ADHD E LA PERCEZIONE DEL TEMPO

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La mancanza della percezione del tempo pone le basi per grandi lotte e difficoltà nelle persone con ADHD. Come spiega il dott. Russell Barkley:  

l’ADHD “distrugge la struttura del tempo“. E mentre il tempo sembra essere un concetto semplice, la cieca perdita di tempo che avviene con l’ADHD complica la vita.

Le persone neuro tipiche potrebbero chiedersi come potrebbe essere così difficile guardare l’orologio? Come si fa a non sapere quanto tempo ci vuole per prepararsi per andare a scuola o al lavoro al mattino? Come è possibile non capire che non c’era il tempo di fare altre cose prima di andare ad un appuntamento?

L’ADHD rende queste abilità di vita basilari, eccezionalmente difficili. Il tempo-cecità causa tutte le convinzioni menzionate sopra e altro ancora, penalizzando l’ autostima e  l’instabilità emotiva di chi lo vive quotidianamente.

Il tempo-cecità danneggia le relazioni delle persone con ADHD.

La gestione del tempo infatti ha profondi legami con l’amore e il rispetto.

Presentarsi tardi agli appuntamenti invia un chiaro messaggio: ti stimo meno rispetto a qualcos’altro a cui ho dato precedenza. Una persona lasciata ad aspettare ogni volta, pensa di non essere tanto importante per chi da priorità ad altre cose

Ma questo, per chi ha l’ ADHD, non è vero.

Per le persone con ADHD, le intenzioni e le azioni non si allineano sempre. Sperimentano un’angosciosa dissonanza tra il sé che sono e la persona che con le sue azioni si presenta al mondo.

La nostra cultura inizia a insegnare la gestione del tempo ai bambini in età prescolare. Un bambino di 5 anni sa già come fermare un’attività e passare a un’altra. Immagina il dolore che un adulto con ADHD prova quando fallisce in un’abilità apparentemente semplice ma di base per la vita.

È facile dimenticare che queste abilità sono apprese, NON INNATE. Purtroppo le persone con ADHD non le imparano facilmente. Qualcuno non diagnosticato / non trattato potrebbe non essere in grado di impararle affatto. Il suo fallire non significa  però che è irresponsabile. Significa che sta lottando con un problema ma gli mancano gli strumenti per risolverlo.

Per la gente, sembra invece che sia una persona semplicemente disinteressata o superficiale e questa percezione ferisce nel profondo.

Se si ha l’ADHD, la cecità temporale è intenzionale come il daltonismo.

Sì, davvero. Una persona daltonica non può percepire le differenze tra alcune tonalità. Anche se sanno che esistono queste differenze  e che altre persone possono vederle. Una persona con ADHD può sapere che dovrebbe guardare un orologio più spesso,  per andare all’appuntamento con un amico. Ma questa consapevolezza non è di aiuto a chi non sente “trascorre il tempo“. Quando non si percepisce il tempo che passa, non si percepisce nemmeno che c’è una persona che ci sta aspettando. Non si sente avvicinare una scadenza.

Una cosa è conoscere un fatto: “questo giardino fiorito è pieno di sfumature rosse e verdi ricche e belle”. Ma se devo assicurarmi di arrivare in tempo ad un incontro è tutt’altra cosa percepirlo a livello sensoriale.

La cecità temporale è pericolosa

Una percezione errata del tempo incide sulle relazioni e quindi sull’autostima.

L’Iperfocus, cosiddetta “superpotenza dell’ADHD”, diventa in questo caso un ostacolo per il chi ha problemi con la gestione del tempo.

Recidivi errori di presentarsi in ritardo, o in giorni sbagliati, pone il rischio di portare a pensieri ed esperienze dolorose per i tanti fraintendimenti che ne conseguono. Non possiamo permetterci di ignorare l’impatto emotivo della cecità temporaleServe far imparare alcune abilità per compensare questa difficoltà. Abilità che vanno insegnate e discusse abbastanza spesso.
Se ami qualcuno con l’ADHD, ricordati che la sua cecità temporale non riflette i suoi valori, le sue intenzioni, o i suoi sentimenti  nei tuoi confronti.

Questo è particolarmente importante per i genitori di bambini/ragazzi con ADHD. L’identità e l’autostima dei nostri figli sono formati anche dal modo in cui li giudichiamo. Essere etichettato egoista o superficiale, specialmente come giovane adolescente che  “avrebbe dovuto sapere – e fare – di meglio”, forgia una distanza emotiva con i famigliari, non sapendo come giustificarsi per molti comportamenti non intenzionali.

Punire qualcuno che già si sente fallimentare non aiuta. Abbatte l’autostima e infligge un’altra ferita nella relazione.

Il tempo-cecità è un grosso problema. Ha cause reali nel cervello: si percepisce il tempo in modo diverso, proprio come una persona daltonica percepisce il colore in modo diverso. Non si pensa che una persona daltonica semplicemente non si preoccupi abbastanza di distinguere il rosso dal verde. Né si dovrebbe supporre quindi che una persona con ADHD non si curi abbastanza per gestire correttamente il tempo.

Bisogna aprirsi alle informazioni e alle strategie che portano a soluzioni reali.

In questo video (in lingua inglese) il Prof. Barkley, esperto mondiale dell’ ADHD, parla di questo argomento:

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

http://adhdhomestead.net/time-blindness-feels/

 

 

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