ADHD E TERAPIE DI RIABILITAZIONE

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Dal punto di vista neuropsicologico le funzioni deficitarie nei bambini con ADHD sono:

INIBIZIONE DELLA RISPOSTA: rispondono in automatico, spesso prima che si abbia finito di fare la domanda.

CONTROLLO ESECUTIVO (pianificazione) : non riescono ad organizzarsi bene nel lavoro e nei compiti. Riguarda quel processo cognitivo che ci permette di eseguire comportamenti finalizzati ad un obiettivo seguendo tappe ben ordinate e precise, una funzione che è una componente di base del nostro vivere quotidiano.

FLESSIBILITA’ COGNITIVA : non riescono a cambiare facilmente/velocemente le strategie di lavoro, mostrando una scarsa capacità di adattarsi a nuove situazioni.

MEMORIA DI LAVORO: hanno difficoltà a ricordare lo scopo delle proprie azioni, a mantenere il ricordo di un’informazione per poterla rielaborare e a definire ciò che serve per il raggiungimento di un obiettivo.

ELABORAZIONE DEL TEMPO: la percezione del tempo per loro è molto più accelerata, perchè non riescono a selezionare gli stimoli a cui prestare attenzione e ricevendo un’infinità d’informazioni, per cui il tempo gli risulta passare più in fretta.

Attraverso le ultime ricerche si sta rivelando sempre più necessario non basare la diagnosi di ADHD unicamente sull’esame di scale comportamentali, ma di utilizzare i principali test neuropsicologici per misurare anche la qualità dei processi cognitivi.

Sebbene infatti la componente comportamentale (impulsività/iperattività) risulti ancora importante, l’analisi della componente cognitiva si sta dimostrando quanto possa diventare anch’essa una causa altamente discriminante.

Recenti ricerche condotte con soggetti ADHD hanno mostrato l’efficacia dell’utilizzo di programmi computerizzati, per potenziare l’attenzione e la memoria di lavoro e avere incrementi positivi anche nelle capacità di inibizione, programmazione e organizzazione di un comportamento.

Nei bambini il sistema cognitivo è ancora in fase di sviluppo ( per questo motivo si parla di disturbi evolutivi) ed è più facile quindi potenziare quelle capacità che risultano deficitarie attraverso training cognitivi o riabilitazione neuropsicologica, poichè alla base c’è il concetto di plasticità neuronale, o cerebrale in senso più ampio.


Lo scopo dei percorsi di riabilitazione dovrebbe essere pertanto quello di : migliorare la capacità della persona di apprendere e generalizzare nuove strategie per risolvere i problemi quotidiani in un contesto reale, modificando strategie disfunzionali e fornendo abilità compensative.

In questa prospettiva è importante ricordare che negare/ritardare quindi l’avvio di procedure diagnostiche mirate che consentano una corretta diagnosi dell’ ADHD, equivale a togliere alle famiglie colpite dalla problematica, la possibilità di comprendere la situazione del proprio figlio e la possibilità di una presa in carico tempestiva del suo disturbo.

SEGNALAZIONE LINK DISPENSA DI APPROFONDIMENTO:
http://www.iss.it/binary/wpop/cont/Intervento%20riabilitativoADHD.1176902897.pdf

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