ADHD & SCUOLA: DISCIPLINA POSITIVA TEACHER FOR TEACHER

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CONDIVISIONE DI RIFLESSIONI DI UN INSEGNANTE -EDUCATORE

Mirare alla disciplina positiva invece che alla punizione!

Ci sono molte possibilità d’intervento sul tema della disciplina positiva nelle classi e nelle scuole. Si tratta di sostenere gli studenti nella creazione di cambiamenti sostenibili del loro comportamento.

La punizione tradizionale, per gli studenti con problemi comportamentali, intensifica solo le lotte di potere e i cicli di conflitto, aumentando una maggiore risposta allo stress, nella mente e nel corpo, di studenti ed insegnanti.

La punizione solitamente è usata per cercare di forzare un comportamento alla conformità. La stragrande maggioranza delle procedure di disciplina scolastica purtroppo sono forme di punizione che funzionano però con gli studenti che non hanno disturbi comportamentali !

Con i nostri “studenti più difficili l’attuale modalità, in cui gli insegnanti cercano di disciplinarli con punizioni, spesso non cambia il loro comportamento, ma aumenta i loro problemi relazionali ed accademici.
L’umiliazione e la vergogna non sono motivatori efficaci.

La disciplina positiva, a differenza di quella punitiva, deve PREVENIRE e bisognerà iniziare a trasmetterla prima che si scatenino i problemi.

Significa vedere il conflitto come un’opportunità per risolvere il problema.
La disciplina positiva, concentrandosi sulla prevenzione, migliora la comunicazione e il rispetto dei modelli/regole sociali.
Insegna lealtà, responsabilità, capacità di vita e stimola il problem solving.

Ci sono momenti in cui gli studenti vengono espulsi inevitabilmente dall’ aula e dalla scuola per azioni verbali/fisiche aggressive.
Al loro rientro dovremmo fare con loro un piano d’azione/progetto che inizi ad affrontare queste loro azioni inadeguate, partendo dalla conoscenza delle loro reali difficoltà comportamentali.

I cambiamenti neurobiologici causati da continue esperienze negative possono innescare una risposta di paura nel cervello e, come dice la famosa scrittrice/educatrice Pam Leo:
Un bambino ferito e umiliato è un bambino pieno di dolore. Cercare di cambiare il suo comportamento con la punizione è come cercare di tagliare solo la parte superiore dell’erba. Se non arriviamo alla radici il suo comportamento inadeguato si manifesterà altrove. “

Nei bambini la risposta alla paura spesso appare aggressiva, provocatoria e oppositiva. In questo stato di allarme le conseguenze non si considerano correttamente.
L’ intervento disciplinare può essere fatto solo quando sia l’educatore/insegnante che lo studente sono più calmi. Se non lo sono le difficoltà relazionali si intensificheranno di conseguenza, in una spirale negativa.

In un modello di disciplina positiva dobbiamo prendere in considerazione di insegnare i comportamenti che vogliamo vedere ponendo le basi con strategie di prevenzione.

STRATEGIE PREVENTIVE:

  • I sistemi preventivi vengono insegnati come procedure e routin, in un clima di collaborazione e pieno di libera scelta.
    Il loro scopo è quello di creare un cambiamento comportamentale sostenibile nel tempo, e non solo la conformità, o l’obbedienza, per un breve periodo di tempo.

Personalmente insegno, per es. ai miei studenti, la loro neuro-anatomia, così realizzano cosa succede nel loro cervello quando diventano stressati, arrabbiati o ansiosi. Quando capiscono questo dicono di sentirsi sollevati e potenziati.

Nelle mie lezioni parlo/discuto con gli studenti della corteccia prefrontale, dell’amigdala e della neuroplasticità.
Identifichiamo e facciamo liste delle nostre risposte emozionali e gli insegno ad usare il loro respiro e il movimento per calmare i loro sistemi di risposta allo stress (…)

Di seguito alcuni esempi di disciplina positiva:

  • L’uso delle belle parole: far creare al bambino una lista scritta di “parole gentili ” da poter usare in classe.
  • Aggressione fisica (spingere, dare calci, colpire…): Dare la possibilità al bambino di compiere un atto di gentilezza, per compensare il dolore che ha creato alla persona colpita. Se questo atteggiamento aggressivo si verifica più spesso durante la ricreazione, anziche metterlo fermo in castigo, lo studente potrebbe essere incaricato/responsabilizzato ad aiutare l’insegnante nel monitorare i compagni se si stanno comportando bene mentre giocano. Potrà così continuare a muoversi e sentirsi però coinvolto positivamente.
  • Linguaggio inappropriato: Questo richiederà un confronto/chiarimento tra studente e insegnante, ma solo quando saranno entrambi calmi. Lo studente potrebbe essere poi incaricato di cercare il significato delle parole inappropriate usate (che a volte nemmeno conosce, ma che dice solo per attirare attenzione), per poi riflettere insieme sull’opportunità di usarle o meno in un ambiente scolastico.
  • Incarichi/compiti incompleti: Comunicare allo studente che non è un buon comportamento da perseguire, ma prendersi anche il tempo di chiarire se aveva capito/preso correttamente la consegna ! Prendere più che mai in considerazione l’assegnazione di un mentore/studente della sua classe che eventualmente lo aiuti, in particolare durante l’assegnazione dei compiti per casa.

Tutti questi esempi , e molti altri ancora ne esistono, dovrebbero servirci per comprendere che i nostri sistemi disciplinari devono iniziare a spostarsi verso la creazione ANTICIPATA di climi collaborativi e propositivi, per aiutare anche lo studente con difficoltà comportamentali a raggiungere il successo scolastico.

E parliamoci chiaro, noi insegnanti abbiamo la possibilità di scegliere se approfondire e proporre questo stile d’insegnamento

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.edutopia.org/…/aiming-discipline-instead-punish…

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