ADHD: COSA FARE SE SI SOSPETTA LA PRESENZA DEL DISTURBO ?

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Si può essere distratti, o facilmente impulsivi, senza per questo avere l’ ADHD
Questi sintomi sono i tratti comuni di molte personalità e, per la maggior parte delle persone, non hanno gravi conseguenze nella loro vita.
E’ solo quando invece i sintomi dell’ ADHD sono numerosi, intensi e pervasivi tali da avere un reale impatto negativo nell’ambiente familiare, scolastico e sociale che vale la pena approfondire se “si soffre” di questo disturbo ( perchè la ricaduta è una vera e propria sofferenza per tutti )

1- OSSERVARE

Sarà utile prendersi del tempo per annotare la persistenza e la gravità dei sintomi nelle diverse circostanze.
– Sono presenti in maniera regolare?
– Con quale frequenza?
– Da quanto tempo ? ( se si è già adulti bisogna ricordarsi il trascorso dell’infanzia per valutare una diagnosi)
– Quale impatto funzionale stanno avendo nella vita quotidiana?
– Quanto incidono sulle relazioni?
– Ci sono altri motivi che potrebbero spiegare la presenza dei sintomi ? ( traumi emotivi, intenso stress, problemi di sonno, separazioni, lutti, ecc)

2- CONSULTARE il proprio pediatra o medico di famiglia

Può essere un buon primo passo per cercare una diagnosi.
Ma può essere un processo lungo e dispersivo per la scarsa formazione specifica.
Può servire indubbiamente per farsi prescrivere un consulto da uno specialista (psichiatra, neuropsichiatra infantile, psicologo ) accertandosi che faccia parte di un team di un Centro di Riferimento Nazionale ADHD fra quelli indicati dall’ Istituto Superiore della Sanità.
(LINK: http://www.iss.it/adhd/?lang=1&id=531&tipo=2 )

3- TRATTARE L’ ADHD

in caso di confermata diagnosi ci sarà la necessità di sviluppare interventi specifici che aiuteranno a ridurre gli impatti negativi della problematica (terapia multimodale).
Per far fronte alle difficoltà causate da ADHD, oltre a continuare a mantenere una sana alimentazione, fare attività fisica e cercare di avere un sonno regolare, bisognerà imparare strategie mirate per riuscire a gestire meglio il tempo, le emozioni e la pianificazione delle attività quotidiane.

Con l’aiuto di uno psicologo specializzato si porrà attenzione alla comprensione di specifici comportamenti da instaurare nella routine quotidiana, per migliorare la qualità di vita di chi ha il disturbo e delle persone con cui vive. A tale proposito sono previsti dalle Lineee Guida interventi di Terapia Comportamentale per il soggetto colpito e, se è un bambino/ragazzo, la formazione dei genitori atttraverso il Parent-Training.
Tenendo in considerazione l’eventuale gravità/severità dei sintomi, lo specialista (Neuropsichiatra/Psichiatra) potrà proporre in aggiunta una terapia farmacologica.

I genitori di bambini/ragazzi con diagnosi ADHD dovranno informare la scuola (con certificazione) e cercare di collaborare con gli insegnanti ( richiedendo una risorsa di sotegno in presenza di comorbilità, perchè più gravità del disturbo).
Agli Istituti scolastici, negli utlimi anni, sono state inviate molte circolari dal MIUR, con raccomandazioni ( ahimè, non l’ obbligo) di formazione sull’ ADHD da parte degli insegnanti ( partecipando a teacher-training), affinchè possano organizzarsi e gestire al meglio i sintomi e facilitare il successo scolastico degli studenti con tale diagnosi.

1- APPROFONDIRE

Ricevuta la diagnosi sarà più che mai importante informarsi attraverso la consultazione di siti web , la lettura di libri specifici sull’argomento e partecipando ad eventuali conferenze/convegni…il tutto accertandosi RIGOROSAMENTE che abbiano un taglio scientifico e non ideologico !

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