ADHD E STRUTTURA (per sostenere le Funzioni Esecutive)

 

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Immagina che qualcuno ti mostri una carta con un’immagine assolata e ti chieda di dire “Notte“. Poi ti mostra una carta con un’immagine di luna e stelle e ti chiede di dire “Giorno“. Con queste regole di gioco dovrai  cercare di rispondere girando rapidamente le carte.

La neuro scienziata Adele Diamond, Ph.D., esperta internazionale nello sviluppo cognitivo dei bambini e pioniera nello studio delle funzioni esecutive, conducendo questo semplice esperimento con i bambini, ha scoperto che quando prendevano tempo, prestando attenzione e pensando prima di rispondere, facevano bene. Quando invece si affrettavano a rispondere impulsivamente sbagliavano facilmente.

Benvenuti nella vita dei bambini con ADHD !

La loro composizione neurobiologica non è collegata alle regole della vita quotidiana e della scuola, che spesso non sono chiare come le regole del gioco, o non gli viene dato il tempo di capire come adattarsi.

Funzioni esecutive: cosa succede quando c’è un deficit?

La Dr.ssa  Diamond sottolinea nei suoi studi quanto sia difficile completare compiti anche semplici quando qualcuno è in lotta con i deficit della funzione esecutiva. Queste abilità cognitive e processi  mentali che sono nel lobo frontale, ci aiutano infatti ad organizzarci e autoregolarci.

Sono coinvolte in tutto, dal ricordo dei dettagli e alla gestione del tempo, al controllo delle risposte e al sostegno e al cambiamento di attenzione.

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Queste funzioni normalmente sono come un “ottimo assistente“: ti aiutano a tenerti  concentrato, ti ricordano quando hai appuntamenti, ti dicono di fermarti a mangiare e ti fanno notare che gli occhiali sono in cima alla tua testa (quando li stai cercando freneticamente).

Quando hai l’ADHD, il tuo assistente prende delle pause anche di due ore, si presenta in modo irregolare, se non del tutto, ed è incline a sonnecchiare mentre tu lavori.

In altre parole, ci sono deficit neurologici che rendono incredibilmente difficile per un bambino con ADHD funzionare come un coetaneo normotipico.

Alcune cose che vengono fatte automaticamente per gli altri bambini – come fermarsi a considerare una risposta prima di dire “Notte” o “Giorno” – presentano enormi ostacoli per il cervello con ADHD.

Il Dr. Thomas Brown, psicologo clinico e ricercatore dell’ADHD presso la Yale University, identifica 6 aree specifiche di difficoltà che devono affrontare quotidianamente i bambini (e gli adulti) con ADHD:

  1. Attivazione: organizzazione, assegnazione di priorità e attivazione al lavoro.
  2. Focus: focalizzare, sostenere e spostare l’attenzione sui compiti.
  3. Sforzo: regolazione della vigilanza, sforzo di sostegno e velocità di elaborazione.
  4. Emozione: gestione della frustrazione e modulazione delle emozioni.
  5. Memoria di lavoro: utilizzo della memoria di lavoro e accesso al richiamo.
  6. Azione: monitoraggio e azione autoregolante.

I bambini con ADHD vogliono essere anche loro bravi!

Proprio come tutti i bambini, vogliono divertirsi, rendere orgogliosi i loro genitori e provare un senso di realizzazione.

Il dott. Brown afferma che l’ADHD può sembrare un problema solo di forza di volontà/motivazione. Quindi si pensa erroneamente che

  • se il bambino vuole essere abbastanza buono…
  • se vuole prestare attenzione a scuola…
  • se vuole fare e mantenere amicizie…

può tranquillamente farlo.

Ma in presenza di ADHD non è così semplice e scontato!

Queste alterazioni delle funzioni esecutive sono di solito dovute a problemi ereditari nella chimica del sistema di gestione del cervello.”

In altre parole: semplicemente non riescono a farlo spontaneamente come gli altri.

Sistemi e strutture

L’utilizzo di sistemi e strutture rende più facile per i nostri bambini affrontare le difficoltà dei deficit nella funzione esecutiva. Possiamo impostarle per avere più successo nello svolgere compiti a casa, a scuola e nella vita.

Solo alcuni esempi:

• Una semplice lista di controllo al mattino per aiutarli a ricordare cosa devono fare prima di uscire.
• “Brevi pause” ogni 20 – 30 minuti, quando si fanno i compiti per evitare la noia e la distrazione.
• “Avvisi e feed-back” a intervalli regolari, prima che i bambini debbano spostare la messa a fuoco in altre attività o per andare a letto.

I sistemi e le strutture aiutano a compensare i deficit.

È come dargli – o insegnargli a darsi: “un assistente esecutivo” che lo sostenga mentre negli anni svilupperanno il loro sistema di gestione personale.

N.B. IN QUESTO BREVE VIDEO L’ESPERIMENTO DELLA DR.SSA DIAMOND, CON LE REGOLE DELL GIOCO DI RISPONDERE AL CONTRARIO PER LE CARTE GIORNO E NOTTE

il bimbo inizialmente sbaglia le risposte perché date frettolosamente, ma se invece aspetta come chiede di fare la breve filastrocca,  riesce a darle  giuste

 

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://impactadhd.com/organize-your-life-and-family/how-can-systems-help-your-kids-adhd-brain/

 

 

 

 

 

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