ADHD E BES: ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E LA GRANDE SFIDA DEL PROCESSO DI INCLUSIONE SCOLASTICA IN ITALIA

inclusione-sezione

Molte volte si accoglie lo sfogo amareggiato di genitori di figli con ADHD/DSA:  “di voler tornare alle scuole speciali” , delusi da una scuola che non riesce ad accogliere/accettare le problematiche dei loro figli…per classi sovraffollate, docenti di sostegno precari che lavorano a incarico passando da una scuola all’altra, scarsa formazione degli insegnanti curricolari e altro ancora.

Se è vero che nel nostro Paese ci sono realmente tutti questi problemi,  sarebbe però un grande errore tornare indietro…
La variabile «vivere nella normalità» compensa in realtà tutti questi difetti, e rimane una preziosa opportunità per migliorare le capacità di adattamento alla vita di tutti.

Sul fronte dei modelli d’integrazione scolastica l’ Italia ( quantomeno sulla carta…) è comunque PIONIERA rispetto alle realtà di altri paesi europei e da oltre 30 anni ha tracciato la strada verso l’integrazione, superando con leggi ad hoc, il modello delle scuole speciali.

Attualmente in Italia il termine “integrazione” scolastica è stato racchiuso e sostituito dal termine “inclusione”: intendendo con questo il processo attraverso il quale il contesto scuola, con i suoi diversi protagonisti (organizzazione scolastica, studenti, insegnanti, famiglia, territorio) assume le caratteristiche di un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini e in particolare dei bambini con Bisogni Speciali.
Ma, allo stato attuale, effettivamente ancora qualcosa manca per il raggiungimento di un processo di integrazione di qualità.

Gli studi infatti concordano nell’identificare all’interno della popolazione giovanile alcune categorie ancora molto a rischio:

  • di dispersione, di bocciatura, di insufficienza di competenze, di disoccupazione, di emarginazione. Nel mondo della scuola queste categorie sono abitualmente raggruppate appunto nella grande famiglia dei BES.
  • La diversità all’interno del contesto scolastico, rappresenta una sfida al cambiamento culturale (anche se lento) che coinvolge :
    – dirigenti e insegnanti – con prassi sempre nuove, soluzioni originali, adattate ai singoli bambini e ai contesti, dal punto di vista didattico-pedagogico, comunicativo e relazionale
    – le famiglie – con partecipazione e collaborazione costante e costruttiva con il sistema scolastico, sul progetto educativo per il proprio bambino.

La sfida più grande è indubbiamente trovare il modo di gestire una classe in cui ogni studente trovi la proposta didattica e per i genitori di continuare a credere di voler raggiungere insieme questo obiettivo.

C’è ancora molto da fare, buon lavoro a tutti !!!

LINK APPROFONDIMENTO: http://www.lascuolapossibile.it/…/il-processo-di-inclusion…/

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