ADHD E FORMAZIONE DEI GENITORI: IL PARENT TRAINING

ADHDtraining
Non è possibile fare interventi “sul” bambino e “sulla” famiglia ma è fondamentale lavorare “con” il bambino e “con” la famiglia !……

È fin troppo frequente che la famiglia non colga appieno le difficoltà del piccolo anche perché, data l’alta “geneticità” del disturbo, è molto comune che lo stesso sia presente anche nei genitori, nei padri in particolare, vista la netta prevalenza del disturbo nei maschi (rapporto di 4 a 1 con le femmine), che non sono quindi in grado di discernere le difficoltà del bambino, perché lo stesso è “identico” al padre o alla mamma a seconda dei casi.
Parlare con i genitori ed aiutarli a decodificare il comportamento del figlio anche mettendo in discussione se stessi, è IL PRIMO PASSO.

Le problematiche relative al comportamento del bambino/adolescente ADHD rendono necessario il coinvolgimento dei genitori nel percorso di cura, in quanto la famiglia è una risorsa fondamentale per favorire la comparsa di comportamenti positivi.

Purtroppo, l’amore genitoriale non è in grado da solo di affrontare tutte le problematiche prodotte dall’ADHD, e senza opportuni supporti e strategie i genitori difficilmente riusciranno a modificare i comportamenti disfunzionali del figlio affetto dal disturbo.

I genitori dovrebbero quindi essere incoraggiati e aiutati ad affrontare i sintomi del disturbo, e a strutturare un ambiente che possa favorire l’autoregolazione del bambino attraverso un percorso di formazione chiamato Parent Training che si svolge in circa 10 incontri quindicinali e dove avranno l’opportunità di:

– modificare la propria visione del figlio e di se stessi all’interno della relazione genitoriale, e potranno trasformare circoli viziosi disfunzionali in interazioni funzionali con il figlio.
– distinguere le problematiche coniugali dagli aspetti relativi all’educazione dei figli.

Gli incontri si possono svolgere a gruppi di 5-6 coppie, oppure singolarmente. Lo specialista sarà in grado di valutare se i genitori possono trarre giovamento:
– dal gruppo, perche’ riescono ad integrarsi e a dialogare con gli altri
– se necessitano di un confronto diretto, perche’ la complessità della situazione lo richiede, o perche’ hanno difficolta’ nel comprendere le interazioni e le consegne.

Durante gli incontri:
• si forniscono informazioni corrette rispetto alle difficoltà del bambino e ai possibili trattamenti,
• si chiariscono gli scopi dell’intervento e gli obiettivi da raggiungere
• si individuate le modalità di interazione disfunzionali, e poi si rielaborano
• si individuati i punti di forza del bambino/adolescente, così da aumentare la frequenza dei comportamenti desiderabili attraverso tecniche di rinforzo
• si contestualizzano i comportamenti problematici, così da riconoscere l’importanza degli antecedenti e delle conseguenze
• si illustrano le modalità in cui poter creare un ambiente prevedibile, con regole chiare e condivise, che faciliti la gestione del comportamento del bambino/adolescente,
• si insegnano tecniche per la gestione dei comportamenti problematici, e strategie di problem solving.

Tale percorso terapeutico sarebbe auspicabile RICHIEDERLO e poterlo frequentare nei Centri di Riferimento ADHD o nei Centri specializzati accreditati ( come previsto dai protocolli del Registro Nazionale ADHD dell’ Istituto Superiore della Sanità )

LINK CENTRI DI RIFERIMENTO ADHD IN ITALIA:

http://www.iss.it/adhd/?lang=1&id=604&tipo=2

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