ADHD NELLE BAMBINE/RAGAZZE

ADHD-How-itsDifferent-for-Girls

Nel corso degli anni i casi di ADHD femminile sono stati sottostimati a causa della concentrazione degli studiosi sui classici sintomi cardine dell’iperattività e dell’impulsività.
Con l’entrata in vigore del metodo DSM-IV e relativi studi, è stato messo in evidenza anche l’esistenza della sindrome con assenza dei sintomi di iperattività e impulsività (sottotipo disattento ADD) ed è importante considerare che molti di questi casi si riconoscono nei soggetti femminili.

I correnti questionari usati per la diagnosi enfatizzano i comportamenti “manifesti” tipici dei maschi (aggressività, sfida e problemi di condotta comportamentale), mentre le femmine sono più facilmente inattente introverse e sbadate che iperattive.

Lo studio Biederman (1999) asserisce che: il problema della mancata diagnosi nei soggetti femminili deriva quindi dal fatto che i modelli comportamentali, ai quali si fa particolarmente riferimento, sono quelli distruttivi-aggressivi (più tipici dei maschi).

Spesso queste ragazze socializzano molto poco durante gli anni di scuola. Rimangono solitarie, incapaci di conciliare l’impegno scolastico con le attività sociali e di ricreazione.
Le ragazze sono biologicamente e neurologicamente diverse, socializzano e verbalizzano in maniera differente e vengono cresciute in base a svariate aspettative sociali, culturalmente radicate e socialmente accettate.

In antitesi, risulta che le ragazze ADHD hanno meno problemi con le funzioni esecutive dei maschi, mentre studi recenti (Biederman 1999) non riportano invece alcuna differenza tra maschi e femmine nell’ordine dei processi cognitivi e di apprendimento.

Lo studio Brown (1989) dimostra che le ragazze con ADHD hanno prevalentemente “sintomi interiorizzati” come ansia/depressione, e che sono meno soggette ai disturbi di condotta e ai disordini oppositivo-provocatori rispetto ai maschi (Biederman , 1999; Arnold, 1996).
Questa minore evidenza di problemi comportamentali porta ad una minore possibilità di segnalazione da parte dei genitori e degli insegnanti, penalizzando quelle ragazze che possono avere significativi problemi di concentrazione, ma che non attirano l’attenzione su di sè per mezzo di un atteggiamento provocatorio. (…)

Estrapolazione da un prezioso documento tradotto da Simona Quaglia:
“Come facilitare l’identificazione di ragazze con ADHD”
( Understanding Girls with ADHD – by Kathleen Nadeau, Ph.D., Ellen )

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