ADHD E IL METODO “TACT”- (dalla frustrazione all’organizzazione)

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L’ADHD non è una condizione “nuova”, ma la sua comprensione è in realtà abbastanza nuova per il nostro secolo… e per fortuna in crescita.

Oggi sappiamo molto di più di una generazione fa e ne sapremo molto di più fra 20 anni, di quanto ne sappiamo adesso. Con le corrette informazioni arriva una maggiore capacità di far fronte/gestire lo stress che accompagna l’ADHD.

L’ADHD nel passato

Nei “vecchi tempi” – e con questo s’intende anche solo 10-15 anni fa – la maggior parte delle persone non comprendeva cosa fosse l’ADHD, né tanto meno come gestirlo a casa, o a scuola. I genitori non sapevano con cosa avessero a che fare e, sinceramente, anche i medici e gli insegnanti non sapevano molto più di loro. Tutti facevano il ​​meglio che potevamo, con le poche e approssimative  informazioni che avevano .

I genitori sapevano solo che i loro figli non si comportavano come i figli degli altri. Erano iperattivi, irascibili, non ascoltavano, erano disorganizzati, lottavano socialmente e ricevevano voti bassi a scuola. Ma per la maggior parte delle persone non c’era una ragione comprensibile per tutto ciò.

La maggior parte dei genitori non aveva le informazioni scientifiche e comprovate di cui avevano bisogno per intervenire in modo più mirato. Per es., in passato per gestire un bambino con ADHD veniva spesso usata la disciplina o la punizione, invece del rinforzo positivo e della motivazione. La grande frustrazione nella persistenza di comportamenti inadeguati causava, in molti genitori, la reazione di una disciplina estrema che arrivava anche a punizioni corporali. Ora sappiamo che i bambini con ADHD rispondono molto meglio alla carota che al bastone. Si tratta dunque di creare motivazione e di trovare ciò che funziona per loro.

Come se fosse una generazione fa, crescere un bambino ADHD oggi è però ancora molto stressante; si è ancora alle prese con la difficoltà di usare bene queste nuove strategie. Ma ora abbiamo almeno un’arma invincibile: la conoscenza (la consapevolezza) ! 

Abbiamo la possibilità di imparare ciò che funziona e cosa meno, per aiutare e sostenere i bambini con questa diagnosi.

È interessante notare che la nuova chiave per migliorare il comportamento dei bambini ADHD (e sostenerli attraverso le loro sfide) è:  che gli adulti gestiscano il proprio comportamento e le proprie emozioni.

Ci sono 4 passaggi da usare per gestire i comportamenti di un bambino con ADHD e che si possono racchiudere nell’ acronimo: “T.A.C.T.”

  • Trigger (Reazione).

Spesso, per anticipare ciò che causerà una lite, puoi usare strategie sicure ed efficaci per prevenire. Riconoscere cosa ti farà arrabbiare, o cosa farà esplodere tuo figlio, a volte potrebbe  far evitare di arrivare al conflitto. Ricordati che queste sono aree di sfida che fanno parte dell’ ADHD. Prendi fiato. Allontanati, se necessario, quindi agisci invece di reagire.

  • Accettazione.

L’ADHD è di base neurobiologica. Tuo figlio è esploso di nuovo a cena? Ha di nuovo dimenticato i suoi compiti? Onestamente non voleva. Il suo cervello ci prova a conformarsi alle richieste comportamentali normo tipiche, dalla gestione degli impulsi all’uso della memoria a breve termine, ma è per lui una sfida continua. Non è quindi intenzionale. Accettare questa realtà fa una grande differenza.

  • Coerenza (Routine) 

Sapere cosa aspettarsi può aiutare i bambini a gestire la frustrazione e migliorare la loro organizzazione. Per es. se tuo figlio ha difficoltà a prepararsi per andare a scuola la mattina, puoi creare una semplice lista di controllo (scritta o illustrata) che può usare per aiutarlo. Se l’ora di andare a letto è la stessa ogni sera, i bambini non saranno sorpresi. Hanno bisogno che tu operi come  una loro funzione esecutiva esterna, fino a quando crescendo (maturando) potranno fare da soli… e la routine è un ottimo modo per allenarli a diventare più autonomi.

  • Transizione.

Che si tratti di spegnere la TV per andare a letto, di smettere di giocare per fare la doccia, o di ambiare materia a scuola, le transizioni possono essere un momento difficile per i bambini con ADHD. Rendi le transizioni più agevoli sapendo che potrebbero essere per loro difficili. Pianifica, dai precisi e più avvertimenti (verbali, o con il timer) per ridurre al minimo i potenziali turbamenti.

Ci sono una grande varietà di strategie che i genitori  a casa (e gli insegnanti a scuola), possono usare per passare da adulti frustrati-arrabbiati ad organizzati  ed efficienti. Indubbiamente bisogna sperimentare un pò. Trovare le tattiche/strategie che funzionano per quel figlio/alunno e usarle in modo coerente.

Una cosa che non è cambiata attraverso le generazioni è quanto i genitori amino comunque i loro figli con ADHD. Ma ora che sono a disposizione più informazioni (libri, convegni, web…) su come sono cablati le loro menti, non si può più indugiare per approfondire e poterli aiutare-sostenere in modo più efficace.

Tratto, adattato e tradotto da:

https://impactadhd.com/manage-emotions-and-impulses/frustration-organization-using-t-c-t-parent-adhd/

 

 

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