ADHD e ADOZIONE: quale connessione ?

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Uno studio pubblicato sul Journal of Abnormal Psychology ha rilevato che su 808 bambini adottati (di età tra 4-18 anni), il 21% avesse sintomi comportamentali sufficienti per qualificarsi per una diagnosi di ADHD.

L’analisi di questo studio ha mostrato che i bambini con questi sintomi comportamentali avevano fattori di rischio pre-adottivi. Tuttavia gli esperti consigliano di essere ancora cauti sull’esito di questi studi. L’ADHD può essere infatti presente nei bambini adottati, ma le esperienze da loro vissute sono così diverse che è difficile non tenerne conto.

Gli studi stanno pertanto ancora valutando quanto sia più presente l’ ADHD tra bambini adottati alla nascita e quelli che hanno trascorso del tempo negli Istituti.

Perché l’adozione può essere collegata ad un rischio più elevato di presenza di ADHD?

  • Alcune ipotesi partono dal legame genetico e teorizzano che le persone con problemi di controllo degli impulsi sono più a rischio di altri di vivere, o di provocare una gravidanza non pianificata, con possibile abbandono del bambino nelle strutture ospedaliere.
  • Altre teorie riguardano il basso peso alla nascita, l’ambiente prenatale e l’esposizione di droga o alcool della madre biologica.
  • Altri studi rilevano che la relazione tra ADHD e l’adozione sia sottovalutata dai medici, dagli insegnanti e dai genitori adottivi, perché ritengono che questi bambini siano solo emotivamente più vulnerabili per lo stato di abbandono.

Il rovescio della medaglia è che i genitori adottivi possano essere invece più attenti e disposti a cercare aiuto quando percepiscono che il bambino possa avere un problema comportamentale, con conseguente tasso di diagnosi più elevate. Molti esperti ritengono inoltre che un ambiente natale “povero/precario” provochi problemi di vario genere nelle persone che sono geneticamente sensibili e altri ancora che possano avere un profondo effetto biologico indipendentemente dai geni.

Uno studio condotto presso l’Università del Minnesota sta seguendo i bambini adottati dagli orfanotrofi all’estero. Una scoperta di questo studio consiste nella risposta del corpo allo stress emotivo per il mancato accudimento. In particolare nel sistema di ghiandole chiamate ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) che si forma nel corso dei primi mesi di vita e che si completa entro la fine del primo anno.

Lo studio ha trovato che i bambini che hanno formato un attaccamento sicuro con chi li accudisce, nel primo anno di vita, non sembrano produrre un aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, mentre i bambini che non hanno un attaccamento sicuro nel primo anno di vita, producono maggiore quantità di cortisolo e sembra che questo aumento nel primo anno di vita incida poi profondamente sul comportamento futuro.

Il National Institute of Child Health ha scoperto che le scimmie che erano state separate dalle loro madri alla nascita, o subito dopo, mostrano atteggiamenti più aggressivi, saltano più pericolosamente, sono ostracizzati dai loro coetanei e bevono più alcol se gli viene data la possibilità.

Sul rapporto tra adozione e ADHD c’è ancora molto da conoscere, ma sembra che effettivamente per questi bambini, oltre agli impatti psicologici conseguenti allo stato adottivo, possano incidere molto gli impatti biologici del loro ambiente natale precedente .

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

http://adoption.families.com/blog/adhd-and-adopted-children

 

 

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