ADHD E I DISTURBI DEL LINGUAGGIO

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Nei bambini con deficit dell’attenzione si evidenziano spesso difficoltà di linguaggio, di lettura, ortografia, calcolo, problemi di elaborazione delle informazioni visive e uditive.

Più del 60% dei bambini con ADHD presenta difficoltà nelle fasi iniziali di produzione del linguaggio, come problemi di articolazione, balbettio, costruzione delle frasi molto semplice (uso improprio della sintassi e della grammatica, dei sostantivi, dei verbi, degli aggettivi, degli avverbi) ed errori nel posizionamento di lettere in una parola, o di parole in una frase (per esempio: “psighetti” invece di “spaghetti” o “Io palla prendo” invece di “Io prendo la palla”).

La comprensione del linguaggio avviene in modo corretto, ma la capacità di espressione non è ottimale. Difficoltà nella produzione del discorso sono tipiche di bambini in età prescolare, mentre i disturbi del linguaggio possono essere tali se persistono in età scolare.

Inoltre possono essere presenti problemi di coordinazione, come nell’ equilibrio, nella postura, nel lanciare, calciare, afferrare, allacciare le scarpe, abbottonarsi, scrivere e disegnare.

Queste difficoltà richiedono un costante esercizio quotidiano per essere migliorate.

Il bambino con ADHD però non riesce a mantenere l’attenzione abbastanza a lungo da elaborare e trattenere correttamente le informazioni uditive, per questo sono spesso presenti lacune nell’acquisizione delle abilità di base.

Interventi mirati a migliorare il funzionamento nelle aree considerate sono estremamente importanti per il bambino con ADHD.

Se un disturbo del linguaggio non viene diagnosticato precocemente, può creare complicazioni di ampia portata nella vita di una persona – complicazioni che spesso vanno dall’infanzia all’età adulta.

I disturbi del linguaggio, espressivo e recettivo, influiscono sulla capacità di una persona di capire ciò che gli altri stanno dicendo, o di tradurre anche i pensieri più semplici in parole. 

Per esempio: sei nel mezzo di raccontare una grande storia quando all’improvviso la parola che stai guardando si blocca “sulla punta della lingua“. O sei da 10 minuti in una conversazione prima di renderti conto di non aver compreso cosa sta dicendo l’altra persona. Per la maggior parte delle persone, questi brevi slipup mentali possono essere solo fastidiosi, ma per qualcuno con un disturbo del linguaggio espressivo o recettivo, possono essere una realtà costante, con un effetto cumulativo che nella  vita può essere molto debilitante.

Cos’è un disturbo del linguaggio?

In parole povere: è una menomazione che influenza il modo in cui qualcuno comunica attraverso il linguaggio parlato.

Una persona con un disturbo del linguaggio potrebbe avere difficoltà a parlare in modo estemporaneo o a delineare chiaramente i propri pensieri, mentre un’altra persona potrebbe faticare a capire ciò che gli altri stanno dicendo, a seguire le indicazioni, o a mantenere l’attenzione a lungo.

I disturbi del linguaggio sono più comuni di quanto si possa pensare.

Le situazioni sociali possono diventare difficili per qualcuno con un disturbo del linguaggio ricettivo o espressivo. Le difficoltà con l’auto-espressione, o con la comprensione di ciò che gli altri stanno dicendo possono far sì che qualcuno si ritiri, o subisca prese in giro.

In situazioni più gravi, un bambino con un disturbo del linguaggio può diventare così frustrato dalla sua incapacità di farsi capire che si scaglia contro adulti o altri bambini – guadagnandosi l’etichetta di “bullo” o “bambino problematico”.

Tipi di disturbi dell’elaborazione del linguaggio

Esistono due tipi di disturbi del linguaggio:

  • Espressivo, in cui le persone  hanno difficoltà a esprimere i propri pensieri.
  • Ricettivo, in cui le persone cercano di capire cosa stanno dicendo gli altri, o di seguire una conversazione.

È anche possibile soffrire di una combinazione di disturbi del linguaggio espressivo e recettivo.

I disturbi del linguaggio sono spesso di tipo evolutivo, come altre difficoltà di apprendimento. Tuttavia, possono anche manifestarsi a seguito di una malattia neurologica, o di un evento traumatico che interessa il cervello, come un ictus, o un trauma alla testa. Quando i disturbi del linguaggio sono causati da danni specifici al cervello, vengono definitiafasia”.

Sintomi di disturbi dell’elaborazione del linguaggio

Mentre i disturbi del linguaggio variano ampiamente da persona a persona, la condizione di solito segue schemi e linee guida generali di sviluppo.
Se un disturbo del linguaggio è lieve, i suoi sintomi possono essere difficili da rilevare. Di seguito alcuni segnali da evidenziare eventualmente al proprio pediatra:
Per il linguaggio espressivo:

• Avere un vocabolario limitato per l’ età
• Confondere i tempi verbali
• Ripetere spesso le frasi nel raccontare una storia, o rispondendo ad una domanda
• Frequentemente dire frasi che non hanno senso
• Problemi nell’apprendimento di nuove parole
• Sentirsi spesso bloccati con parole che non arrivano, e sono”sulla punta della lingua”

Per il linguaggio recettivo:
• Sembrare disinteressato alle conversazioni, o alle situazioni sociali
• Avere difficoltà a seguire le indicazioni
• Spesso fraintendere ciò che viene chiesto e rispondere in modo inappropriato

Diagnosi dei disturbi dell’elaborazione del linguaggio

Se si notato alcuni dei suddetti segnali il passo successivo è di chiedere una valutazione professionale di un  logopedista.

La maggior parte dei logopedisti testano i disturbi del linguaggio in modi simili. È importante che tu o tuo figlio siate testati nella lingua con cui vi sentite più a vostro agio, anche se non è la lingua che si parla quotidianamente. La difficoltà con una seconda lingua non è necessariamente un segno di un disturbo linguistico. Un logopedista pediatrico dovrebbe interagire con il bambino e osservarlo in varie situazioni per iniziare a determinare una strategia di trattamento efficace.

Opzioni di trattamento per i disturbi dell’elaborazione del linguaggio

Se il logopedista scopre che il bambino ha un disturbo del linguaggio lavorerà con i genitori per impostare un piano di trattamento che di solito include la logopedia.  A volte anche la psicoterapia viene raccomandata se il ritardo della diagnosi ha influenzato negativamente la sua crescita sociale e accademica

Iniziare la logopedia precocemente è il modo migliore per gestire i disturbi del linguaggio. Innumerevoli studi hanno dimostrato che ben il 70% dei pazienti risponde alla logopedia.

Anche la maggior parte degli adolescenti e persino gli adulti ottengono buoni risultati quando lavorano con un abile logopedista.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.additudemag.com/language-processing-disorders-recognizing-symptoms/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=dianosis

 

 

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