ADHD E LO STIGMA DEL DISTURBO

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Non c’è nulla di vergognoso nell’avere il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) – o almeno non dovrebbe esserlo. Ma nella nostra società, le persone che hanno questa diagnosi sono viste in qualche modo come “difettose”, nonostante numerose prove suggeriscano che le persone con ADHD possono essere altrettanto competenti e intelligenti come le persone “normotipo”.

Carl Sherman, Ph.D. di ADDitude, ha posto alcune domande a Stephen Hinshaw, Ph.D., autore di “The Mark of Shame: Stigma of Mental Illness” e “Agenda for Change” (Oxford). Il dott. Hinshaw, che presiede il dipartimento di psicologia dell’Università della California, a Berkeley, ha svolto ricerche pionieristiche sull’ADHD e sui modi in cui colpisce bambini e adolescenti.

Perché l’ADHD ha uno stigma? Questo stigma può essere evitato?

Nonostante la ricerca scientifica abbia ormai supportato questa condizione con scrupolose prove e studi, molte persone ancora non credono che l’ADHD sia una condizione medica. Lo vedono come una scusa per giustificare sciatteria, maleducazione, o pigrizia. Il fatto che i sintomi dell’ADHD sembrino andare e venire, a seconda della situazione, alimenta ancora di più i dubbiosi.

Un altro fattore è il sentimento negativo diffuso sull’uso di farmaci psichiatrici. Negli ultimi anni, c’è stato un aumento del numero di persone che assumono farmaci per l’ADHD e alcuni si chiedono se questo aumento sia giustificato.

Infine, il fatto che l’ADHD possa minare le prestazioni accademiche peggiora lo stigma. La nostra società sembra ancora pensare: “Se i tuoi voti sono mediocri, non vali molto.” Questo può sembrare vero, se la causa delle scarse prestazioni è nascosta, come è l’ADHD.

Che danno provoca la stigmatizzazione dell’ADHD?

Ci sono cose ovvie, come problemi sociali e sul posto di lavoro. Ma il danno maggiore deriva spesso dall’auto-stigmatizzazione – cioè, quando le persone con ADHD interiorizzano stereotipi negativi per se stessi.

Nel corso della mia ricerca, ho conosciuto centinaia di bambini con l’ADHD e ho sentito dire da molti: “Non riesco a farcela“oppure “Non sono proprio  tagliato per scuola.” Lo stigma inquina così tanto la loro motivazione che tendono ad arrendersi e pensano di non poter avere successo.

Il rovescio della stigmatizzazione è nel cercare la negazione di avere il problema: le persone con ADHD hanno difficoltà nel comprendere realisticamente i loro sintomi e il desiderio di evitare la discriminazione glielo rende ancora più difficile. Ad esempio, se ritieni che c’è bisogno di farmaci per tuo figlio, o per te stesso, confermi che c’è una disfunzione mentale da gestire,  allora non assumendo i farmaci “si dimostra” che invece non c’è niente di sbagliato in te, o in tuo figlio.

Chi è più colpito dalla stigmatizzazione?

La stigmatizzazione può essere difficile per chiunque abbia l’ADHD, ma l’onere ricade più pesantemente sulle ragazze e sulle giovani donne. Le persone continuano a pensare all’ADHD come un problema esclusivamente maschile. Secondo questo stereotipo, se una ragazza esibisce tratti di ADHD, ci deve essere davvero qualcosa di sbagliato in lei.

Cosa possono fare le persone con ADHD per contrastare gli effetti degli stereotipi?

Più sei consapevole dell’ esistenza di questi stereotipi, più è facile riconoscere quanto ti stiano influenzando. Agire in modo positivo è un modo per evitare gli effetti negativi degli stereotipi. Per es. unirsi con altre persone nella lotta per eliminare i pregiudizi è importante e allo stesso tempo gratificante.

Cosa possono fare i genitori per proteggere i propri figli con l’ADHD?

Se si è genitore di un bambino con ADHD, bisogna assicurarsi che il figlio capisca cosa significa esattamente. L’ADHD non dovrebbe mai essere usato come scusa, ma è importante spiegare al figlio perché ha problemi a fare certe cose e perché a scuola potrebbe dover lavorare un po’ più duramente dei suoi compagni per ottenere gli stessi risultati.
Assicuratevi che la scuola di vostro figlio comprenda che l’ADHD è un disturbo legittimo di cui devono rispondere eticamente e legalmente, se non lo prendono adeguatamente in considerazione.

Come o quando si potrebbe rivelare una diagnosi di ADHD?

È un dilemma. Se si “nasconde” la diagnosi ADHD si evita l’etichetta e i pregiudizio, ma si rischia una sorta di discriminazione indiretta. Le persone che noteranno la disorganizzazione, l’impulsività, o l’ irascibilità penseranno comunque di avere a che fare con una persona semplicemente  maleducata, egoista, pigra e poco intelligente.

Non è necessario dire a tutti che tu, o una persona amata, avete l’ADHD. Ma pensare di non dirlo proprio a nessuno si sta comunque togliendo la possibilità di poter ricevere un trattamento o supporto adeguato per poter migliorare la qualità di vita.
Un diritto che  appartiene a chi è colpito dalla condizione.

La segretezza non fa che alimentare i sentimenti di vergogna. Molto meglio provare ad aprirsi con persone che possono aiutare sostenere perché riconoscono l’ esistenza e la complessità dell’ ADHD. Mantenere  quindi il dialogo costruttivo con chi non si deve convincere…perché non si ha il tempo e l’energia per fare anche quel tipo di battaglia.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.additudemag.com/overcoming-adhd-stigma/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=diagnosis

 

 

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