ADHD: DIVERSITA’ O VERO PROBLEMA ? UNA BENEDIZIONE O UN HANDICAP ?

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La parola agli specialisti:
Ci sono più persone con ADHD oggi rispetto al passato?

Il fatto che i medici siano ora più in grado di diagnosticare questo disturbo potrebbe dare l’impressione che più persone lo abbiano.Tuttavia, oggi i casi non sono più numerosi di 30 o 40 anni fa, spiegano la psicologa Ariane Hébert,e la psichiatra Annick Vincent.
Tra il 5% e il 7% della popolazione sarebbe affetto da disturbo da deficit di attenzione, con o senza iperattività e questa percentuale viene mantenuta nel tempo (…)

È vero che ci sono molte false diagnosi?

Negli ultimi anni gli specialisti lavorano sempre di più in team, proprio per arrivare ad una diagnosi più corretta possibile, tuttavia purtroppo è ancora possibile fare degli errori perchè “altri disturbi possono imitare i sintomi dell’ADHD” (…)
Il dott. Annick Vincent sottolinea però un altro fenomeno: la falsa diagnosi al contrario. “Ci sono persone che hanno l’ADHD e non hanno mai ricevuto diagnosi. Sono state scambiate per ansiose, o depresse e non gli è stato riconosciuto negli anni che dietro c’era la presenza dell’ ADHD ” (…)

Tutti siamo un po’ ADHD?

“Ho sentito questa frase così tante volte !” … esclama la psicologa Ariane Hébert, sottolineando che anche se alcuni comportamenti possono assomigliare all’ADHD, il vero disturbo è caratterizzato invece dal numero di sintomi, dalla loro insorgenza, dalla loro cronicità e dall’impatto sulla vita della persona.
“Attenzione quindi: dire che tutti sono un po ‘ADHD banalizza la gravità di questo disturbo. Perché bisogna differenziare tra una difficoltà momentanea e un disturbo.
Un disturbo è un handicap ! E diventa tale quando è pervasivo e peggiora la nostra qualità di vita “.
Lo psichiatra Annick Vincent crede che ci sia ancora molta informazione corretta da fare sull’ADHD: ” Si potrebbe mettere i sintomi dell’ADHD su una scala.
Ci sono tutte le sfumature nel numero di sintomi su questa scala, ma ad un certo punto c’è una soglia. E oltre questa soglia, c’è la diagnosi. ”
“Non esiste un test affidabile al 100% per diagnosticare l’ADHD”, dice il neuropsichiatra Benoît Hammarrenger, ” I medici possono diagnosticare l’ADHD anche da soli ma negli ultimi tempi si opta più per una valutazione in collaborazione con altri professionisti, per avere un quadro più completo e distinguere l’ADHD da un’altra condizione ” (…)

È vero che le persone con ADHD sono più creative di altre?

La maggior parte degli specialisti non vede alcun collegamento tra ADHD e creatività. “L’ADHD e la creatività possono unirsi, ma non siamo più creativi perché abbiamo l’ADHD”.
Si dice che l’ADHD può rivelarsi una risorsa o un vantaggio, ma in realtà si può ottenere sempre il meglio di noi nonostante la presenza di un disturbo.
“Non ci riusciamo grazie all’ADHD, ma ci riusciamo nonostante l’ ADHD”…
Chi ha un ADHD severo non ti dirà mai: “Oh wow, che bello avere l’ADHD!”
Chi ha molta creatività e un sacco di energia, vedrà il beneficio di queste sue caratteristiche solo quando sarà in grado di controllare/gestire bene il sintomi del suo disturbo (…)

Le persone con ADHD sono tutte esuberanti?
La risposta è: NO !
“È solo la presenza del tratto iperattivo che rende queste persone più esuberanti. Queste in particolare parlano a voce alta e velocemente e si muovono molto. Non si deve dimenticare che si tratta di un disturbo di inibizione.
Altri con diagnosi di ADD [senza iperattività] rischiano di non essere notati perché molto più silenziosi e lenti nelle loro attività.
“Resta che alla base comune hanno una difficoltà ad autoregolarsi…nel modulare le idee, i livelli di energia/concentrazione e del comportamento.

L’attività fisica è sufficiente per limitare i sintomi dell’ADHD?

Gli esperti sono d’accordo che lo sport può migliorare la concentrazione, ma non curerà tutti i sintomi. Preferiscono parlare di intervenire sullo stile di vita globale: buon sonno, buona alimentazione, attività fisica… tutto questo avrà un effetto benefico nelle persone con ADHD, come però in tutte le persone.
Ma purtroppo non è sempre abbastanza.
Per quelli che hanno sintomi più severi tutto questo non può sostituire il beneficio di una terapia farmacologica.

I farmaci vengono somministrati troppo facilmente alle persone affette da ADHD?

“Ciò che porta alla prescrizione del farmaco è la compromissione della qualità di vita della persona che ha l’ADHD”.
Quando la qualità della vita è seriamente ostacolata dalla presenza dei sintomi, è una strada da prendere in considerazione.

Come valutare l’efficacia di un farmaco?

Questa è la domanda che i genitori dei giovani con ADHD si pongono sempre per cercare di arrivare al corretto dosaggio dei farmaci.
“È necessario che gli effetti benefici del farmaco siano più importanti degli effetti collaterali associati. Bisognerà monitorare e porre costante attenzione per raggiungere gli obiettivi di un buon trattamento e regolare i dosaggi di conseguenza (…)

Esiste una “esplosione” nel numero di prescrizioni per i farmaci?

“Il farmaco spaventa molte persone. Se trattassimo l’ADHD con vitamina C non credo che farebbe notizia “, afferma il dott. Annick Vincent. Negli ultimi anni c’è stato effettivamente un aumento delle prescrizioni.
Questo aumento può essere spiegato però anche dal fatto che i farmaci sono ora più efficaci e meglio tollerati.
Il conteggio del numero di prescrizioni per stimare il numero di persone trattate è sbagliato. Soprattutto perché alcuni farmaci per curare l’ADHD sono anche usati per curare altri problemi di salute.” (…)

Tutti gli esperti intervistati, tuttavia, sottolineano l’importanza di continuare ad affiancare le strategie psicoeducative comportamentali per ottimizzare il trattamento dell’ADHD (trattamento multimodale).
#ADHDSCIENZA

tratto, adattatato e tradotto liberamente da http://www.lapresse.ca/vivre/sante/201712/18/01-5147546-demeler-les-fils-du-tdah.php

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