ADHD & ADOLESCENTI: LE DIFFICOLTA’ ACCADEMICHE POSSONO PERSISTERE

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Il ruolo chiave degli adulti nel sostenere i bambini con ADHD…ma anche gli adolescenti.

Uno dei modi più rapidi per insidiare il percorso scolastico di un adolescente con ADHD è sottovalutare l’impatto dell’ADHD nel persistere dei sintomi. Come dice il dott. Ari Tuckman , un esperto internazionale di ADHD e autore del libro More Attention, Less Deficit,Troppo spesso i PDP (Percorso DitattiCo Personalizzato) sembrano essere buoni sulla carta, ma non tengono conto del fatto che gli adolescenti con ADHD non vedono completamente come la loro problematica li stia colpendo; non volendo essere visti come “diversi”  spesso non sono motivati ​​a fare concretamente uso degli strumenti compensativi o dispensativi per loro previsti“.

L’ADHD mina le capacità di autogestione di un individuo, inclusa l’organizzazione e la pianificazione.

Ciò significa che gli studenti con ADHD sono in ritardo nelle far proprie le competenze necessarie per affrontare il percorso scolastico. A causa di questa realtà, gli studenti che hanno l’ADHD richiedono in genere un supporto/supervisione, da parte degli adulti (genitori e insegnanti), fino a quando non  dimostrano di cavarsela da soli.

Definire le difficoltà

L’ADHD non colpisce solo l’attenzione e il comportamento, ma anche un set di abilità molto più ampio chiamato: Funzione Esecutiva. Un ragazzo con ADHD può comportarsi come avesse10 anni, rispetto ai 15 anni biologici, quando si tratta di queste capacità di autogestione e autoregolazione, che sono il fondamento della capacità di ognuno per  gestirsi, pianificare e coordinarsi nella vita .

Per un adolescente le difficoltà nella funzione esecutiva definiscono molti problemi  accademici a causa  delle dimenticanze, della procrastinazione, della difficoltà con la scrittura e della cattiva gestione del tempo. 

È sbagliato pensare che uno studente possa gestire queste situazioni solo con lo sforzo o la motivazione. Uno studente con ADHD non può scegliere di non essere smemorato. Istruire un adolescente con ADHD, senza insegnargli come gestire il suo ADHD, non lo aiuta nel raggiungimento del successo scolastico.

Se fosse un  adolescente in grado di capire e fare tutto attraverso i suoi errori probabilmente non soddisferebbe i criteri per avere una diagnosi di ADHD, perché questa significa proprio che uno studente non sa come gestire completamente le attività da solo, incluso quando e come raggiungere il supporto che gli serve.

Secondo il dott. Tuckman, ” l’autogestione presuppone che uno studente sia consapevole di tutti i suoi compiti e del tipo di aiuto di cui avrà bisogno per completarli con successo. Sfortunatamente, poiché l’ADHD è associato a sintomi come la procrastinazione, quando deve attivarsi per lavorare su un compito è ormai troppo tardi per chiedere assistenza, o aiuto a chi poteva darglielo. “

L’ADHD influenza direttamente la capacità di identificare i problemiQuando uno studente decide di volere assistenza, lo intralciano i sintomi della distraibilità e dell’ impulsività. Avere un genitore o un insegnante/educatore disponibile, solo se necessario , non funziona con loro, poichè non pianificano bene il loro tempo per capire quando ne avrebbero realmente bisogno.

Tali supporti devono essere programmati sistematicamente, per avere la possibilità di lavorare efficacemente. I sostegni casuali, o solo al bisogno,  pur partendo con buone intenzioni, rischiano di creare fallimenti scolastici.

L’obiettivo rimane quello dell’indipendenza e dell’ autogestione a lungo termine, ma in genere tale obiettivo non viene raggiunto senza un supporto costante degli adulti.

Cosa fare per l’ADHD negli adolescenti

A causa della causa neurobiologica dell’ ADHD, il Ministero dell’ Istruzione ha fornito indicazioni alle scuole, attraverso diverse circolari, per supportare un alunno con ADHD, e non solo per il raggiungimento dei voti. Il supporto completo degli studenti con ADHD ha bisogno una valutazione accurata delle loro capacità ( punti deboli e di forza), seguita in sinergia da genitori e insegnanti.

Dal momento che le persone con ADHD lottano con nuove routine, il coinvolgimento degli adulti è di grande importanza. Alla domanda su cosa funziona con l’ADHD, il Dr. Tuckman ha confermato che “Gli interventi più efficaci implicano un monitoraggio più vicino e più frequente da parte degli insegnanti, su come lo studente lavora, per fargli colmare rapidamente eventuali carenze, prima che queste provochino  un effetto valanga.

Per supportare gli studenti, un obiettivo generale dell’ADHD è “esternalizzare il sistema“, creando abitudini e routine che compensino una cattiva funzione esecutiva. . Ciò significa di insegnare agli studenti l’abilità su come usare una lista di cose da fare, o gestire un progetto suddividendolo in parti. Solo una volta che una routine sembra completamente appresa si potrà incoraggiare lo studente di andare avanti in autonomia.

Le abilità basate sulla funzione esecutiva vengono apprese lentamente con l’ADHD e i supporti forniti dagli adulti danno la possibilità a questi studenti di raggiunge i propri obiettivi.

Non scrivere in modo costante i compiti non è una questione motivazionale, ma si riferisce a distrazione e disorganizzazione che fanno parte dei sintomi dell’ADHD. Anche la procrastinazione e cattiva gestione del tempo vanno di pari passo con l’ADHD; non sono intenzionali o una scelta. In pratica, dobbiamo avere prima conferma che il nostro studente con ADHD sappia come:

  • Tenere traccia dei compiti
  • Dividere i compiti in piccole parti
  • Gestire il tempo
  • Organizzarsi
  • Studiare e scrivere bene

I genitori e  gli insegnanti  possono sostenere gli studenti con ADHD utilizzando il seguente approccio:

  1. Promuovere l’indipendenza. Offrire agli studenti la possibilità di impostare insieme le proprie routine scolastiche/educative – ma poi intervenire per assisterli se il loro piano sembra fallire. Effettuare quindi una supervisione costante per assicurare che continui a funzionare bene durante l’anno scolastico.
  2. Intervenire presto. Invece di guardare e aspettare, invitare gli studenti a risolvere i problemi immediatamente, ogni volta che si osserva una situazione accademica inefficiente che può riprendersi con nuove strategie più efficaci.
  3. Fornire istruzioni. Mirare a collaborare con lo studente pe trovare soluzioni prima che i problemi aumentino. Per molti studenti sono richieste istruzioni più dirette, per mostrare loro esattamente ciò che deve essere fatto e incoraggiarlo ad andare avanti.
  4. Ritirare gradualmente i supporti.  La supervisione di un adulto non dovrebbe essere completamente ritirata, finché uno studente non si dimostrerà capace di proseguire autonomamente. Bisogna tenere conto che una cattiva funzione esecutiva può persistere fino all’università, ricordandosi che non si tratta della loro età reale, ma delle loro abilità accademiche.
  5. Torna al punto uno in qualsiasi momento persiste una nuova sfida correlata all’ADHD.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/child-development-central/201809/the-pivotal-role-adults-in-teen-adhd-care

 

 

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