ADHD E LEGAMI FAMIGLIARI/PARENTALI

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Più crescerà la nostra consapevolezza più saremo in grado di sostenere i figli con ADHD nelle sfide che dovranno affrontare a scuola, a casa e sul posto di lavoro.

Le strategie per aiutarli in generale abbondano e la maggior parte riguardano l’intera famiglia: il bambino, la mamma, il papà e i fratelli.

L’impatto dei sintomi di ADHD non si ferma tuttavia al nucleo famigliare più ristretto. Molte delle preoccupazioni riguardano anche le reazioni dei nonni, degli zii e dei parenti.

Il Prof. R. Barkley, afferma che:
I genitori di bambini con ADHD purtroppo possono essere privati ​​dell’incoraggiamento, del calore, del sostegno e della solidarietà dei rispettivi famigliari. La maggior parte riferiscono infatti di avere meno contatti con i parenti, rispetto alle famiglie senza figli con ADHD, e che questi contatti sono poco utili, perchè spesso conflittuali e colpevolizzanti.

Come tutti i genitori, vorrebbero aiutare i loro figli a diventare persone ben funzionanti e con successo sociale. Desiderano quindi disperatamente che si comportino in modo appropriato e che vengano accettati socialmente.

Ma i bambini con ADHD hanno di fatto una “disregolazione emotiva“, un termine usato per descrivere le lotte che sperimentano quotidianamente con i loro sentimenti.

Quando una situazione quindi diventa caotica, la reazione emotiva del bambino è così intensa che si sente sopraffatto e reagisce con un comportamento che può andare dal pianto al singhiozzo isterico, dal piagnucolare all’urlo, fino alla distruzione di oggetti o a comportamenti aggressivi.

Queste lotte/momenti sono frustranti per il bambino e per tutti coloro che gli sono intorno. Conosciamo bene tutti quei momenti imbarazzanti che ci siamo ritrovati a vivere negli incontri familiari allargati.
L’imbarazzo verso i riproveri dei parenti, diretti al bambino ma anche verso i suoi genitori… ritenuti colpevoli di “viziarlo e di non essere in grado di prevenire il suo comportamento scorretto.

È dolorosamente chiaro che equivoci, aspettative sociali, regole non dette e drammi familiari irrisolti, ci tengono bloccati in schemi di interazione scomodi, forse anche disfunzionali, all’interno della famiglia allargata.

Come rispondere a nonni, zii e cugini quando il nostro bambino diventa problematico durante gli incontri familiari?
Come possiamo sostenere questi figli in quelle situazioni, cercando di rispettare anche i nostri familiari?

QUALCHE STRATEGIA CHE POTREBBE ESSERCI UTILE:

  • Gran parte della ricerca e della letteratura, sulla gestione dell’ADHD, conferma l’utilità di coinvolgere/formare l’intera famiglia sul disturbo, per migliorare il clima delle riunioni allargate e affinchè possano sentirsi tutti più loro agio.
    Più possiamo parlare apertamente con i parenti su come l’ADHD influenza il nostro bambino (e noi), più si potranno sviluppare le capacità di gestire i momenti delle riunioni famigliari allargate.
  • Per essere efficaci nel sostenere le difficoltà del bambino, dovremo però sempre verificare se il familiare arrabbiato è in grado in quel momento di ascoltarci : “Non mi interessa che tuo figlio abbia l’ADHD! Ha appena rotto il mio vaso di fiori. Devi controllarlo meglio! “
    Pianificare quindi un momento più calmo/ideale per spiegare ai membri della nostra famiglia che il comportamento inadeguato non è rivolto a loro, ma che è direttamente correlato alla sua incapacità di regolare le proprie emozioni.
  • Ci vuole indubbiamente molta pratica, pazienza e flessibilità per migliorare tutte queste situazioni, tenendo conto anche delle reali preoccupazioni/disagio dei propri parenti. Magari si potrà coinvolgerli direttamente, evidenziando quali fattori di stress possono essere evitati prima che si verifichino incidenti nella diverse occasioni di riunioni famigliari allargate. Per esempio, cosa fare in preparazione della festa di compleanno della nonna?

Fate un “lavoro di preparazione”. Parlate con il bambino concordando un segnale che comunichi il bisogno di uscire dalla stanza per potersi calmare: “Quale segnale è meglio per te? Dovrò semplicemente chiamare il tuo nome o dovrò avvicinarmi a te e toccarti sulla spalla?” Potrebbe essere utile negoziare in anticipo un “accordo“.

Ad esempio: ” È davvero importante per la nonna che tutti si comportino bene quando festeggeremo il suo compleanno. Se riesci a rimanere a tavola fino a quando abbiamo mangiato la torta, potrai avere un po’ di tempo in più per giocare al computer quando torniamo a casa. “

Trovate alleati. Prima della festa potete concordare con alcuni familiari benevoli/comprensivi che vi aiutino in un momento di bisogno. Ad esempio, il nonno, lo zio/a potrebbe venire in soccorso quando il bambino si sta agitando troppo, distraendolo e dicendogli: “Dai andiamo nel soggiorno. Voglio mostrarti qualcosa che ti piacerà.”

Siate pronti. Tenete d’occhio il bambino per controllare quando il suo comportamento sta cominciando ad intensificarsi, in modo da poter intervenire prima che diventi fuori controllo e offrendogli, anche come genitori, un’ eventuale distrazione: “Dai andiamo fuori a tirare 2 tiri con la palla !”

Giustificare apertamente il bambino. Parlare e spiegare ad alta voce ai membri della famiglia cosa sta succedendo: “Scusate, quando la festa diventa troppo rumorosa lui si agita. Adesso proviamo a calmarci nell’altra stanza. Grazie a tutti per la comprensione. “

Come genitori di bambini con ADHD è nostra responsabilità sviluppare anche la comprensione e sostegno all’interno della nostra famiglia allargata, cercando momenti di dialogo per spiegare il desiderio di voler creare esperienze/relazioni soddisfacenti anche con loro.

I membri della famiglia allargata possono essere una fonte di grande supporto. Bisognerà quindi essere molto chiari nel comunicargli che crescere un bambino con ADHD è un percorso difficile e faticoso e che avete bisogno più che mai del loro aiuto!

tratto, adattato e tradottyo liberamente da:
https://creativeadhdparenting.blogspot.it/2015/11/adhd-extended-family-ties.html

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