ADHD E LA SENSAZIONE DI SENTIRSI “STUPIDO”

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Potrebbe essere una delle cose più dolorose sentire il tuo bambino dire: “Sono stupido, sono scemo“.

La tua reazione immediata potrebbe essere di rispondere “No, non lo sei!” Ma è un modo utile per rispondere ? Il modo in cui reagisci può avere un impatto positivo sull’autostima del tuo bambino e sulla sua motivazione a continuare a lavorare sulle sue sfide.

Di seguito alcuni esperti consigliano come intervenire se tuo figlio dice di sentirsi stupido.

Qual è il modo più efficace di reagire?

Mark Griffin (consulente educativo e fondatore della Eagle Hill School): Non puoi mandare via le sue preoccupazioni solo dicendogli che è  invece intelligente. Penserà che lo dici perché sei il suo genitore e che lo ami. Ha bisogno di sentire parlare nello specifico dei suoi “punti di forza” e di sentire che hai delle ragioni concrete per credere che avrà successo.

Donna Volpitta (fondatrice del Center for Resilient Leadership): Concentrati sull’idea che questa sensazione è una reazione a una situazione che vive.  Non si tratta di essere intelligenti o non intelligenti. Si sente frustrato per cose specifiche. Cerca di capire cosa lo fa sentire in questo modo. Aiutalo a comprendere che può avere il controllo usando quindi strategie che possano aiutarlo nelle sue sfide e parlagli chiaramente di tutte queste opzioni.

Bob Cunningham (dirigente e consulente del Reimagine Learning Fund) :  Il modo più utile per reagire dipende sempre dalla situazione che crea il problema. Supponiamo che tuo figlio abbia difficoltà con un’attività, come i compiti a casa. In quel caso, puoi ricordargli che ha solo problemi con quella attività specifica e in altre funziona bene. A volte, però, i bambini dicono di essere stupidi o di sentirsi stupidi più in generale. Cerca allora di avere una breve conversazione, evitando una risposta immediata ed eccessivamente emotiva. È importante essere solidali e premurosi, ma è altrettanto importante essere realistici, altrimenti quello che dici potrebbe non sembrare credibile a tuo figlio.

Annie Fox (consulente online per adolescenti e genitori): Prima di agitarti e correre il rischio di reagire troppo emotivamente, ricorda che il contesto è tutto. Assumi quindi il ruolo di un detective con la missione di scoprire  più informazioni. Ad esempio, “sono uno stupido” riflette i veri sentimenti di tuo figlio su se stesso? O era solo frustrato dall’incapacità di finire quel compito?  Sta ripetendo un insulto che ha sentito dirsi da un compagno di classe, o da un fratello?  Prima scopri sempre le ragioni per il  sentimento che prova e poi apri un dialogo per rassicurarlo.

Quali sono le cose utili che puoi dire?

Bob Cunningham: E’ importante riconoscere i sentimenti di tuo figlio.  Puoi provare a dire qualcosa del tipo: “Mi dispiace che tu stia attraversando un periodo difficile. So che è frustrante, ma questo non significa che se non riesci in qualcosa di impegnativo tu sia stupido“.  E poi fallo andare avanti nel compito che stava facendo, aggiungendo solo che sei li per sostenerlo e aiutarlo. Se è necessaria invece una conversazione più lunga, puoi aprirla dicendo: “Mi dispiace quando dici questo perché io penso che non sia vero. Sei bravo a nuotare, in arte, in matematica e in altre cose ancora. Quindi vuoi diRmi perché ti senti in questo modo ? “. Questo aprirà la conversazione e ti permetterà di avere un’idea più chiara di cosa stia pensando.

Donna Volpitta: Rispondi tranquillamente e brevemente al suo commento dicendo “Cosa ti fa sentire in quel modo?“, per aprire semplicemente la conversazione. Da lì puoi concentrarti a capire perché si sente in quel modo e suggerirgli come può agire per sentirsi meglio.

Mark Griffin: Usa risposte chiare e concrete che gli facciano capire che è capace in tante altre cose, ma riconoscigli anche che ha difficoltà in alcune aree. Potresti dire per es. : “Sei un ragazzo intelligente che a volte ha problemi con la lettura.

Annie Fox: Chiedi cosa intende il tuo bambino con la parola “stupido“. Potrebbe non significare lo stesso per lui che per te. Una volta chiarito il suo significato (usando anche il dizionario), puoi chiedere: “Che cosa ti sta facendo sentire in questo modo?” Oppure, “Cosa è successo che ti ha fatto sentire ‘stupido’?” Una domanda calma, rispettosa, a risposta aperta, potrà mettere il bambino a suo agio e permettergli di spiegarti le sue motivazioni. Dimostragli di essere ben consapevole delle aree in cui tuo figlio  va bene (punti forza) e dove invece ha difficoltà , e rassicuralo che potrà contare sul tuo aiuto/sostegno per migliorare.

Cosa è importante evitare di dire?

Donna Volpitta: La reazione naturale immediata ad un figlio che dice “Sono scemo” è quella di dire “No, non lo sei!” Ma non è particolarmente utile. Questa reazione non incoraggia l’apertura di un dialogo. Inoltre, non cambierai la sensazione di tuo figlio di sentirsi “stupido” solo contraddicendolo.

Bob Cunningham: Quando tuo figlio si sente frustrato, è forte la tentazione di parlare delle tue stesse lotte quando avevi la sua età.  Questo di solito non migliora la sua sensazione. È più utile concentrarsi sul capire i motivi della frustrazione. Anche dirgli che quello che sta affrontando non è “non è un grosso problema”, sminuisce i suoi sentimenti e non aiuta a migliorare la sua sensazione.

Jenn Osen-Foss: Cerca di non sembrare accusatorio, dicendo: “Non dire così!”. Considera il tuo tono quando rispondi. La frustrazione delle sue parole potrebbe farti alzare la voce e sgridare tuo figlio per quello che dice e che ti fa male sentire. I bambini devono sapere perché pensi che non siano veramente “stupidi“, ma che siano invece capaci. Se non credono di essere intelligenti, hanno bisogno di rafforzare costantemente i motivi che gli confermino che lo sono. Vogliono esempi concreti su cui aggrapparsi durante le loro lotte. Fai esempi di quando lo hai visto che stava facendo qualcosa con successo. Più sei specifico, meglio è. I bambini con problemi di apprendimento e attenzione spesso sentono che le loro difficoltà sono stravolgenti e che non riusciranno mai a farlo bene.  È importante riconoscere che è effettivamente una grande sfida che devono affrontare  ma non è impossibile. E che  comunque gli starete affianco per aiutarli/supportarli.

 

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.understood.org/en/learning-attention-issues/understanding-childs-challenges/talking-with-your-child/experts-weigh-in-what-should-i-do-when-my-child-says-im-dumb

 

 

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