ADHD E RICERCA SCIENTIFICA: le connessioni cerebrali

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Un importante studio condotto da ricercatori del National Human Genome Institute (NHGRI) ha esaminato il motivo per cui alcune persone superano  l’ ADHD, mentre altre continuano a mantenere i sintomi nell’età adulta.

Hanno scoperto che gli adulti con ADHD i cui sintomi persistono dall’infanzia, non sviluppano il regolare equilibrio di connessioni tra le reti cerebrali che controllano l’azione e quelle che controllano il sogno ad occhi aperti (onirici), o l’introspezione.

I ricercatori sostengono che questo squilibrio di connessioni – tra il cervello “online” e il cervello “offline” – potrebbe spiegare i frequenti errori di attenzione che si riscontrano nei bambini con ADHD. Secondo i risultati pubblicati il ​​31 ottobre 2017, negli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze (PNAS), gli adulti che riescono a superare l’ ADHD infantile hanno mostrato il recupero di questo equilibrio dell’ attività cerebrale.

Speriamo di comprendere i meccanismi che spiegano PERCHE’ alcune persone superino l’ADHD e altre no“, ha detto Philip Shaw, BMBCh., Ph.D., ricercatore nel ramo dei comportamenti sociali della NHGRI.
Se riusciamo a capire il PERCHE’ ( o grazie a cosa) alcune persone possono compensare i sintomi , potremmo anche essere in grado di applicare questa conoscenza ai bambini con ADHD e a quelli con altre condizioni di neuro-sviluppo, come difficoltà di apprendimento o problemi di interazione sociale“.

L’ADHD è un disturbo cerebrale prevalentemente ereditario ma trattabile, caratterizzato da disattenzione e / o iperattività-impulsività che può causare grandi difficoltà a scuola, nelle situazioni sociali e da adulti anche sul posto di lavoro.
Circa il 20-30% delle persone con ADHD mantiene completamente i sintomi sindrome e circa il 50% mostra una remissione parziale.

I ricercatori hanno esaminato la funzione cerebrale in 205 partecipanti adulti:
– a 101 partecipanti era stata diagnosticata l’ADHD infantile
– a 104 soggetti non avevano diagnosi di ADHD.
Hanno esaminato i cambiamenti nei livelli di ossigeno del cervello per determinare la posizione delle reti cerebrali utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) , e hanno studiato i diversi livelli di attività neuronale, osservando i campi magnetici del cervello usando la magneto-encefalografia.

Indipendentemente dal tipo di imaging (Risonanza Magnetica)cerebrale utilizzato, i ricercatori hanno scoperto che negli adulti che avevano sintomi di disattenzione persistenti dall’infanzia non era avvenuto il normale equilibrio che si evolve fisiologicamente fra le connessioni tra le reti cerebrali on-line e off-line. In particolare si tratta di una connessione cerebrale che si attiva quando una persona è in una fase introspettiva, ma che si disattiva automaticamente quando una persona si impegna in un’ attività.

Questo equilibrio è risultato compromesso negli adulti in cui sintomi ADHD persistono in età adulta. Al contrario, questo schema di connessioni tra le reti cerebrali negli adulti che avevano superato i sintomi dell’ ADHD, era diventato invece molto simile a quello degli adulti senza ADHD.

“Questi risultati supportano la teoria che gli individui che superano l’ADHD infantile, hanno avuto nell’età adulta una correzione spontanea (o terapeutica) di queste specifiche funzioni/connessioni cerebrali. La maggior parte degli adulti ha normalmente un equilibrio tra cervello on-line, task-oriented e cervello onirico, ma abbiamo scoperto che non è il caso degli adulti in ​​cui l’ ADHD infantile persiste“, ha detto Gustavo Sudre, Ph.D., coautore dello studio e ricercatore post-doctoral nel laboratorio del Dr. Shaw.

Abbiamo dunque scoperto che gli adulti che hanno superato i sintomi dell’ADHD hanno recuperato l’ equilibrio delle connessioni cerebrali che hanno le persone senza tale diagnosi”.

Tratto, adattato e tradotto spontaneamente da

2017 News Feature: Adult ADHD: An imbalance between the online and offline br

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