ADHD E LA PRIORITA’ DI SALVARE IL RAPPORTO CON IL PROPRIO FIGLIO


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CONDIVISIONE DI RIFLESSIONI PERSONALI:

I tanti anni di formazione e di esperienza/vissuto come genitore di un figlio con ADHD mi hanno portato a comprendere l’importanza e la priorità di “salvare il rapporto nel contesto famigliare con un figlio colpito da un disturbo comportamentale”, nonchè del prendersi cura di migliorare i suoi rapporti con i coetanei e del suo contesto sociale…sforzandomi costantemente nel mettere quindi il rendimento scolastico nella giusta prospettiva.

Perdere il rapporto con il proprio figlio ritengo sia dunque il pericolo più reale ( e più doloroso) in presenza di una diagnosi di ADHD. Impegnarsi per il suo bene, puntando prevalentemente al successo scolastico, è forse l’amarezza più grande che in futuro si potrà provare.

Sono sempre più convinta che la relazione con il proprio figlio sia un legame sacro che deve essere identificato come tale dai genitori, dai medici e dagli insegnanti.

Riconoscerla come punto di forza serve dunque per ridimensionare le pressioni e le aspettative scolastiche per concentrarsi di conseguenza nel potenziare/alimentare le sue capacità di interagire con i famigliari e gli amici e prevenire i danni, a volte devastanti nel suo futuro di uomo/donna.

Può sembrare “una goccia nell’oceano” fare con il proprio figlio/a, per esempio, un semplice cartellone con esposte le sue qualità, ma è uno dei tanti momenti di rinforzo ed empatia che dovrebbero ripetersi per valorizzare e infondere il suo senso di appartenza in un nucleo famigliare, considerando le sue difficoltà nel socializzare anche con i propri cari.

Esponendo questo cartellone in casa, in un punto ben visibile a tutti, servirà a ricordare a noi, e a lui/lei che: “ha l’ ADHD , ma non è l’ ADHD !” ( come quando si ha mal di pancia e non si è solo il mal di pancia...).

Servirà ad evidenziare quante qualità ha, questo nostro figlio/a, al di là di questa diagnosi e queste saranno scritte nero su bianco, come opportunità per rileggerle  entrambi e farsi confortare da questa consapevolezza al bisogno.

Una botta di autostima per lui/lei, ma anche per noi che abbiamo a che fare con le tante frustrazioni che il suo disturbo comportamentale provoca nelle nostre quotidianità.

E come dice il Prof. Barkley, luminare ed esperto nel campo scientifico dell’ ADHD :

“Non sacrificate il vostro rapporto genitore-figlio, o altri suoi legami affettivi e amicali, concentrandovi sul rendimento scolastico, ma date al successo accademico il giusto valore… cercando di evitare con ogni mezzo di rinunciare al legame emotivo con vostro figlio/a (…)”

Sono bambini prevalentemente normodotati e riempiranno nel tempo il paniere delle conoscenze e dell’istruzione…recupereranno !

Ma quello che gli permetterà di condurre uno stile di vita discreto e moralmente corretto, sarà proprio l’aver mantenuto relazioni sane dentro e fuori dalla famiglia.

mamma Laura

 

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