ADHD E VOLER FARE DEL PROPRIO MEGLIO…

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CONDIVISIONE DI UNA TESTIMONIANZA
Un bambino con ADHD racconta i suoi dubbi e la sua voglia di farcela.

 

“Immagina che la tua mente non collabori nel farti organizzare su tutto ciò che dovresti fare ogni mattina. Circa la metà delle tue giornate inizierebbe così:

Ti accorgi che hai dimenticato di fare i compiti. Inizi ad agitarti e poi senti tuo padre che ti dice di sbrigarti e vestirti. Ti vesti per poi andare a fare colazione (alcune mattine ci metti troppo e non hai più il tempo di mangiare). Ora senti tua madre che dice ” Hai solo 5 minuti di tempo per uscire“… e 5 minuti dopo vai a scuola.

A metà strada, verso la scuola, ti rendi conto di aver dimenticato a casa i compiti e la cartella. Hai troppa paura di dirlo, quindi prosegui e stai zitto. A scuola quando però dici al tuo insegnante cosa è successo, ti scrive una nota sul diario. A quel punto pensi: “Sono nei guai e avrò una punizione“. Sai esattamente di cosa si tratta: niente TV, niente computer. niente giochi…

Questa capita spesso nella mia vita. È una battaglia continua a causa del mio ADHD.

Colpisce tutto quello che faccio. In classe, cerco di fare del mio meglio per stare zitto e stare fermo, ma la mia mente mi spinge a parlare. Non importa cosa faccio per cercare di stare tranquillo e concentrarmi, mi sento così agitato e mi sento come se dovessi spostarmi continuamente. 

Anche durante le lezioni di matematica, so che ho bisogno di ascoltare per imparare la matematica, ma non riesco proprio a stare tranquillo con la mente. Il mio cervello vaga e inizia a pensare che ci sono cose più interessanti che potrei fare in quel momento. Inizio a cercare di fare altre cose per non annoiarmi e per evitare di alzarmi e disturbare.

La mia insegnante ogni tanto cerca di aiutarmi lasciandomi fare “pause energetiche”…delle interruzione dove posso andare a spasso per la scuola per ricaricarmi. Un pò mi aiutano  ma perdo quello che spiegano in classe. Mi accorgo di questo quando poi sono sul mio banco con un foglio di lavoro davanti a me che non capisco, perché non ho seguito tutta la lezione. 

Vorrei fare del mio meglioVorrei imparare dai miei errori, ma tutto questo continua a succedere e a ripetersi come la canzone di un disco rotto

Alcuni giorni mi sento così triste pensando ai miei genitori. Mi sento come se li avessi delusi nascendo così.

A volte mi sento anche come se non meritassi di stare nella mia classe. Rimango bloccato su dei problemi che sembrano così facili per i miei compagni . A volte mi sento come se non fossi abbastanza intelligente rispetto a loro.

Anche Jackie Robinson, il grande giocatore di colore americano di baseball, ha faticato molto nella sua vita. Ai suoi tempi non poteva mangiare negli stessi ristoranti delle persone con la pelle bianca a causa della segregazione. Lui era di pelle nera e non volevano che giocasse nella famosa squadra “Major League Baseball” . La gente gli urlava commenti razzisti durante le partite e per le strade… ma non ha mai mollato. Sapeva che doveva resistere per poter realizzare i suoi sogni.

Il suo esempio di determinazione e coraggio mi ispira. La vita di Jackie Robinson non è stata per niente facile… è stata molto difficile. Anche quello che sto cercando di affrontare io è difficile, ma non posso rinunciare di imparare le cose che so di dover fare, a casa e a scuola.

In fondo so di essere intelligente come i miei compagni. So che posso anche io imparare. Devo solo accettare le mie differenze di apprendimento per riuscire a studiare e diventare un bravo studente. 

Devo ricordarmi di chiedere aiuto quando ne ho bisogno, perché sono sicuro che ci sono molte persone intorno a me che vogliono che io abbia successo. Certo ci sono giorni che è davvero una lotta, ma combatto.

In  quei momenti è come se potessi sentire Jackie Robinson che mi parla e mi dice: di essere coraggioso come lui e di non arrendermi mai…che io posso farcela !

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Tratto, adattato e tradotto da:

https://www.additudemag.com/author/andrew-wilson/

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