ADHD E LA SUA STORIA

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L‘ADHD non è una conseguenza del nostro stile di vita, o di cambiamenti nei nostri concetti educativi, come molte persone superficialmente giudicano/pensano !

Nella letteratura francesce del XVII secolo alcune opere come:
– « L’étourdi ou les Contretemps » di Molière (commedia, 1653)
– « Il Distratto » di Jean-François Regnard (commedia, 1697),
– « Caratteri e costumi del secolo » di Jean de la Bruyère (1688)

già descrivevano le caratteristiche principali di quello che verrà definito poi dai ricercatori un disturbo comportamentale, con l’acronimo ADHD.

Anche Alexander Crichton (1763 – 1856), un importante medico al Royal Court dello Zar di Russia,  nel 1798 ha descritto i bambini che “non erano in grado di rimanere concentrati su qualcosa che richiedeva attenzione“. Questa caratteristica l’aveva già allora definita come un: “disordine di iperattività mentale“. La sua prima descrizione scientifica lo fa nel suo libro, “On attention, and its Diseases”, e così definiva/spiegava il significato della incapacità di attenzione:

  • “L’incapacità di partecipare allo stimolo esterno…l’incapacità di mantenere un grado costante di attenzione per qualsiasi oggetto”

Secondo il medico scozzese i problemi comportamentali di alcuni bambini derivavano quasi sempre da: “una sensibilità patologica o innaturale del sistema nervoso“, e aveva osservato come non di rado diventano aggressivi, sino “a rasentare la follia”…

Dopo circa cinquant’anni un medico tedesco pose un tassello importante nella storia della sindrome dell’ADHD e lo fece in modo abbastanza curioso.
Heinrich Hoffmann (1809 – 1894) aveva studiato medicina all’università di Heidelberg e tra i suoi interessi principali spiccava la psichiatria.
Ebbene Hoffmann nel 1845 scrisse un libro per bambini dal titolo “Der Struwwelpeter” nel quale descriveva (anche con disegni) le malefatte di un bambino che presentava tutte le caratteristiche del bambino iperattivo e impulsivo.

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Secondo alcuni medici studiosi moderni, come Jacobs (2004) e Köpf (2006), quella di Hoffmann potrebbe essere considerata come la prima chiara descrizione dei comportamenti dell’ ADHD.

Agli inizi del XX secolo fu invece il pediatra inglese George Still (1868 – 1961) ad interessarsi dei bambini affetti da iperattività e disturbi dell’attenzione. Egli riteneva che i disturbi comportamentali potessero essere spiegati con la mancanza di “morale” e cioè il controllo delle proprie azioni in conformità del bene della società.

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Anche AlfredTredgold (1870 – 1952) nel suo volume “Mental deficiency (Amentia) “, descrisse alcuni casi clinici di bambini che presentavano un elevato grado di “debilità mentale”, forse successiva ad una forma di danno cerebrale, che causava loro una sindrome con anomalie di comportamento e scarso rendimento scolastico.

Sulla scia di Tredgold e per il diffondersi di un’epidemia di encefalite tra il 1917 ed il 1918, molti pediatri evidenziarono un aumento del numero di pazienti con sintomi di iperattività, mancanza di concentrazione e impulsività, ma anche irritabilità, comportamento antisociale e rendimento scolastico del tutto insufficiente.

Si pensò allora che questi comportamenti/sintomi fossero il risultato di un danno cerebrale da encefalite epidemica. Notarono tuttavia che molti di questi bambini durante lo sviluppo presentavano un intelligenza normale, tanto da ribattezzare il disturbo come “minimal brain damage”.

Secondo Russell Barkley (2006) ed altri studiosi contemporanei, i primi scienziati ad aver posto “seria attenzione clinica” ai disturbi del comportamento, furono proprio George Still e Alfred Tredgold.

14cc26157c2adf9ab3550709be10287f – “Le persone con ADHD sanno cosa fare ma non riescono a farlo”- R. Barkley

Per connotare il disturbo con il termine di “Attention Deficit Hyperactive Disorder” bisognerà aspettare fino al 1987 …e solo negli anni più recenti verranno finalmente presi in considerazione e resi noti gli studi sulla componente ereditaria/genetica del disturbo.

Tratto/adattatato da:
http://www.sicupp.org/index.php…

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LA SITUAZIONE ITALIANA:

STORIA+DELL_+ADHD psicologia-adhd-b-17-638.jpg

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