ADHD E I SENSI DI COLPA DELLE MADRI

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Come va il figlio con l’ADHD, così va la famiglia… nel bene e nel male.

Ho tre bambini – otto, sette e quasi due – Stanno crescendo nella stessa casa, con gli stessi genitori, con gli stessi valori ed educazione generale.

Ma i nostri figli non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro.

Dire che il mio dolce bambino più grande è stato iperattivo sin dalla nascita è un eufemismo. Raramente dorme. È gentile, esilarante, intelligente ed estroverso. È anche estremamente sensibile, ma con grandi problemi di concentrazione. Ha la diagnosi di ADHD e i suoi sintomi ricadono su tutta la nostra famiglia.

Sempre all’erta

Quando era più piccolo, dovevo trovare parchi con una sola uscita, per poterlo guardare a vista. Ero quel genitore che non poteva certo rilassarsi al parco. Non potevo avere una conversazione con altre mamme, perché se mio figlio vedeva qualcosa al di fuori del parco correva lì senza pensarci. Dovevo concentrarmi che fosse sempre al sicuro. Abbandonare la guardia non era un’opzione possibile. L’ho iscritto precocemente a corsi di ginnastica e nuoto, per tenere occupati la sua mente e il suo corpo che erano costantemente in movimento.

Quando ha ricevuto  la diagnosi,  abbiamo lavorato subito con un terapeuta per stabilire routine in modo da poter gestire la sua giornata. Questo un po’ è servito ma non abbastanza. Abbiamo allora provato uno dei farmaci previsti per l’ADHD  che non fosse psicostimolante, un farmaco off-label. Non stava migliorando completamente la nostra  vita, ma un pò funzionava.

Poteva prepararsi per andare a scuola la mattina, senza una  battaglia continua che lo facesse crollare sul pavimento in lacrime. Poteva fare i compiti dopo la scuola…  soprattutto si sentiva bene con se stesso. Perché quando sei piccolo e hai l’ADHD, senti continuamente “NO”, “Non farlo”, “Non toccarlo”, “Non correre”, “Attento!”

Quando abbiamo saputo che il farmaco gli creava alcuni effetti collaterali importanti abbiamo dovuto però sospenderlo. Eravamo tornati così al punto di partenza. Aveva di nuovo grandi problemi di autoregolamentazione e ho ricominciato ad essere iper-vigilante su ciò che lo circondava.

La nostra famiglia ha smesso di nuovo di uscire tutti insieme. Non potevamo goderci un museo o un parco senza preoccuparci che nostro figlio avrebbe avuto un crollo emotivo o sarebbe scappato. L’ADHD di nostro figlio ha ricominciato a colpire tutta la nostra famiglia.

La preoccupazione

Mi preoccupo costantemente per lui, più di quanto mi preoccupi per gli altri due figli. Questo probabilmente non è giusto, anzi sicuramente non è giusto. Mi preoccupa l’idea che non andrà bene a scuola, che prenderà  decisioni pericolose quando diventerà un adolescente che influenzeranno il resto della sua vita. Mi preoccupo pensando che non troverà amici che lo capiranno. Mi preoccupo quando non mi sembra essere un bambino felice e quando non lo vedo sentirsi bene con se stesso.

Non sono perfetta, mi arrabbio con lui. Mi sento frustrata quando non riesce a padroneggiare ciò che la maggior parte dei bambini della sua età invece riesce. Suo fratello minore è già più maturo  di lui.  Non è giusto confrontare i bambini, ma viene spontaneo notarlo. Mi chiedo ogni giorno: “Sto prestando abbastanza attenzione agli altri due? Penseranno che mi importi di più del loro fratello?

Le mamme hanno sensi di colpa in abbondanza.

Cosa facciamo di tutto questo con mio marito? Niente… Continuiamo a provare ad andare avanti. Continuiamo a cercare di abbracciarci di più e urlare di meno. Cerchiamo di essere comprensivi e calmi e di amare ogni nostro bambino per la sua unicità, qualunque sia questa unicità. Anche se a mio figlio con l’ADHD devo ricordargli ancora di mettersi le scarpe ogni mattina, mi sforzo di pensare che quei due piedi lo porteranno da qualche parte nella vita.

Perché gran parte del senso di colpa che sento come una mamma è dovuto più  alla paura verso il suo inserimento nella  società , più di qualsiasi altra cosa.

I bambini con ADHD hanno però bisogno, più che mai, di mamme che possano lasciare andare alcuni dei tanti sensi di colpa, per concentrarsi nel guidare i loro figli con più fiducia verso il futuro. 

Ho deciso che il modo migliore per me sia di continuare a pensare ai suoi due piedi accanto ai nostri per camminare insieme…e che questo potrà renderlo più forte, più resistente e portarlo ad avere qualche successo nella vita.

tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.additudemag.com/the-mother-of-all-guilt/

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