ADHD, ZUCCHERI E DISINFORMAZIONE

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Ultime notizie! Non esiste l’ADHD ! 

Milioni di genitori in tutto il mondo possono tirare un sospiro di sollievo. A quanto pare, i sintomi dei loro figli sono causati da troppo zucchero! Togliete semplicemente i dolci e i vostri figli non avranno più sintomi. Allo stesso modo il Bigfoot, il mostro di Loch Ness e lo Yeti sono reali…e stanno arrivando a prenderci!

Dicono che il sarcasmo sia una forma di ironia molto amara, ma a volte non c’è altro modo di rispondere alle assurdità. Una delle tante teorie che sostiene “l’ ADHD non esiste” afferma che  sia semplicemente una mancanza di regolazione dello zucchero a causare l’iperattività dell’ADHD.

Genitori, non avete causato l’ADHD di vostro figlio consentendo troppi dolci (così come, per lo stesso motivo, altri genitori non hanno causato il diabete precoce al loro figlio). Affermazioni come questa sono fuorvianti, sensazionalistiche e demoralizzanti, scoraggianti per le famiglie che lottano per far fronte all’ADHD.

Lo scoop degli zuccheri

L’idea che lo zucchero causasse l’ADHD  è nata già negli anni ’70. Di fatto ad oggi non è mai stata scientificamente convalidata. Neanche minimamente. Gli studi non sono riusciti a fornire alcuna prova che lo zucchero abbia un ruolo significativo nell’ADHD.

Rimangono molte ragioni per regolare lo zucchero nella dieta di un bambino, o di un adulto. Lo zucchero – che non ha valore nutritivo – può avere un impatto sulla funzionalità epatica, promuovere l’obesità e conseguenti malattie cardiache. Non è quindi particolarmente utile per nessuno.

Francamente è una grande  ignoranza dire che l’ADHD – che può causare grandi sconvolgimenti e difficoltà nelle nostre vite – non sia altro che il risultato del consumo di zucchero. Indica una profonda mancanza di comprensione e rispetto per ciò che di molto complesso sta realmente accadendo in molte famiglie.

I sostenitori di queste idee, così come i media che li propagano, aggiungono solo grande confusione alla vera realtà : che ci sono milioni di bambini la cui funzione cerebrale ostacola  l’autogestione e l’autoregolazione.

I bambini con ADHD hanno una conseguente immaturità nello sviluppo dei loro comportamenti. Non sono in grado di gestire la loro impulsività, attenzione ed emotività, come fanno invece normalmente i loro coetanei.

Giudicare cosa sta succedendo nel cervello di altre persone

È troppo facile per la gente superficialmente giudicare. Il mantra che viene ripetuto “l’ADHD non esiste” non fa altro che rafforzarlo. Vedere un bambino istericamente piangere, urlare, lanciare oggetti e dire o pensare: “Che comportamento maleducato! Devono essere davvero cattivi genitori quelli che lo stanno crescendo… mentre quel bambino invece, con la sua famiglia, sta probabilmente  lottando per gestire la sua autoregolazione, una lunga battaglia tutta in salita.

Dire che non esiste è respingere l’esperienza dolorosa di tante famiglie. È ignorare la vera sofferenza che con i loro figli sopportano. È crudele. È giudicante. Mostra una completa mancanza di comprensione ed empatia per quello che tante persone quotidianamente vivono.

Molti cosiddetti “esperti“,  con l’aiuto dei media, hanno sminuito le difficoltà delle famiglie con ADHD provando a dare la colpa anche all’uso dello zucchero, senza supportare queste affermazioni con concrete, valide prove scientifiche.

Se sei il genitore di un figlio che lotta con l’ADHD, ricorda che non sei il solo ad affrontare queste ed altre disinformazioni. Ci sono milioni di genitori nel mondo che come te che stanno cercando di fare del loro meglio per aiutare i loro figli davvero molto complessi.

I genitori consapevoli di cosa sia l’ADHD devono reagire ignorando le tante assurdità che circolano troppo facilmente attraverso i media e guardare negli occhi solo i loro figli, verificando cosa realmente li fa stare meglio.

Si perché i genitori di figli con ADHD devono ancora oggi scontrarsi con  l’ impreparazione culturale di molte persone…fatta di  preconcetti,  luoghi comuni, principi ideologici  che accrescono il loro disagio e sconforto. Famiglie che avrebbero  bisogno di essere invece sostenute per sopportare la fatica più grande: che è quella  di accettare un figlio con una problematica neurobiologica che non gli  rende certo la vita facile.

E’ un diritto di queste famiglie che l’ADHD dei loro figli venga invece riconosciuto precocemente, se la scienza ha fatto dei progressi in tale direzione, come è un diritto del bambino con ADHD di  essere sostenuto  nell’ambiente dove si manifesta maggiormente la sua problematicità: la scuola.

Questa scuola e i servizi sanitari delle Asl, spesso penalizzati da precarietà del personale e sovraccarico di lavoro, che mostrano ancora  inadeguatezza, nel far fronte a questa condizione che si presenta frequentemente associata con disturbi d’apprendimento e altri disturbi psichiatrici.

Rimane quindi essenziale che le Istituzioni sanitarie e scolastiche continuino a fornire  una corretta informazione sull’ ADHD a tutti i livelli, per tendere  realmente a salvaguardare la salute  di questi bambini e a favorire il loro diritto all’educazione, alla formazione e all’ integrazione sociale.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://impactadhd.com/manage-emotions-and-impulses/adhd-and-sugar-sensitivity-a-look-at-speculations/

 

 

 

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