ADHD E LE DIFFICOLTA’ PER “INIZIARE”

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Per le tante sfide che affronta mia figlia, non posso agitare semplicemente una bacchetta magica e cambiare la sua neurologia di base.

Odio che  lotti quotidianamente con l’ansia, e vorrei potergliela far sparire! Non è probabile che questo accada facilmente, ma posso aiutarla ad imparare a gestirla meglio. E lei è la persona migliore per guidarmi nel fare proprio questo. Infatti, se li osserviamo e gli prestiamo bene ascolto, i nostri figli possono in qualche modo indicarci come aiutarli!

Nel completare un questionario sulla scuola dal suo specialista, mia figlia mi ha dato delle preziose informazioni, rispondendo alle domande che le venivano poste. In particolare a: “Quali cose a scuola sono difficili per te?” 

Queste sue preziose informazioni, mi ha poi dato il permesso di condividerle con altri genitori. In quell’ occasione aveva così risposto:

È davvero difficile per me iniziare qualcosa. Ad esempio, anche questo questionario è stato davvero difficile da iniziare. L’inizio di qualcosa ogni volta scatena spesso la mia ansia.  Anche se mi piace fare le cose bene, l’iniziare mi blocca per paura di non essere capace di finire.”

Centrato il bersaglio! Mia figlia ha così identificato diverse aree chiave che sono per lei degli ostacoli. Quindi quale deve essere il mio supporto di fronte a questo? Come aiutarla a trovare strategie e affrontare queste sue paure ? (una alla volta!) Come capire quale ruolo posso svolgere io?

Di fatto ci sono strategie a breve e lungo termine per gestire l’ansia e molte altre sfide che i nostri figli devono affrontare. Spero, se giocherò bene le mie carte, di riuscire a trasmetterle delle soluzioni a breve termine, che potrà poi autonomamente gestire a lungo termine.

La sfida:È davvero difficile per me iniziare qualcosa“.

  • Come posso aiutare:
    • Aiuterò molto mia figlia se comprenderò, accetterò e le comunicherò che so quanto questo è davvero difficile per lei. La mia empatia e comprensione è importante in modo che non finisca per sentirsi giudicata, o rimproverata per qualcosa che è davvero difficile per lei, anche se a me sembra essere facile.
    • Questo mi aiuta di conseguenza a ridimensionare e stabilire una ragionevole aspettativa, per il livello di aiuto di cui ha bisogno per iniziare. Posso aiutarla ad inventare strategie che può usare e soprattutto ottenere il suo permesso di ricordarle di “mettersi all’opera“. In questo modo, io dovrei diventare il suo alleato, non il suo capomastro! Siccome concordiamo insieme la necessità del mio feedback, quando le dirò  “hai iniziato?” oppure, “hai bisogno di aiuto per andare avanti?” non dovrebbe sentirsi sgridata/minacciata, ma capita

La sfida: “Iniziare  con  un elenco dei passi”.

  • Come posso aiutare:
    • Quando l’aiuto a identificare i molti passaggi di un processo/ progetto e lo suddivido in blocchi, non sembra per lei così stravolgente. Può essere ancora più semplice scrivere come una scaletta i passaggi, in modo che possa notarli anche visivamente. Quando i suoi compiti sembrano essere schiaccianti l’aiuto quindi a pianificare scrivendo, passo dopo passo (comprese le stime del tempo) per completarli. A volte ha bisogno di questo livello di coinvolgimento da parte mia, altre volte ha bisogno di sentirlo spiegare solo ad alta voce. Con risposte più impegnative e lunghe è capitato che le facessi da “scriba” (mi dettava), anche se la maggior parte cerca di fare da sola.

La sfida: “pianificare il tempo per svolgere il progetto/compito”

  • Come posso aiutare:
    • Posso aiutarla a “non procrastinare“. La sua preoccupazione non riguarda solo la struttura del progetto, che è supportata dalla sequenza e dalla pianificazione affrontate nella sfida precedente. Riguarda anche il suo desiderio di volerlo fare bene. Ha bisogno quindi di tempo adeguato per fare le cose al meglio – ma è difficile per lei quantificarlo, quindi si preoccupa di non farcela. Provo pertanto ad aiutarla ad evitare di “l’ansia anticipatoria” (“cosa succede se non lo faccio giusto?”) ma di rimanere con me sul presente. Di affrontare man mano i problemi.

La sfida: “Mi piace fare le cose bene.”

  • Come posso aiutare:
    • Il mio compito è insegnare a mia figlia ad alleggerire il  suo “perfezionismo“. Non è necessario che tutto sia perfetto. Alcuni bambini con ADHD devono essere incoraggiati a fare del loro meglio, altri devono invece capire che c’è una differenza tra “fatto bene” e perfezione. Questa cosa ha bisogno che glielo ricordo molte volte.

Come potete vedere, la semplice risposta di mia figlia  ad un questionario mi ha dato un sacco di spunti di riflessione per sapere come aiutarla e supportarla nel modo più efficace.

Questo è il messaggio di fondo di queste mie riflessioni: i nostri bambini con ADHD possono dirci  esattamente come aiutarli. Dobbiamo solo ricordare di entrare sinceramente in empatia, per il fatto che è davvero difficile per loro fare cose che NOI PENSIAMO dovrebbero essere semplici.

E’ dura lottare con alcune sfide che devono affrontare, ma più le comprendiamo (accettiamo) e meglio  li potremo aiutare.

Tratto, adattato e tradotto da:

https://impactadhd.com/overcome-school-challenges/4-reasons-add-kids-have-trouble-getting-started/

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