ADHD…RICOMINCIA LA SCUOLA !

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La legge 170/2010 sui Disturbi di Apprendimento (DSA), il D.L. n. 5669/2011 e le allegate Linee Guida fanno esplicito riferimento all’uso di “strumenti compensativi” di tipo didattico e tecnologico per sostituire, o facilitare la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria.

Certamente, tecniche e strategie di approccio allo studio non assicurano il successo scolastico, cancellando le disfunzioni e le difficoltà di apprendimento, ma possono aiutare a diventare più efficienti nel lavoro scolastico.

È importante che il bambino/ragazzo con ADHD/DSA impari ad acquisire alcune “buone abitudini” che rendano possibile il raggiungimento degli obiettivi prefissati nei vari ambiti disciplinari.

COMPRENSIONE DEL TESTO:

  • sottolineare le parole-chiavi
  • servirsi di uno schema di sintesi per evidenziare i contenuti più importanti
  • utilizzare le mappe concettuali per la verbalizzazione.
  • Per la decodifica dei testi invece si può utilizzare sintetizzatori vocali, audiolibri o anche la lettura di un adulto o di un compagno. A tale proposito, il “tutoring” costituisce una strategia di compensazione a tutti gli effetti; la collaborazione tra pari, infatti, è sempre molto importante.
  • Nel caso di bambini/ragazzi con ADHD/DSA sarebbe bene anche incentivare il supporto offerto dai compagni nei compiti pratici, come scrivere i compiti sul diario o copiare dalla lavagna.

PRODUZIONE SCRITTA:

  • Aiutare a suddividere in più parti l’elaborato e a organizzare le proprie idee, magari ricorrendo ancora alle mappe cognitive che rendono immediatamente visibili le relazioni tra i concetti e gli argomenti di interesse.
  • Farsi aiutare dal correttore ortografico per eliminare gli errori.
  • Anche prendere appunti diventa meno problematico se il bambino/ragazzo impara a servirsi di simboli, segni convenzionali, abbreviazioni di parole, o se utilizza un registratore vocale per registrare la lezione.

Infine c’è da ricordare che la gestione dei materiali e del tempo di studio non sono abilità scontate in un bambino/ragazzo con ADHD/DSA.

A questo scopo può senz’altro servire a casa un cartellone delle attività in cui riportare gli impegni giornalieri e settimanali, e inoltre una lista( anche quella con immagini e visibile) delle cose necessarie da inserire nello zaino per il giorno dopo.

Tutti i sopraelencati strumenti non possono considerarsi assolutamente risolutivi se non si riesce comunque a individuare modalità appropriate di apprendimento, in relazione ai propri deficit e alle proprie potenzialità.

Per tal motivo, il bambino/ragazzo deve essere guidato all’autovalutazione del proprio operato, per individuare funzionalità e punti di debolezza nell’organizzazione e nelle modalità di apprendimento.

In effetti, il primo e indispensabile strumento compensativo, al di là di ogni mezzo tecnologico e stimolo didattico, è “un efficiente metodo di studio”, cioè un piano generale di lavoro fondato sulla riflessione metacognitiva, che includa strategie e tecniche per superare, almeno in parte, deficit e lacune.

Gli insegnanti e i genitori devono quindi facilitare l’acquisizione di modalità adeguate di apprendimento, guidando il proprio studente/figlio nella pianificazione e nel controllo di attività quali:

  • la gestione del lavoro scolastico, anche in termini di organizzazione del tempo e dei compiti da svolgere
  • la selezione di tecniche e strategie idonee, in modo da renderlo sempre più autonomo nello studio.

N.B. DA MAMMA A MAMMA

Parlando di strategie per bambini con ADHD, colgo l’occasione per condividere alcune delle mie strategie personali che ho usato con mio figlio , durante il periodo delle elementari, per migliorare la faticosa gestione dei compiti a casa.

  • ho predisposto l’orario settimanale con le immagini (icone) delle diverse materie (formato A4) attaccandolo vicino ai suoi libri di scuola e un formato più piccolo dentro il suo diario. Di seguito un esempio…
  • ORARIO-SCUOLA
  • Ho usato copertine di colore diverso per ogni materia.
  • Il materiale scolastico ( colori, matite, penne, temperini, gomme righelli…) è stato tutto personalizzato con del nastro adesivo colorato, per permettergli di riconoscerlo.
  • L’astuccio classico, con tutte le matite da infilare singolarmente negli appositi spazi, era per lui un disastro…! Regolarmente arrivava a casa chiuso con tutto ammassato dentro. Ho quindi diviso il materiale in due diversi astucci “contenitivi” ( quelli che poi usano solitamente alle scuole medie) : uno piccolo era riservato solo per i pennarelli ( che non usava spesso) e un altro un pò più grande con 2 cerniere e quindi due tasche diverse, dove in una inseriva le matite colorate e dall’altra solo penna matita temperino e altri pochi accessori di uso più frequente.
  • Abbiamo concordato che lui avrebbe fatto tutti compiti scritti, ma che se c’era anche da colorare qualcosa lo avrei aiutato, perché si  stancava tanto per la presenza di una importante disgrafia.
  • Per la “brutta copia”  dei temi d’italiano abbiamo concordato che lui mi dettava ed io scrivevo la brutta…poi io dettavo e lui scriveva la bella !
  • Per matematica invece io gli trascrivevo i calcoli in colonna (che erano stati assegnati sul libro) e poi lui li risolveva ( che era la cosa più importante !)
  • Ho concordato con lui un orario fisso per iniziare i compiti, ma un’ora prima usavo un timer con suoneria che gli ricordasse che era arrivato il momento di iniziarli.
  • lo stesso timer ci serviva poi durante i compiti per segnalare che era passata mezz’ora e che poteva fare una breve pausa di 5 minuti (se in quel momento lo riteneva necessario) per mangiare, bere qualcosa o sgranchirsi le gambe.
  • Dopo avere iniziato i compiti insieme, cercavo però di trovare diverse banali scuse ( andare in bagno, innaffiare i fiori, stendere i panni, …) per farlo continuare 5/10 minuti da solo, incoraggiandolo dicendogli che ero sicura ce la potesse fare e che sarei comunque tornata per controllare quello che aveva fatto.
  • Abbiamo concordato di svuotare completamente lo zaino, prima di fare i compiti, e di rifarlo insieme, quando aveva finito, per il giorno dopo
  • Se doveva ricordarsi di portare a casa qualcosa di speciale da scuola gli disegnavo un puntino sull’interno della mano…2 cose, 2 puntini di colore diverso

 

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