ADHD: IDEOLOGIA & PREGIUDIZI

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Condivisione dello sfogo di una mamma verso chi fa disinformazione attraverso i giornali e i media in generale

Ai signori giornalisti che non conoscono l’ADHD…

a volte si scrivono articoli, o si rilasciano interviste/dichiarazioni sull’ ADHD senza conoscere la complessità e la portata, le implicazioni psicologiche, sociali ed economiche che gravano sulle famiglie dei bambini che hanno questa diagnosi…accusando i genitori di usare la terapia farmacologica per trasformare il loro “piccolo mostro” in un agnello molto calmo e obbediente.

Provo ad immaginare che a scrivere questi articoli e a fare queste dichiarazioni, sia qualcuno che voglia difendere il suo punto di vista, con un’ impulsività dettata però dalle sue credenze, senza necessariamente comprendere le conseguenze, pensando solo che sia giusto così.

E allora benvenuti signori giornalisti nel nostro mondo !

I nostri figli fanno SEMPRE come voi, reagiscono impulsivamente senza misurare le conseguenze delle loro azioni.

Con le vostre parole, accusate superficialmente i genitori (come me) nella loro capacità di discernere ciò che è buono e utile per il loro bambino… ma soprattutto fate del male a mio figlio, negando l’esistenza del suo disturbo.

Lui è un piccolo uomo con un coraggio straordinario.
Lui si batte ogni giorno per fare del suo meglio, per capire che cosa gli adulti si aspettano quando non riesce a concentrasi e per cercare di mantenere le sue relazioni sociali che sono per lui un grande problema.

Non vedete purtroppo tutti questi suoi sforzi, perchè si nota sicuramente di più che è un bambino capriccioso e che rifiuta le regole. Ma dovreste anche vedere quanto è bravo a ballare l’ hip-hop… e come sia sensibile e attento verso gli animali.
Perchè è più semplice per lui gestire questi rapporti, dove le parole sono sostituite da sensazioni, mentre i codici principali della società sono invece per lui incredibilmente difficili.

Penso che sentiate molto orgoglio in queste mie parole…meritate secondo me, per un ragazzino la cui vita è iniziata duramente.

Spesso dico che salterei volentieri dalla cima della Torre Eiffel, se servisse a togliere la “la nebbia” (così io la percepisco) che c’è nella testa di mio figlio.

Darei la mia vita per farlo stare bene, perchè è difficile rassegnarsi alle difficoltà che quotidianamente incontra.

Termino con un paragone che non è mio, ma che ho letto in un libro e che mi ha aiutato notevolmente a capire mio figlio e che penso possa essere utile per comprendere le sensazioni dei bambini con ADHD:

Immaginate di fare un viaggio, Paris-Sydney, senza sosta. Un volo di 24 h. Durante questo volo, per motivi di sicurezza, non potete alzarvi mai.
In un primo momento tutto va bene, si legge una rivista, si guarda uno o due film, si può anche lavorare con il PC.
Poi passano le ore e sentite il desiderio di muovervi, di alzarvi, di allungare le gambe fino ad arrabbiarvi e a trattare male l’ hostess, o chiunque vi impedisca di farlo.

Ecco molti dei nostri figli fanno Parigi-Sydney ogni giorno, provando queste sgradevoli sensazioni… solo che il loro volo non dura 24h, ma solo una manciata di minuti…e continuano a riprendere aerei

una madre di un figlio con ADHD

tratto, adattato e tradotto liberamente da:

https://www.tdah-france.fr/Temoignage-Mesdames-et-Messieurs…

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