SINDROME ASPERGER: termine escluso dal nuovo DSM5

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Molti medici usano ancora il termine “Sindrome di Asperger” per evidenziare i sintomi di una forma di autismo più lieve ma con un funzionamento più elevato.
Ma l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5), usa però solo un unico termine : “disturbo dello spettro autistico“.
Perché questo cambiamento?

Termine unificato per l’autismo:
fino al 2013 ai bambini con disturbi dello spettro autistico veniva posta una delle 3 seguenti diagnosi:
  • AUTISMO per quelli con disabilità più gravi, con problemi di ritardo di comunicazione e sociali precoci e comportamenti ripetitivi o ossessivi.
  • ASPERGER per quelli con disabilità lieve, con capacità cognitive medie, disabilità sociali e comunicative ma senza ritardi nella lingua e con interessi intensi e insoliti.
  • DISTURBO PERVASIVO DELLO SVILUPPO, per quelli che non rispondevano a nessuna delle due categorie, con sintomi più lievi e senza comportamenti ripetitivi.

Con le nuove linee guida, un bambino che ha ritardi sociali, di gioco e di comunicazione, insieme a particolari modelli di comportamento (come interessi atipici, intensi o comportamenti ripetitivi), viene adesso diagnosticato come:

affetto da un disturbo dello spettro autistico“.

Questa diagnosi viene poi accompagnata da una descrizione della gravità: lieve, moderata o grave.

Genitori e medici preferiscono ancora usare il termine “sindrome di Asperger“. Eppure è utile capire perché sia meglio invece usare la nuova terminologia .

La cura di un disturbo neurologico necessità infatti una chiara descrizion dei punti di forza e delle aree di bisogno di un individuo – qualcosa che invece non si riflette con precisione nella logica dello scopritore della sindrome,  Hans Asperger.

Il nuovo approccio del Manuale DSM5 incoraggia pertanto alla pianificazione mirata attorno alle capacità individuali di bambino, poiché chiunque abbia ritardi cognitivi, sociali o di comunicazione che compromettano la sua vita di tutti i giorni, ha bisogno di un trattamento individuale che lo aiuti a raggiungere una buona qualità di vita.

I vecchi termini invece erano spesso usati male e fraintesi. Erano troppo vaghi riguardo agli interventi terapeutici che un bambino doveva ricevere.
Non importa di fatto se un bambino ha avuto o non ha avuto ritardi nel linguaggio e nella comunicazione. Sono i suoi bisogni attuali che contano.

I bambini che non soddisfavano i criteri completi per l’autismo venivano diagnosticati come affetti Asperger. Ciò significava però che potevano ricevere così meno ore di  interventi terapeutici, anche se mostravano magari ritardi più significativi di un altro bambino con un autismo lieve e ad alto funzionamento.

Diversi fattori adesso vengono valutati per ottenere risultati per i bambini con autismo:

  • la gravità della compromissione
  • la presenza o l’assenza di ritardi cognitivi
  • la terapia comportamentale a lungo termine.

Le vecchie diagnosi non definivano il termine “severità e solitamente significavano solo un minor numero di ore di terapia comportamentale che i bambini ricevevano.

Più azioni terapeutiche e meno confusione fra i termini

Qualunque sia il termine i bambini con un disturbo dello spettro autistico non comprendono intuitivamente il mondo sociale.

  • I bambini più gravemente colpiti hanno un più evidente scarso interesse per le altre persone.
  • Quelli con compromissione più lieve anche se possono essere in qualche modo motivati socialmente, mancano comunque di abilità per iniziare o mantenere la conversazione e giocare con i coetanei. Anche questi bambini richiedono quindi un sostegno prolungato per migliorare.

Avere un “termine unicoper descrivere tutti i tipi di autismo è un grande passo avanti verso il riconoscimento dei punti di forza individuali di ogni bambino e focalizzare l’attenzione sul tipo di assistenza che è maggiormente necessaria.

L’intento è stato di consentire ai genitori e agli specialisti di concentrarsi piuttosto sui servizi necessari a ciascun bambino che risulti affetto da un disturbo dello spettro autistico.

Tratto, adattato e tradotto da:

https://www.additudemag.com/new-asperger-syndrome-guidelines/

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