ADHD & FARMACI: LA PAROLA AGLI ESPERTI

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Se si sta prendendo in considerazione la terapia farmacologica per un figlio con l’ ADHD è importante sapere come funzionano.

Di seguito le 10 domande/dubbi più frequenti che pongono i genitori e le risposte/consigli degli specialisti:

1. Come posso sapere se mio figlio ha davvero bisogno dei farmaci per l’ADHD?

Gli esperti concordano sul fatto che i genitori dovrebbero prendere in considerazione la terapia farmacologica prevista per l’ ADHD, quando i sintomi interferiscono gravemente con la vita sociale, emotiva e scolastica del loro figlio.
Associata alla terapia comportamentale, può contribuire più significativamente nel contenimento dei sintomi.

2. I farmaci per l’ ADHD sono sicuri per i bambini?

Gli stimolanti comunemente prescritti per l’ADHD sono considerati fra i più sicuri di tutti i farmaci psichiatrici.
I rischi legati all’uso di questi farmaci sono molto bassi, mentre i rischi coinvolti nel non trattare l’ADHD sono molto alti, fra cui : fallimento scolastico, problemi sociali, incidenti automobilistici e abuso di alcool/fumo/droghe.

3. E per eventuali effetti collaterali ?

Gli stimolanti possono causare una serie di effetti collaterali, in particolare la mancanza di appetito con possibile perdita di peso. Ma questo effetto collaterale di solito scompare da solo entro sei mesi dall’inizio del trattamento.
Nel frattempo si può compensare questo disagio dando il farmaco dopo la colazione e dando pasti abbondanti dopo che l’effetto del farmaco è finito.
Altri effetti collaterali più importanti devono sempre essere segnalati tempestivamente allo specialista che nella maggior parte dei casi interviene cambiando il dosaggio, o cambiando il farmaco.

4. I farmaci per l’ADHD possono ostacolare la crescita?

Gli studi a lungo termine hanno dimostrato che, anche se alcuni bambini inizialmente crescono meno, o perdono un po’ di peso, tendono poi a recuperare il loro target nei successivi 3 anni.

5. Ci sono diversi farmaci per l’ADHD. Come fa il medico a sapere quale sia meglio per mio figlio?

Le Linee Guida per il trattamento dell’ADHD dicono che si dovrebbe iniziare scegliendo fra quelli con la migliore rapidità di assorbimento, durata d’azione ed efficacia per il paziente.

6. Quanto dura l’effetto dei farmaci per l’ ADHD?

Esistono oggi diverse formulazioni: a breve durata (circa 4 ore) e a lento rilascio (8 ore, ma anche 12 ore).
È fondamentale scegliere la formulazione più adatta, tenendo conto in quali orari i sintomi interferiscono con le attività più importanti della vita del bambino (questo vale anche quindi per lo sport e le attività di doposcuola, non solo nell’orario scolastico).

7. Quali possibilità sono disponibili per i bambini che hanno difficoltà a deglutire le compresse?

Il farmaco è disponibile in forme liquide e masticabili, nonché in forma di piccole compresse. È anche possibile chiedere stimolanti in capsule, che possono essere aperte e il contenuto inserito nel cibo, o nel formato di piccoli cerotti/patch da applicare sulla pelle.
N.B. la maggior parte di queste opzioni non sono reperibili in Italia dove attualmente sono disponibili solo in forma di compresse.

8. Come determinerà il dosaggio corretto il medico?

Il dosaggio corretto dei farmaci per l’ ADHD è determinato non dal peso, o dall’età del bambino, ma dal livello di efficienza con cui il suo corpo metabolizza il farmaco. Quindi, un bambino che pesa 30/40 chili potrebbe aver bisogno di un dosaggio più alto di quello che serve per un adulto di 80 chili.
Per questo i medici iniziano sempre con un dosaggio molto basso, per monitorare eventuali effetti collaterali, per poi ogni settimana alzarlo fino a quando i benefici si stabilizzano, o gli effetti collaterali non diventano un problema (il feedback dei genitori e degli insegnanti in questa fase è molto importante !).

9. Gli stimolanti previsti per l’ADHD non funzionano per alcuni bambini. È vero?

Sì. Alcuni bambini non rispondono agli stimolanti. Altri rispondono ma non sono in grado di tollerare gli effetti collaterali.
Per questi bambini i medici provano allora con farmaci non stimolanti che però, purtroppo, spesso non hanno la stessa efficacia.

10. Interrompere la terapia farmacologia durante i fine settimana, o durante l’estate, è una buona idea?

Gli esperti hanno dubbi su questa pratica, poiché l’apprendimento comportamentale non è da imparare/gestire solo a scuola, ma anche nei contesti ludico/sportivi e famigliari.
Molti genitori spesso dicono che il figlio non ha bisogno dei farmaci quando è a casa, perché riescono a “gestire” i suoi comportamenti. Poi però riferiscono allo specialista di avere molti conflitti e di dover continuare a ripetere di stare fermo, di smettere di saltare sul divano, di lasciare in pace i fratelli, di smettere di interrompere quando sono al telefono…e questo vuol dire continui rimproveri che incidono sull’autostima del figlio e sulle relazioni famigliari.

Siccome circa il 50% dei bambini con ADHD ha bisogno di farmaci anche nell’età adulta, e per altri invece i sintomi migliorano crescendo, può essere tuttavia utile verificare, con una breve pausa estiva, se serve ridurre il dosaggio del farmaco, o se è ancora necessario, per il successivo anno scolastico.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.additudemag.com/top-10-questions-about-meds-an…/

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