrei che il mondo potesse capire la differenza tra la persona che sono e come l’ADHD influenza la mia personalità. Vorrei che potessero vedere quanto ci ho provato a capirlo anche io più chiaramente, perché a volte me ne rendo conto e altre volte no. Per favore, mondo, cerca di comprendere almeno quello che è già noto sull’ADHD e cerca di sostenere e aiutare chi lo sente sulle sue spalle, come un pesante mantello invisibile. Per favore, comprendi che sotto quei mantelli invisibili ci sono persone intelligenti, creative e di talento…anche se diverse. Puoi vederli? Riesci a vedere quel pesante mantello?

  • L’ADHD erode l’autostima

Una vita di occasioni perse, cattive prime impressioni, scarse abilità sociali, essere troppo rumoroso, troppo fastidioso, troppo superficiale, troppo emotivo…mi ha portato a sogni infranti e un cuore spezzato. Crescendo mi sono convinto di essere “difettoso”. L’ansia e la paura del fallimento consumano gran parte della mia vita. La mia attenzione viene distrutta dalla paura del mio deficit di attenzione “.

Frustrazione, dolore e bassa autostima sono tutti un risultato diretto del mio ADHD. Le reazioni eccessive e i miei crolli fanno tutti parte dell’ADHD, ma sono aggravati dall’angoscia emotiva che provocano le critiche degli altri. Anche le persone con ADHD devono sapere di essere degni, capaci e necessari e hanno bisogno di trovare chi non li voglia per forza rotondi, ma li apprezzi anche se quadrati.”

  • Realmente non intendiamo ferire.

non vogliamo ferire le persone…E sappiamo che (a volte) anche loro non vogliono ferire noi. Ci dispiace che i fili si contorcano mentre proviamo a comunicarlo.

L’ADHD non mi rende indifferente. Sono ormai un adulto maturo e sono capace di superare situazioni difficili. Riconosco ogni giorno quali sono le mie difficoltà. L’ADHD rende certe cose più difficili, ma non impossibili. La natura stessa dell’ADHD amplifica l’introspezione e trovo gioia nel pensiero che essere stata diagnosticato mi consentirà di acquisire la conoscenza e l’esperienza per aiutare anche altri che vivono il mio problema“.

  • La mia mente funziona in modo diverso… e questo può essere anche bello.

La mia mente è attratta dal guardare tutto e trova la bellezza in tutti i momenti, così tanto che mi distrae continuamente. C’è bellezza nell’ADHD se solo lo riconosci! ! L’ADHD non mi definisce e nemmeno mi limita! Vorrei che il mondo sapesse che sono felice di vedere dove mi porterà questo viaggio. Come un caleidoscopio una vita con l’ADHD può essere un po’ caotica, ma può anche regalarti tanta bellezza per la tua unicità. Desidero tanto che l’ADHD venga interpretato come un modo di pensare valido anche se non lineare. Nel mondo delle persone neuro tipiche sono i contesti che incontriamo che ci disattivano.

  • Stiamo facendo del nostro meglio per padroneggiare la nostra scarsa funzione esecutiva.

“L’ADHD non è solo un bambino che non riesce a stare fermo. Spesso vuol dire piuttosto sentirsi completamente sopraffatti dal mondo che ti circonda e sentirti come un fallimento perché tutti sembrano essere in grado di fare cose che tu non riesci. “

“Gli individui con ADHD non scelgono di essere cattivi, smemorati, impulsivi o disorganizzati. Se sei qualcuno senza ADHD, immagina che ti venga chiesto di scrivere il tuo nome in corsivo con la tua mano non dominante. Allo stesso tempo, ti viene chiesto di creare cerchi con il piede destro, spostare il piede sinistro da un lato all’altro e toccare la parte superiore della testa con la mano… Non è molto facile vero? Ecco quanto impegno ci vuole per fare ciò che le persone senza ADHD ritengono semplice e scontato.”

“Non sono in ritardo perché non mi interessa. Sono in ritardo perché sto facendo qualcosa a cui avrei dovuto dire “no”… sono sempre così preso dai miei impulsi. Il ritardo è altrettanto frustrante per le persone con ADHD, come lo è per coloro che vengono lasciati ad aspettarli. Mondo, sappi che stiamo cercando di fare il meglio che possiamo e, quando falliamo, ci sentiamo in colpa di deludere così spesso…”

  • Sappiamo che il nostro ADHD è frustrante per tutti.

“L’ADHD è difficile per tutti. Non ha solo un impatto sull’individuo che ne soffre; ha un impatto sulla madre che sta facendo del suo meglio per aiutare suo figlio, impatta sul fratellino che non capisce cosa sia l’ADHD ma vede i sintomi ogni giorno, impatta sugli insegnanti e sugli amici. Tutti si ritrovano indirettamente ad affrontarlo. Ma non si sceglie di avere l’ADHD.”

“È difficile sperimentare l’ ADHD quotidianamente e vedere le reazioni negative anche dei nostri cari. Cerchiamo costantemente di correggere i nostri errori in modalità replay, incorporando i feedback ricevuti e le conseguenze sociali in modo da evitare di ripetere lo stesso errore…ma non è così facile per noi mantenerlo nel tempo.”

  • Le critiche possono essere devastanti. Soprattutto quando stiamo pensando di fare del nostro meglio.

Le persone con l’ADHD e quelle che le supportano, stanno facendo del loro meglio. Vorrei che il mondo potesse mettersi nei nostri panni solo per un breve periodo di tempo, per capire veramente quanto sia difficile convivere con l’ADHD – e come influisca su tutto! Ti prego non giudicare e criticare superficialmente, quel problema può essere semplicemente a te sconosciuto…approfondisci e comprendi anche questa realtà.”

  • Vale la pena guardare oltre il mio ADHD.   

” Quando faccio qualcosa di stupido, ciò non significa che io lo sia. Quando appaio disorganizzato, non significa che sia solo un pigro. Quando sono in ritardo, non significa che sono superficiale. Vorrei che la gente lo comprendesse…Se solo la gente entrasse nella mia testa per un pò potrebbe vivere le cose incredibili che vivo io e stupirsi per avermi sottovalutato. Si accorgerebbe che tutto il mio impegno non sempre entra in una scatola. È molto più grande della scatola che lo contiene”.

  • Bisogna muoversi verso un futuro neuro diverso

“C’è un crescente movimento di persone che sono neurodiverse. Non ci consideriamo malati, imperfetti, stupidi, disfunzionali, pigri, pazzi, non amabili, incapaci o senza nulla da offrire. Siamo persone che vivono in un mondo che dice che le nostre differenze sono inaccettabili. Abbiamo delle sfide – non siamo solo sfide. Siamo diversi, ma uguali. Ricordando i bambini mancini che in passato erano scioccamente costretti a usare la mano destra, vi invito a spostarvi verso idee più illuminanti, in un mondo in cui i neurodiversi non saranno più “strani” come non lo sono più adesso i mancini”.

“Vorrei che il mondo sapesse cosa significa perdonare e comprendere la neurodiversità; per accogliere le nostre debolezze e celebrare i nostri punti di forza. Può sembrare un problema cambiare gli ambienti e le procedure per adattarsi a tali differenze, ma come tutti gli adattamenti, essi vanno a vantaggio di tutti con cambiamenti sia permanenti che temporanei. Creare scuole, luoghi di lavoro e case in cui tutti possano prosperare… un’alta marea che farebbe stare a galla tutte le barche.”

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.additudemag.com/living-with-adhd-facts/

 

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