ADHD E INCORAGGIARE IL BUON COMPORTAMENTO

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Come incoraggiare il buon comportamento a casa nei bambini con ADHD?

Se tuo figlio ha spesso difficoltà a seguire le indicazioni e viene sgridato per questo costantemente, può essere interessante leggere i consigli di un esperto di genitorialità che in questo articolo condivide le sue strategie per affrontare alcuni problemi comportamentali dell’ADHD.

Il dr.Terry Illes, Ph.D., sa che non è facile crescere questi bambini. Lavora come psicologo scolastico a Salt Lake City, aiuta i genitori con corsi di parent-training e fa parte del consiglio di amministrazione del CHADD Attention magazine.

DOMANDA:  Come possono i genitori convincere i loro figli a fare ciò che ci si aspetta da loro?

RISPOSTA:  L’ADHD è un disturbo cronico che causa problemi comportamentali non solo a casa, ma a scuola, nel parco giochi e così via. Ci vuole un intero team di persone per aiutare questi bambini a imparare a comportarsi in modo appropriato in tutti questi contesti e i genitori dovrebbero considerarsi come i capi-squadra.

Quando i genitori vengono da me per chiedere aiuto, una delle prime cose che faccio è farmi raccontare i problemi specifici che stanno avendo con il figlio e le strategie disciplinari che hanno provato con lui fino a quel momento.

Cerco quindi di dare nuove strategie/strumenti più efficaci, per modificare il PROPRIO comportamento, in modo da poter aiutare il figlio con ADHD a cambiare il suo.

Per esempio,  quando i genitori chiedono a un bambino di fare qualcosa, tendono a chiederlo in modo diverso ogni volta. In un’occasione potrebbero dire “Spegni il televisore“, in un altro “Cosa ti ho detto riguardo a tenere la TV fino a tardi?”, oppure ancora “Per favore puoi spegnere la TV?”

I bambini normotipo non hanno problemi a ricevere il messaggio di base, anche se cambia il tono o il modo. Ma quando un bambino ha l’ADHD,  potrebbe non essere capace di riconoscere il tono della voce e altri segnali che indicano che i suoi genitori si stanno arrabbiando. Quindi non si conforma, non perché sia ​​ribelle, ma perché non si rende conto che ciò che viene detto costituisce un comando. Potrebbe pensare, “Devo davvero fare questo?”, e le parole potrebbero semplicemente sembrargli solo un rumore di sottofondo.

Come possono quindi i genitori assicurarsi che i loro figli ascoltino le loro richieste?
La chiave è usare la stessa struttura di frase di base per ogni comando.

Ad esempio, “Justin, devi spegnere il televisore” oppure “Justin, devi mettere le scarpe nel tuo armadio“. Quando i genitori fanno questo in modo coerente, il bambino si rende presto conto che ogni volta che sente il suo nome seguito da “devi“, gli è richiesto di rispettare l’indicazione. Se lo fa, guadagna un punto verso una ricompensa. Se il bambino non lo fa, dovrà essergli ricordato che dopo una successiva richiesta ci sarà una conseguenza negativa (time out o la perdita di un privilegio).

È importante che i genitori riconoscano che gran parte del comportamento che chiamano “inappropriato” in realtà non lo è. È semplicemente inappropriato per un particolare momento e luogo.

I bambini hanno bisogno di esprimere i loro sentimenti o azioni e i genitori devono trovare il modo di farglielo fare. Ad esempio: se tuo figlio ha bisogno di scaricare rabbia o stress, potresti tenere un sacco da boxe in una stanza. Se tuo figlio ama smontare o rompere piccoli elettrodomestici, probabilmente non funzionerà dirgli di non farlo. Invece prova a dargli un vecchio aspirapolvere o tostapane e designa una stanza, o uno spazio dove possa smontarli.

Il messaggio al bambino dovrebbe sempre essere: “Nella nostra casa, cercheremo di  offrirti un modo appropriato per soddisfare le tue esigenze, ma non ti consentiremo di soddisfare tali esigenze in modo inappropriato“.

E quando un bambino urla e impreca parolacce?
Incoraggio i genitori a sedersi con il bambino durante un momento di calma e dirgli: “So che molte cose ti fanno arrabbiare, ma in questo momento stai dicendo cose che non possono essere dette in questa famiglia. Quindi immaginiamo insieme cose che puoi fare o dire quando sei arrabbiato.” Potreste  di conseguenza concordare alcune esclamazioni come “accettabili“.

Del resto i bambini con ADHD sono più inclini alla rabbia e alla frustrazione, rispetto ai loro coetanei. Quindi non ha senso dire solamente a tuo figlio di non arrabbiarsi. Piuttosto aiutalo a trovare modi accettabili per esprimere la sua rabbia.

Per esempio quando mio figlio aveva 10 anni, mi ha chiesto: “Posso chiamarti “brutta faccia tosta” quando sono arrabbiato?” Ci ho pensato sopra e ho deciso che per me era inaccettabile. Ma gli ho detto che poteva dire “Non ti sopporto” o “non ti voglio bene in questo momento“. Ogni famiglia deve determinare cosa è accettabile all’interno della propria casa e quindi consentire quello sfogo.

Può essere troppo rischioso questo?
Non proprio. Abbiamo tutti bisogno di apprendere modi appropriati per esprimere sentimenti spiacevoli. I bambini con ADHD sono lenti a imparare come farlo senza aiuto. Un buon modo per fornire questo aiuto è usare un programma di incentivi, o premi. Per esempio, mio ​​figlio ed io eravamo d’accordo sul fatto che ogni volta in cui non mi chiamava con brutti appellativi, guadagnava punti verso una ricompensa.

Ho dei genitori che disegnano con il loro bambino alcuni “buoni di ricompensa“. In questi coupon è previsto ciò che il figlio ama più fare – stare alzati fino a tardi durante una sera del fine settimana, mangiare la pizza, guadagnare 1 €… L’obiettivo è motivare il bambino a gesdtire l’autocontrollo.

Ma i fratelli potrebbero essere gelosi di questi premi?
L’uguaglianza non è la stessa cosa dell’ equità.

Definisco l’equità come pari opportunità di successo all’interno di una famiglia. Ogni figlio dovrebbe avere pari accesso ai premi, all’attenzione e all’approvazione dei genitori, ma ci possono essere aspettative diverse per ognuno di loro. Uno potrebbe  ricevere un premio per riuscire a pulire tutta la stanza, mentre un altro (considerando le sue difficoltà) potrebbe riceverlo anche solo per riuscire a pulire una parte della sua stanza.

È a volte troppo tardi per impostare regole di comportamento?
Indubbiamente  più tardi si interviene più il bambino deve disimparare altri comportamenti già strutturati nel tempo. Fornire limiti costanti il più presto possibile è sicuramente più efficace e vantaggioso. Farlo in adolescenza diventa un sfida davvero molto più grande.

Se i genitori aiutano il loro figlio con ADHD a sentirsi stimato, capace e amato sarà più propenso a cercare di superare le tipiche sfide e conflittualità familiari che si presentano con la problematica.

https://www.additudemag.com/adhd-behavior-expert-discipline-skills/

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