ADHD & IMPULSIVITA’

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CONDIVISIONE DI TESTIMONIANZA, DI UN ADULTO CON ADHD

Quando avevo circa 10 anni mia madre mi ha ragalato un libro intitolato:”Look Before You Leap” (Guarda prima di saltare)

Sebbene non abbia mai letto quel libro (non riuscivo a stare fermo così a lungo), il messaggio per me era stato chiaro. Voleva che smettessi di essere così impulsivo.

Sì, perché dal momento in cui ho iniziato camminare ero costantemente in movimento come una trottola …

Non potevo tenere ferme nemmeno le mie mani. Ero uno di quei bambini che toccavano tutto il che significa che ho rotto un sacco di cose e ho perso anche molte cose, mie e degli altri.

Oh, e non stavo mai zitto.

Parlavo incessantemente, senza filtro e senza prestare molta attenzione sul fatto che la persona con cui stavo parlando fosse ancora interessata a quello che dicevo. E interrompevo continuamente gli altri, perché non riuscivo a mantenere i pensieri che mi invadevano la testa velocissimi e uscivano altrettanto velocemente dalla mia bocca.

Ero anche emotivamente troppo sensibile, il che significava che per motivi futili piangevo istericamente, urlando con tutti i miei polmoni. E se pensavo che la causa fosse di qualcuno, impulsivamente gli davo calci e pugni per la grande frustrazione che sentivo.

E ho sempre preso decisioni  senza pensare alle conseguenze. Decisioni che hanno spesso messo in imbarazzo anche mia madre.

E questo mi spiaceva molto. In effetti, il dolore che sentivo nel mio cuore in quei momenti era davvero grande e opprimente.

Perché pensavo di non essere un ragazzino intenzionalmente cattivo. Mi importava profondamente degli altri, del nostro pianeta, della giustizia sociale. Volevo fare le cose giuste, far piacere alle persone, rendere felici le persone.

E volevo essere apprezzato – Disperatamente!

Ma invece ero sempre nei guai e venivo respinto anche dai miei amici per questo.

Nel tempo ho iniziato a credere che ci fosse invece qualcosa di veramente sbagliato in me. Che forse ero davvero nato cattivo.

Con immensa pazienza mia madre ha lottato con me e spesso diceva di sentirsi come se stesse sbattendo la testa contro un muro… Quindi sperava che se avessi letto quel libro, che sottolineava di “guardare prima di saltare“, le cose sarebbero diventate più facili per me.

Il problema era che non riuscivo.

Non perché non volessi, o perché mi rifiutavo di provare …(Dio solo sa quanto ci ho provato)… ma perché sentivo che era il mio cervello a farmi comportare così.

Quando da adulto ho scoperto di avere l’ADHD ho capito che negli anni mi aveva derubato la capacità di fermarmi e di avere l’autocontrollo.

So che molte persone si rifiutano di credere che esiste e pensano che i bambini con ADHD abbiano problemi che potrebbero essere risolti solo con una bella tirata di orecchie, o qualche sculaccione.

Ma la realtà non è così, loro non riescono a comportarsi diversamente.

Rispondono  inadeguatamente a molte situazioni, con conseguenze negative nel raggiungimento degli obiettivi e di sane relazioni sociali a breve e a lungo termine.

I bambini con l’ADHD lottano con quotidiani processi mentali che sono la spiegazione del perché dirgli semplicemente di “guardare prima di saltare” con loro non funziona. E nemmeno di “provare a sforzarsi“, ” di stare fermi” o di “concentrarsi“.

Mentre invece ricevono continuamente queste richieste, combinate con punizioni.

Mi considero comunque fortunato. Anche se ho ricevuto la diagnosi ormai “grande“, dopo aver avuto enormi problemi nel mantenere amicizie, difficoltà finanziarie, molteplici incidenti automobilistici, dopo aver sperimentando la depressione, l’alcolismo e le difficoltà di mangiare in modo incontrollato, con conseguente obesità, SONO SOPRAVVISSUTO.

Grazie alla diagnosi, a terapie mirate e un sacco di duro lavoro, sono stato in grado di trasformare la mia vita e imparare come “convivere con l’ADHD“.

Sì, ora ho imparato tutte quelle strategie che mi avrebbero aiutato a “guardare prima di saltare”

Quindi voglio lasciarvi due messaggi:

  1. In primo luogo, se sei un adulto con ADHD che ancora sta lottando, voglio che tu sappia che non sei il solo. Né sei stupido, pazzo o pigro. La ragione per cui non puoi “guardare prima di saltare” è perché  il tuo cervello è cablato in modo diverso e quindi quando eri piccolo non hai imparato come usare i tuoi punti di forza e le strategie che possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi. Ma, facendoti aiutare terapeuticamente, hai ancora tutte le possibilità di vivere una vita piena e gratificante anche con l’ADHD.
  2. In secondo luogo, se sei un genitore di un bambino con ADHD, ti prego di non chiedere a tuo figlio di “guardare prima di saltare“. Non riesce a farlo. Non ancora…. Dovrà crescere prima e sviluppare le sue funzioni esecutive che, attraverso esplicite strategie e terapie, sostengano la sua scarsa-immatura autoregolazione. E intanto avrà bisogno, più che mai, della tua immensa pazienza ed empatia.

Perché è più facile costruire un bambino con ADHD, piuttosto cheriparare un adulto distrutto dall’ ADHD.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://thrivingwithadhd.com.au/blog/category/parenting-the-child-with-adhd/

 

 

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