ADHD: GESTIONE DEL TEMPO & PRODUTTIVITA’

32984782_10209311777351572_3996916283852455936_n

Pianificare troppo in anticipo per le persone con ADHD a volte sembra senza speranza e inutile. Alcune attività si trascinano per ore, o giorni e i momenti delle scadenze non arrivano quasi mai senza drammi e stress.
Come per molte altre abilità, la gestione del tempo è diversa e più complicata per le persone con ADHD.

La buona gestione del tempo si riduce a questo: “utilizzare efficacemente il momento presente per creare un futuro migliore.

La maggior parte degli obiettivi e dei progetti nella vita richiedono uno sforzo costante nel tempo, in cambio di un impatto positivo a lungo termine.
Ma quando l’orologio interno non è quasi mai sincronizzato con la realtà, questo diventa molto difficile.
È qui che entrano in gioco gli strumenti esterni e le strategie motivazionali.
La presenza dell’ADHD nelle persone rende difficile la gestione del tempo.

In che modo l’ADHD influisce sulla gestione del tempo?

Secondo il Prof. Russell Barkley, la gestione del tempo è:
“una disabilità – quasi invisibile – che affligge chi ha l’ADHD”.
Perché? Il cervello con ADHD è intrinsecamente incapace di anticipare e pianificare il futuro e questo si manifesta tipicamente in due modi:

1. Le persone con ADHD hanno spesso un “orizzonte temporale molto breve. Per capire questo aspetto bisogna immaginare di essere in piedi sul bordo del mare e non poter vedere una nave molto distante. Ma mentre la nave si avvicina alla riva, alla fine attraversa l’orizzonte ed entra nel campo visivo, quindi i dettagli della nave vengono messi a fuoco.
Una persona con una visione forte vede la nave prima di qualcuno che ha una visione più scarsa – in altre parole, il loro “orizzonte” è molto più lontano.
Allo stesso modo un evento deve essere più o meno vicino per cominciare ad essere “visto” e per sentirsi motivati ad agire.
Per es., gli studenti con un “orizzonte temporale lungo” possono iniziare a lavorare su un progetto il giorno in cui è stato assegnato e lavorare costantemente entro la sua scadenza. Ma le persone con ADHD che hanno un “orizzonte temporale breve”, tendono a non “sentire” la scadenza che si avvicina, fino a quando non è imminente.
In casi estremi, alcuni studenti non vedono nulla finché la scadenza è addirittura ormai passata. Gli orizzonti temporali sono correlati all’età.
I bambini piccoli vedono solo un giorno o due nel futuro, mentre gli adulti sono in grado di guardare avanti diverse settimane, mesi o anni.
Le persone con ADHD hanno quindi orizzonti “ temporali anormalmente brevi “ – un fenomeno che il Prof. Barkley chiama “MIOPIA FUTURA“.
È difficile per loro pianificare il futuro perché non vedono il futuro con la stessa chiarezza dei loro pari.

2. Un altro fenomeno che interferisce con la capacità di pianificare il futuro è l’ “attualizzazione temporale“. Questo è un termine economico che riflette questa verità: più lontano nel futuro è una ricompensa, o punizione, minore sarà l’attenzione che gli rivolgiamo nel momento presente.
Per es., se vengono offerti 100 Euro per spalare un vialetto innevato e il pagamento è immediato, può alzare l’interesse piuttosto che per un pagamento ritardato di 3 mesi. Questo vale per tutti – non solo per le persone con ADHD – sentire il presente più fortemente, perchè è più difficile fare cose impegnative subito non avendo un riscontro positivo immediato.
Le persone con ADHD tendono però a scegliere sempre l‘opzione con un profitto più immediato e la gratificazione ravvicinata diventa più importante rispetto ad una punizione, o ad un effetto negativo che può arrivare di seguito.

Soluzioni alternative per la gestione del tempo.
In che modo le persone con ADHD possono contrastare questa mentalità concentrata sull’oggi/subito?
Ecco alcune strategie:

Esternalizzare il tempo. Quando l’ orologio interno è inaffidabile, si deve far più riferimento su quelli esterni:

  •   indossare orologi
  • usare timer che mostrino il tempo rimanente, come una fetta rossa sempre più piccola sul quadrante
  • impostare sveglie/allarmi per ricordare scadenze/impegni
  • programmazione di cose da fare direttamente in un calendario settimanale, o mesile, con specificati gli orari

Massimizzare la motivazione. Per sfruttare (e mantenere) la motivazione prima che sia troppo tardi, è importante “visualizzare” bene il tempo a disposizione.
Per rendere efficace questa visualizzazione, occorre innanzitutto riconoscere l’uso di bugie/giustificazioni comuni che si dicono per provocare una cattiva gestione del tempo. Per es.: “Ho ancora un sacco di tempo a disposizione…”, “Non devo farlo ora…” o “Lavoro meglio quando sono sotto pressione”.
E’ fondamentale non considerare/evitare queste giustificazioni se si vuole sviluppare una migliore gestione del tempo a lungo termine.

Eliminare le distrazioni. Un sintomo distintivo dell’ ADHD è la facile distraibilità (inattenzione), che può far ignorare anche le strategie di gestione del tempo più efficaci.
Dal momento che è più facile evitare la distrazione che recuperarla, sarà importante impostare l’ambiente di lavoro, o la scrivania per eliminare le distrazioni e gestire la tentazione di abbandonare l’attività che si sta svolgendo. Questo significa cose diverse per persone diverse, ma alcune delle tecniche comunemente usate includono:

  • bloccare siti Web allettanti sul computer
  • mettere il telefono su “silenzioso” o spegnerlo momentaneamente
  • rivolgere la scrivania verso il muro così da non essere tentati di guardare fuori dalla finestra.

Non drammatizzare. A volte le persone rinviano obiettivi/compiti a lungo termine perché immaginano che lo sforzo sia più grande, più complicato e più difficile di quanto non sia nella realtà. Ma aspettare fino all’ultimo minuto perché il progetto sembra troppo difficile – o evitarlo del tutto perché comporta troppo rischio – tende a diventare una profezia che si auto-avvera, perché più a lungo si procrastina o si evita qualcosa, più difficile (o improbabile) diventa realizzabile il progetto o l’obiettivo.

Identificare i sentimenti. Spesso, le persone rimandano il compito perché si sentono a disagio nel svolgerlo, senza sapere il perché. In alcuni casi, il progetto è semplicemente noioso, quindi subentra l’ apatia.
Altri potrebbero preoccuparsi troppo del possibile fallimento – inducendoli a procrastinare come un modo per rimandare l’ ansia che provano. L’apatia e l’ansia richiedono soluzioni diverse, ed è impossibile sapere quale soluzione provare finché non si identifica la causa principale della propria procrastinazione.

N.B. Nessuna strategia di gestione del tempo funzionerà il 100% delle volte.
È importante identificare “una serie di strategie” che funzionino in momenti diversi, mescolandole e abbinandole per adattarsi ai nuovi obiettivi e alle nuove sfide che si presentano.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.additudemag.com/how-to-plan-ahead-when-you-hav…/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...