ADHD FONTE DI GRANDE STRESS

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TESTIMONIANZA

Condivisione di consigli/strategie per capire e aiutare un figlio (o un alunno) con ADHD:
( di mamma Penny Williams )

Quando un bambino con ADHD si comporta male, a volte è una semplice disobbedienza volontaria, come capita a tutti i bambini.
Molto spesso però questi suoi comportamenti sono “sbagliati” perchè fuori dal suo controllo.

Prima che a mio figlio venisse diagnosticato l’ADHD, mio marito ed io abbiamo spesso alzato la voce e parlato severamente con lui.
I suoi comportamenti sembravano così ostinati e sfidanti che pensavamo non rispondesse di proposito alle nostre richieste/aspettative.
Abbiamo punito e urlato molto, e la nostra vita familiare è stata davvero orribile. Non sapevamo che c’era un altro modo di crescere nostro figlio e proprio non lo capivamo .

Dopo la diagnosi, ho letto molti libri e approfondimenti sull’argomento, una vera e propria full-immersion.
Più leggevo, più i punti di forza e di debolezza di mio figlio diventavano più chiari.
Più lavoravamo con esperti del comportamento e terapisti occupazionali, più comprendevo le cause e il funzionamento dei suoi comportamenti inadeguati.
Ho cominciato a non vedere più i suoi lati negativi/deboli come solo ostinazione, pigrizia, mancanza di motivazione, o mancanza di rispetto.

Ho capito che erano per la maggior parte causati dal suo disturbo.
Ho capito che stavo punendo mio figlio per comportamenti che non erano sotto il suo controllo. Quindi ho cominciato a sforzarmi di non lasciarmi coinvolgere dalla rabbia e dal risentimento.

Ho cominciato quindi ad oscillare troppo nella direzione opposta.
Ho iniziato ad usare l’ADHD come scusa per ogni cosa che faceva.
Mio figlio a quel punto sentiva che, a prescindere da quello che combinava, poteva essere scusato per la presenza dell’ADHD e tutto gli sarebbe stato perdonato.

Anche questo non era il modo giusto per crescere mio figlio.

Ho smesso di urlare a mio figlio, ma ho cominciato a lavorare con lui per risolvere/migliorare i suoi comportamenti più inadeguati.
Ecco di seguito alcune strategie che mi hanno aiutato a mantenere la calma verso le sfide dell’ADHD:

  • Riconoscere che ciò che sembra disobbedienza volontaria potrebbe non esserlo.
    Il primo passo è capire perché fa le cose che fa un figlio con ADHD
    ( specialmente le cose che sembrano disobbedienza volontaria).
    Non sto dicendo che un bambino con ADHD non disobbedisce mai di proposito, come fa qualsiasi altro bambino; sto dicendo che quei momenti di disobbedienza “neurotipica” sono egualmente frequenti a quelli dei suoi coetanei, ma la differenza sta nella bassa tolleranza alla frustrazione e alla scarsa flessibilità che sono invece molto più frequenti e che interferiscono con le buone relazioni.
  • Guidare un bambino attraverso la sua frustrazione. Quante volte hai chiesto a tuo figlio qualcosa che si è rifiutato di fare ? Quando un bambino ha 2 o 3 anni è un comportamento che metti in conto. Quando però ha 8 o 9 anni pensi dovrebbe agire diversamente. A 12 anni pensi che sia un comportamento assurdo e ridicolo e cerchi di imporre le tue richieste con la conseguenza di una reciproca perdita di controllo. Pensi che sia così perché vuole ottenere tutto. Ma non è proprio così semplice. In realtà si sta districando emotivamente, perché non ha le capacità per vedere che c’è più di un’opzione per risolvere un problema. Ha molte difficoltà nel sopportare la frustrazione che prova, quando la cosa che vuole fare di fatto non va bene.
  • Non coinvolgere un bambino quando è in preda all’ira. E’ importante riuscire a rimanere distaccati da quel comportamento, ricordandosi che non è un attacco personale, ma che è dovuto ad una perdita di controllo emotivo. Non prendendola sul personale si ha una maggiore possibilità di rimanere calmi in quel momento.
  • Lavorare insieme per migliorare le abilità di tuo figlio. Se tuo figlio è esageratamente frustrato, parlagli quando è più calmo di quella situazione. Mostragli intanto empatia per i suoi sentimenti di sconforto, se pensa che qualcosa è andato storto e si sentirà così compreso nelle sue emozioni. Distrailo poi parlando di altri argomenti a caso, e solo dopo offrigli alternative in riferimento all’evento precedentemente accaduto.
  • Ricordarsi di mantenere il controllo della situazione quando il figlio sta cercando di voler prendere lui il controllo. Cedere alle richieste di tuo figlio può far sembrare di peggiorare la situazione. Ma ci sono molti modi per mantenere l’autorevolezza, oltre che ad alzare la voce, o punire, mentre è in preda ad un’esplosione di rabbia: mantenere la calma e distaccarsi/ignorare molto spesso può accorciare e ridimensionare questo suo momento di crollo emotivo.

