ADHD & DOP: SUGGERIMENTI PER LE SFIDE

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I comportamenti oppositivi e provocatori sono fra le più difficili sfide che bisogna affrontare per crescere un bambino con ADHD.

Le discussioni e l’aggressione fisica/verbale trasformano le interazioni quotidiane in costanti fonti di frustrazione, sia per i bambini che per i loro genitori – e ci sono troppi consigli disparati e disponibili per capire il modo migliore per farcela.

Secondo lo psicologo dr. Ross W. Greene, Ph.D. , Professore nel Dipartimento di Psichiatria presso la Harvard Medical School – e autore del libro “The Explosive Child” e “Lost at School“- il comportamento ribelle è semplicemente una risposta alla MANCANZA DI ABILITA’ di un bambino – cioè, quando un bambino si sente incapace di rispondere a una specifica aspettativa, si scaglia, respinge o si arrabbia.

Di seguito alcuni suoi consigli, riguardo al suo metodo di intervento terapeutico:

  •  Non preoccuparti solo di avere la diagnosi. Ottenere una diagnosi “certifica” che c’è qualcosa di diverso in tuo figlio, ma non ti spiega perché il tuo bambino è oppositivo e provocatorio. I suoi comportamenti sono i modi con cui tuo figlio ti sta facendo sapere che ha difficoltà a soddisfare determinate aspettative.
    Se un bambino picchia, sputa, morde, calcia, lancia cose, urla, distrugge oggetti, ti sta dicendo con questi suoi comportamenti:
    Sono bloccato. Ci sono aspettative che non posso soddisfare.
  • I bambini esplosivi mancano di abilità cognitive importanti. Le ricerche condotte negli ultimi 40-50 anni ci dicono che i bambini con problemi comportamentali mancano di abilità importanti, in particolare: flessibilità / adattabilità, tolleranza alla frustrazione e risoluzione dei problemi. Questo è il motivo per cui esplodono, o mostrano comportamenti sfidanti, quando determinate situazioni richiedono tali capacità.
  • Le aspettative superano le abilità. Lo scontro spesso è tra aspettative e abilità e si verifica spesso in bambini iper-stimolati che reagiscono in maniera estrema. Questi bambini non sono sempre in sfida: i loro problemi si manifestano particolarmente in alcune situazioni , condizioni e aspettative che non si sentono in grado di gestire. Scopri quali sono le capacità di tuo figlio e quali aspettative ha difficoltà a soddisfare.
  • Prova un nuovo piano educativo genitoriale. Molti genitori cercano di risolvere unilateralmente i problemi comportamentali imponendo regole sul loro bambino    (Piano A), ma avrebbero più successo magari se con il bambino provassero a risolvere insieme questi problemi (Piano B), per diventare complici – compagni di squadra – non nemici, o avversari.
  • Risolvi i problemi in modo proattivo. Il momento caldo è sempre un brutto momento per risolvere i problemi ! Ma come puoi risolvere i problemi in modo proattivo quando i peggiori episodi di tuo figlio sono imprevedibili? In realtà non sono così imprevedibili come potrebbero sembrare. E’ importante quindi cominciare a fare un elenco dei problemi con un ordine di importanza per entrambi.
  •  Dare priorità ai problemi prima di risolverli. Non cercare di lavorare su troppi problemi contemporaneamente. Quando hai creato un elenco di problemi/difficoltà che tuo figlio sta incontrando/creando – scegli due o tre su cui lavorare. Metti da parte il resto per risolverlo dopo.
    Quali problemi dovresti affrontare prima?
    Ci sono alcuni che stanno causando problemi di sicurezza per tuo figlio? Lavora inizialmente su quelli, altrimenti passa ai problemi che causano il comportamento peggiore, o quelli che hanno l’impatto peggiore sulla vita di tuo figlio, o sulla vita di altri.
  • Non etichettare tuo figlio con appellativi. Le difficoltà del tuo figlio che si manifestano per le sue scarse abilità, ti portano a rivolgerti a lui in modo controproducente, chiamandolo “distratto, manipolatore, pigro, scansafatiche, inaffidabile, bugiardo…” e così via. Purtroppo anche ilcuni professionisti allo stesso modo, tendono ad etichettare i genitori come: permissivi, incoerenti, ansiosi, iperprotettivi… ma anche queste caratterizzazioni sono del tutto inutili e fuori luogo.
  • Non preoccuparti solo dei conflitti/disaccordi. Il conflitto tra i bambini e i suoi educatori non è sempre inevitabile. È come affronti i suoi problemi/difficoltà che causano conflitti, o favoriscono la collaborazione. Di questo bisogna preoccuparsi, per cercare di cambiare un piano educativo genitoriale se si sta dimostrando fallimentare.

Piani genitoriali: A – B – C ?
Quale strategia stai usando per crescere il tuo bambino:piano A, piano B, o piano C?        Il piano giusto ti aiuterà a gestire meglio le sfide comportamentali di tuo figlio. Quello sbagliato diminuirà la tua relazione con lui.

PIANO A: Usando il Piano A, sei tu a decidere la soluzione per un dato problema e imponi quella soluzione a tuo figlio.
Il piano A incorpora la tua esperienza, saggezza e valori ma taglia completamente il tuo bambino dalle decisioni/scelte.
Invia il chiaro messaggio che il tuo punto di vista è l’unico che conta e che il suo punto di vista non sarà ascoltato, o preso in considerazione: “Ho deciso che …” sono le parole che si possono usare usando il piano A. Con questo approccio si cerca di risolvere i problemi unilateralmente ed è spesso il più usato/popolare.

PIANO B: questo piano prevede la risoluzione di un problema in modo collaborativo.Ti rendi conto che se tuo figlio ha difficoltà a soddisfare le aspettative, qualcosa deve essere fatto anche modo suo. Riconosci di essere la persona che capisce cosa sta intralciando la sua serenità e tuo figlio diventa per te la migliore fonte di informazioni. Lavori insieme a lui per risolvere i suoi problemi.

PIANO C : Si tratta di modificare, adattare, o lasciare perdere, i problemi più piccoli, almeno temporaneamente. Può anche implicare l’attesa di vedere se il figlio può risolvere qualche suo problema in modo indipendente.

Molti genitori considerano l’approccio di “lasciare perdere” come l’equivalente di “cedere“. In realtà, “arrendersi” è ciò che accade quando provi il PIANO A e finisci per capitolare perché tuo figlio ha risposto male alla tua imposizione di una soluzione. Evidentemente devi scegliere o provare un altro PIANO più adatto al vostro contesto famigliare.

NB. Il sostegno/aiuto di uno specialista rimane una possibilità quasi indispensabile per far fronte al DOP in fase adolescenziale.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.additudemag.com/how-to-deal-with-an-explosive-…/

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