ADHD: ESISTENZA, CAUSE E TRATTAMENTI…3 problemi distinti

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Uno dei principali problemi del dibattito pubblico sull’ ADHD è la confusione di tre questioni che sono e debbono rimanere distinte.

1) Il primo problema è se l’ADHD “esista”, o se sia un “vero” disturbo.
Da questo punto di vista è necessario ribadire che l’ADHD ha lo stesso grado di “esistenza” di un qualsiasi altro disturbo psichiatrico, con in più una forte caratterizzazione neurobiologica (neuroanatomica e neurofisiologica).

2) Il secondo problema è quello dell’origine/causa dell’ADHD.
Molti convengono sull’esistenza di una serie di sintomi che caratterizzano l’ ADHD ma ritengono che abbiano una spiegazione solo di tipo psicologico o ambientale, e che siano di natura transitoria e reversibile.
Secondo invece la RICERCA /LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE, l’ADHD è un disturbo neurobiologico prevalentemente di origine ereditaria, il cui decorso benigno è influenzabile dalle circostanze ambientali. Affinché vi sia il decorso sfavorevole dovrebbero quindi essere presenti entrambi i fattori: una predisposizione biologica e un ambiente sociale non ottimale, e se i sintomi scompaiono al risolversi di una sola situazione emotiva stressante non siamo quindi in presenza di ADHD.
L’ADHD è definito infatti proprio dalla persistenza nel tempo e al variare dei contesti       (come per i bambini down, dislessici, autistici…)

3) Il terzo problema (che viene spesso confuso con gli altri due) è quello relativo al trattamento. Molte persone sono contrarie alla prescrizione di psicofarmaci ai bambini, previsti per l’ ADHD rispetto alla gravità dei sintomi.
Ma questo problema è concettualmente distinto (e tale deve rimanere) sia rispetto alla questione dell’esistenza dell’ADHD che a quella relativa alle sue cause.

Al contrario, molti di coloro che si oppongono alla prescrizione dei farmaci, si spingono invece fino ad affermare che l’ADHD non esiste e che se esiste può essere facilemnete risolto intervenendo sulle cause (che semplicisticamente circoscrivono solo all’inadeguatezza del sistema scolastico, dei genitori, etc…).
Questo approccio “ideologico” non ha alcun fondamento scientifico !

L’ADHD ha lo stesso “grado di realtà” degli altri disturbi mentali ed è caratterizzato da una relativa stabilità nel tempo ( in una proporzione variabile tra 50- 80% dei casi i sintomi persistono anche in età adulta, e questo a prescindere dai trattamenti o dai non trattamenti messi in atto).

Se si è quindi contrari, per qualsiasi ragione, all’assunzione di psicofarmaci è bene ricordare che, in fatto di salute, la Costituzione Italiana tutela le libere scelte di chiunque.
L’art. 32 recita infatti: “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.
Nessuno è costretto quindi ad alcun trattamento, e le “prescrizioni” del medico possono essere ignorate (in modo più o meno responsabile) se confliggono con i propri valori e le proprie convinzioni.

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