MANTENERE LA CALMA E’ CRUCIALE
La chiave per mantenere la calma è: capire i fattori scatenanti dei comportamenti indesiderati di un figlio. Potrebbe essere utile usare alcune di queste strategie, quando come genitori ci si sente troppo arrabbiati/frustrati:

• Ritagliarsi un breve time-out per riprendere il respiro.
• Fare una passeggiata intorno all’isolato di casa.
• Accendere della musica.
• Iniziare a cantare una canzoncina divertente.
• Chiudere gli occhi e respirare di pancia – inspirando attraverso il naso e espirando attraverso la bocca.
• Pulire casa, o prendersi cura di piante, fiori, animali.
• Pensare a qualcosa di cui essere grato

Lo stress di essere genitori di un bambino con ADHD è davvero grande.

I bambini con ADHD sono però molto perspicaci: più si mantiene la calma più è probabile che si calmi anche vostro figlio.
Fare ogni giorno uno sforzo per rimanere calmi potrebbe portare un cambiamento radicale nella dinamica della famiglia e nella relazione con vostro figlio.
So per esperienza diretta/personale che acquisire tecniche per mantenere la calma può fare diventare un genitore più efficace.

GESTIONE DEI CROLLI EMOTIVI

1: Concordare insieme un piano
Prima di entrare in un negozio, o una festa, chiedi a tuo figlio cosa lo calmerebbe se arriva un momento di arrabbiatura esagerata.
Se questa poi arriva avrai così già un piano in mano, perché tuo figlio te lo ha consegnato. Il fatto che lo ha proposto lui dovrebbe garantire più collaborazione per attuarlo.

2: Riconosci la sua angoscia
Fagli sapere che hai capito cosa sta provando. Per es. “So che sei deluso dal fatto che non hai trovato il giocattolo che volevi...”, oppure “So che sei arrabbiato perché i tuoi amici non ti hanno chiesto di giocare…”.
Poi chiedi a tuo figlio di valutare la sua delusione/rabbia su una scala da 1 a 10. Questo ti darà un’idea della gravità che lui percepisce del problema che sente in quel momento.

3: Imposta un limite di tempo
Spiegagli che c’è un limite di tempo per tutto. Si può dire per es. “Vediamo e cronometriamo quanto velocemente puoi riuscire a calmarti, per poter andare avanti con il resto della giornata“, oppure “Anche se sei arrabbiato, cerca di riprendere il controllo, perché solo da quel momento possiamo continuare a fare altre cose che ti divertono“.

4: Gestire l’emozione
Chiedi a tuo figlio di immaginare che ci sia una candela dipinta sul suo palmo. Poi gli fai tenere la mano con il palmo rivolto verso il suo viso e chiedigli di spegnere una fiamma immaginaria. La respirazione profonda aiuta a riprendere il controllo. Un’alternativa: tieni dei palloncini da gonfiare in borsa e insegnagli ad usarli al bisogno.

5: Scaricare la rabbia
Se sei a casa durante un crollo emotivo di tuo figlio, chiedigli di prendere a pugni un cuscino, ( si può tenere in casa anche un pungiball ), o di strappare giornali per aiutare a scaricare la rabbia.

6: Premere il tasto del telecomando
Chiedi a tuo figlio di fingere di avere in mano un telecomando.
Chiedigli di provare a premere il pulsante che abbassa l’intensità delle sue emozioni.

7: Chiedere aiuto
Se tuo figlio ha frequenti crisi di rabbia che non rispondono agli interventi/strategie, non aspettare fino a che ti senti impotente.
Chiedi aiuto ad un professionista per l’ADHD, per migliorare le possibilità di evitarli, prima che il vostro rapporto subisca strappi indelebili.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.additudemag.com/learn-the-right-reasons-for-y…/…

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