ADHD : MITI E INCOMPRENSIONI

21314811_10207823134256425_6081588413428624136_n

Le prove degli studi di ricerca continuano a dissipare i miti e le incomprensioni sull’ ADHD.
Di seguito alcune delle idee (pregiudizi ) sbagliate :

1.L’ ADHD non è un vero disturbo

I casi di ADHD sono stati descritti fin dal libro pubblicato nel 1775 da Adam Weikard in tedesco. Da allora, oltre 10.000 pubblicazioni cliniche e scientifiche sono state pubblicate sull’ ADHD.
L’ADHD compromette attività di vita importanti, tra cui il funzionamento sociale, emotivo, accademico e di lavoro.
È un disturbo cronico i sintomi possono perdurare anche da adulti.
Gli studi di scansione del cervello mostrano differenze nello sviluppo del cervello di individui con ADHD, come:
– il corticali diradamento nelle regioni frontali;
– il volume ridotto nel girus frontale inferiore;
– la materia grigia ridotta nei cortici parietali, temporali e occipitali (Matthews et al., 2014).

2. L’ ADHD è un disturbo solo dell’infanzia

Studi a lungo termine di bambini con diagnosi di ADHD mostrano che l’ADHD è in realtà un disturbo prevalentemente cronico.

3. L’ ADHD è sovra- diagnosticato

Il tasso di ADHD diagnosticato nei bambini è aumentato di circa il 5% ogni anno, secondo il National Survey of Children’s Health, 2003-2011.
Ciò ha indotto molti a chiedersi se la condizione sia sovradimensionata.
In realtà le spiegazioni di un aumento di diagnosi includono una migliore consapevolezza su ADHD tra i medici e i genitori, con la disponibilità di migliori opzioni di trattamento, nonchè una diminuzione dello stigma sull’ADHD.

4. I bambini con ADHD sono sovra-medicati

La maggior parte delle prove da studi di ricerca suggerisce che i livelli di trattamento con ADHD con farmaci sono appropriati e che l’ADHD in realtà è ancora sottovalutato e non adeguatamente trattato.
(Connor 2015).

5. La scarsa educazione genitoriale causa l’ADHD

Gli studi di ricerca indicano i fattori genetici (ereditari) e neurologici ( per complicanze di gravidanze, di nascita, per danni cerebrali e infezioni..), come cause principali di ADHD, anziché fattori sociali, tra cui la scarsa educazione genitoriale.
Moltissimi studi su bambini con ADHD mostrano che gli ambienti familiari dei bambini non contribuiscono nell’ INSORGENZA dei sintomi ADHD (Barkley, 2015).
Sebbene gli interventi genitoriali non provocano l’ADHD, possono però contribuire a peggiorare i disturbi coesistenti, come il dist. oppositivo (DOP).
Una disciplina parentale incoerente, o un basso coinvolgimento genitoriale nell’educazione, possono peggiorare – ma non far insorgere – i sintomi dell’ ADHD (Ellis et al., 2009).

6. Le ragazze con ADHD hanno sintomi meno gravi rispetto ai ragazzi

Negli ultimi decenni gli studi di ricerca stanno riferendo che l’ ADHD nelle ragazze/donne mette a rischio le stesse condizioni e malfunzionamenti coesistenti nei maschi : Disturbo Oppositivo, della Condotta, problemi accademici e sociali, problemi di guida, abuso di sostanze e comportamenti sessuali rischiosi.
Le ragazze adolescenti con ADHD inoltre possono essere più inclini a quella dei ragazzi nei disturbi alimentari (Owens et al., 2015).
Ciò nonostante i dati più recenti riportano un tasso di diagnostica del 13,3% per i ragazzi e del 5,6% per le ragazze.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
sphttp://www.chadd.org/Understanding-ADHD/About-ADHD/Myths-and-Misunderstandings

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...