ADHD E ATTACCHI DI PANICO: come aiutare

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Al 30% dei bambini con ADHD viene diagnosticato anche un disturbo d’ ansia. Di seguito la condivisione di una testimonianza di un genitoreper aiutare il figlio/a a fronteggiare un attacco di ansia.

“Come ho calmato l’attacco d’ansia di mia figlia”

Sta tremando, non riesce a respirare ed è iperventilante, tutto allo stesso tempo. Lei si fa prendere dal panico e anche io mi faccio prendere dal panico.

Benvenuti nel mondo degli attacchi d’ansia. Possono venire improvvisamente e senza preavviso alle persone che soffrono di ansia. Sebbene lo stress aumenti la probabilità di avere un attacco di panico, gli attacchi possono verificarsi in qualsiasi momento, anche durante il sonno. Possono essere spaventosi, per la persona che ce l’ha e per chi ne è testimone.

Quando è tuo figlio/a che è fuori controllo è facile avere paura e sentirsi impotenti. Ma invece non lo siamo, e nemmeno nostro figlio/a lo è…

“Anni fa a mia figlia Kylie è stata diagnosticata l’ADHD + un disturbo d’ansia. Si stima che il 60% delle persone con ADHD abbia una condizione coesistente. Circa il 50% degli adulti, e il 30% dei bambini con ADHD, hanno in particolare un disturbo d’ansia. Le condizioni hanno sintomi unici, ma a volte si rispecchiano a vicenda. Era angosciante vedere mia figlia in preda ad un attacco di panico. Lo è ancora, ma adesso sono più rari e brevi, grazie anche a medicine mirate e alle strategie che abbiamo scoperto per aiutarla a superarli.

È fondamentale accettare l’attacco come reale. Le vertigini, sudorazione, dolore toracico, battito cardiacotutto per la persona colpita in quel momento è reale! Quando mia figlia ha un attacco di panico le sembra come se stesse morendo, perché i cambiamenti fisiologici stanno realmente avvenendo. Inutile dirle che è solo nella sua testa, o che in realtà sta bene, perché in quel momento non si sente bene. In effetti non è in grado nemmeno di pensare chiaramente. Il suo cervello è influenzato dall’ enorme preoccupazione che le stia accadendo qualcosa di molto grave.

Che cosa si può fare? Io Inizio tenendola stretta come fossi un’ancora di salvezza a cui può aggrapparsi. Le ricordo con voce calma  che è un attacco d’ansia, che ci riuscirà a superarlo come altre volte e che io anche l’aiuterò.

Ecco alcune cose che hanno funzionato per mia figlia.

Se sono dall’altra parte di una telefono ed è in preda al panico, le dico di trovare un posto tranquillo, se non è già in  uno. Poi comincio con un paio a chiederele di fare con me dei respiri lenti, davvero grandi. Dopo di che con voce molto calma le dico che sta avendo un attacco di panico e lei ci riuscirà a farlo passare, proprio come è accaduto altre volte. 

Continuo a dirle di respirare lentamente  cercando di trovare con gli occhi dei punti di contatto – cosa può vedere, sentire, odorare o sentire. Non può fare molto di più che parlare con qualcuno se è al telefono. So quanto sia difficile non essere influenzato dalla sua ansia e dalla sua paura, ma devo assolutamente trasmetterle calma e fare per prima un passo indietro emotivamente.

Dato che mia figlia è un’adolescente e ha già subito diversi attacchi d’ansia, di solito basta questo mito tipo di intervento per poi andare avanti con la sua giornata. Quando era più piccola ci voleva invece più tempo.

Adesso la raggiungo dov’è. Quindi, se è sdraiata sul pavimento del bagno, mi sdraio accanto a lei. Le dico dolcemente che va tutto bene, che qualunque cosa sia, lè con me. Le stringo le braccia o, se non posso farlo, le tengo la mano. Le dico di guardarmi in modo che abbia qualcosa di calmo su cui concentrarsi, per riportarla al momento e allo spazio in cui si trova. Io tengo duro, le dico di respirare con me, per abbinare il nostro ritmo di respiro.

Quando rallenti il ​​respiro per abbinarlo a quello di qualcun altro, il sistema nervoso si ripristina. Quando siamo abbastanza vicini o abbracciati, le dico di sentire il battito del mio cuore e di concentrarsi su quello. A volte l’ abbraccio finché non la sento rilassarsi.. e il suo corpo e il suo respiro diventano in sintonia con i miei. Come una magia…”

RIASSUNTO STRATEGIE

Ogni bambino è diverso, quindi è meglio avere una cassetta degli attrezzi di tecniche personali anti-ansia. Ecco alcune idee da provare. Quando trovi qualcosa che funziona, ricordalo e usalo.

Resta con lui/lei e stai calmo.
Spostala/o in un posto tranquillo.
Respira con lui/lei, lentamente.
Parlacon frasi brevi e semplici.
Fai notare qualcosa da guardare o odorare.
Prova a distrarla/o con la musica

Fatti guardare e dì alcune cose confortanti:

“Puoi farcela.”
“Sono fiero/a di te. Buon lavoro.”
“Dimmi cosa ti serve adesso.”
“Concentrati sul tuo respiro. Resta nel presente. ”
“Quello che senti è spaventoso, ma non pericoloso.”
“Stai male ma io sono qui con te.”

Una Precisazione: la parte peggiore di un attacco di panico non è sempre l’attacco di panico in se stesso ma è la paura che segue, la preoccupazione di avere un altro attacco di panico. Potrebbe sentirsi vulnerabile e potrebbe iniziare a evitare attività che, a suo avviso, provocheranno un altro attacco. Sfortunatamente questo può spesso includere attività scolastiche o extrascolastiche.
Fai sapere che questo è proprio il modo in cui l’ansia si alimenta. Spiega che il panico vuole che tu eviti le cose, ma più eviti, più cresce il panico.

Il modo migliore per sconfiggere il panico è affrontarlo a testa alta e continuare con la tua vita, per quanto difficile possa essere.
Tratto, adattato e tradotto liberamente da:

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