ADHD E DIFFICOLTA’ NELLE TRANSIZIONI

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I bambini con ADHD sono noti per la loro impulsività, iperattività e incapacità di stare fermi e concentrarsi.

Questi sintomi li mettono sempre nei guai, ma uno studio recentemente pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, ha scoperto che potremmo anche aver bisogno di aggiungere a questo elenco di sintomi , “una acuta difficoltà nell’adattarsi a situazioni mutevoli.” Per dirla semplicemente:  “l’incapacità di cambiare direzione.”

Cosa vuoi dire che non possono cambiare direzione?

Ciò che questo articolo sta effettivamente cercando di dire è che il “cambiamento di situazione”, o il “cambio di direzione” è in realtà un “cambio di ricompense/gratificazioni“. In altre parole, solo perché una situazione cambia non significa che il cervello con ADHD non reagisca bene. Infatti, i bambini con ADHD funzionano anche nei cambiamenti, se gli ambienti sono strutturati e la ricompensa/gratificazione rimane la stessa.

Ma quando la ricompensa/gratificazione cambia, si possono presentare i problemi.

Come potrebbe questo incidere, per un bambino con ADHD, durante un tipico giorno di scuola?

Gail Tripp (Direttore dell’unità di neurobiologia dello sviluppo umano dell’Istituto di scienza e tecnologia di Okinawa) spiega che “un esempio per i bambini a scuola potrebbe essere che durante la ricreazione vengono probabilmente gratificati perchè corrono veloci, o per intrattenere i loro amici con storie e scherzi (cioè i loro amici ridono e quindi li incoraggiano in questi comportamenti), ma in classe questi non sono i comportamenti tipici che vengono lodati o premiati.”

Quello che sta dicendo è che per un bambino ADHD, la transizione tra i sistemi di ricompensa è molto difficile… molto di più che per un bambino normotipo. La transizione dal cortile durante la ricreazione (dove c’è una ricompensa per raccontare barzellette) a quella in classe (dove c’è una ricompensa per ascoltare l’insegnante) è per lui estremamente complicata.

Cosa vuole fare il cervello del bambino dell’ADHD mentre l’insegnante sta parlando alla classe? Vuole raccontare barzellette. Perché? Perché quel percorso di ricompensa è ancora vivo nel circuito neurale del suo cervello. È ancora attivato. Lui non l’ha spento.

Il bambino normotipo, d’altra parte, ascolta invece i comandi dell’insegnante e aggiusta le sue aspettative e la posizione della ricompensa. Questo bambino ha giustamente “cambiato marcia/direzione” e ha messo la ricompensa dove ora giustamente appartiene, ascoltando l’insegnante.

Secondo questa ricerca, il cervello con ADHD ha molte più probabilità di continuare nel precedente sistema di ricompensa/gratificazione rispetto ai bambini normotipo.

E allora?

Ci sono alcuni punti di applicazione da considerare in risposta alle nuove scoperte dei sintomi dell’ADHD.

1. Cerca di capire/conoscere tuo figlio
Chiedigli dove maggiormente si manifestano i sintomi del suo ADHD. Ci sono momenti migliori per la messa a fuoco rispetto ad altri?
• Condividi con tuo figlio gli spunti di questa ricerca e trova con lui quali relazioni intravede.

2. Abbi pazienza  con tuo figlio
• I ricercatori ribadiscono nei loro studi “che i bambini con ADHD non stanno deliberatamente comportandosi male“. Piuttosto il cervello con ADHD è particolarmente  adatto per “essere tentato“. Non vuole essere questa una scusa per questi bambini per consentirgli comportamenti inadeguati, ma si tratta di comprendere il grado del loro processo mentale, per essere pronti nell’offrire più pazienza.

3. Fai capire a tuo figlio che la situazione è cambiata (ricorda l’esempio della situazione descritta sopra)
Preparalo sempre al cambio di un’ attività (e il cambio di ricompense/gratificazioni). Dì a tuo figlio che i premi o le conseguenze cambieranno. Ricordagli ancora una volta che i premi non sono più gli stessi, perché la situazione è cambiata.
• Spiegagli bene i concetti “premi e conseguenze“. Per esempio dicendogli che tutti generalmente vengono incoraggiati/motivati per produrre una conseguenza ( “Cerca di andare bene a scuola che diventerai un dottore” oppure viceversa “Se non vai bene a scuola non potrai avere un buon lavoro“). Spiegare chiaramente come funzionano i premi e le conseguenze è importante e non scontato, perchè aiuta il bambino ad arrivare alla corretta comprensione della situazione.

Se perseguiamo la comprensione di come “funzionano” nostri figli, incoraggeremo la nostra relazione. Questo è ciò che dobbiamo  avere più a cuore e provare continuamente a coltivare. I nostri bambini devono sapere che non sono soli e che hanno il nostro sostegnoDevono sapere di avere speranze per riuscire nella vita, perché a qualcuno è importato molto conoscerli bene.

 

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://fastbraiin.com/new-symptom-discovered-in-adhd/

 

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