ADHD E DOPAMINA

untitle

Negli ultimi decenni gli scienziati hanno studiato le possibili connessioni tra l’ADHD e uno dei principali messaggeri chimici nel cervello , la dopamina .

Gli scienziati hanno notato che i farmaci che funzionano per l’ADHD portano tutti ad un aumento della dopamina alle connessioni tra le cellule cerebrali.
La spiegazione più semplice sembra essere che i farmaci funzionino aiutando a compensare un sistema di dopamina difettoso nel cervello con ADHD


Ma quando si parla di biologia la spiegazione più semplice non è sempre l’unica e il problema non è proprio così facile da risolvere.

La dopamina è un neurotrasmettitore – una sostanza chimica che trasmette segnali tra cellule cerebrali specializzate (neuroni) alle loro connessioni (sinapsi). E’ uno dei principali neurotrasmettitori del cervello.
Evidenze scientifiche suggeriscono che noradrenalina e dopamina svolgono i ruoli chiave nel pensiero, attenzione, memoria e apprendimento.
Ci aiutano a sostenere i nostri pensieri, concentrarsi in modo più efficace e prolungare la nostra vigilanza, motivazione e impegno verso affidati compiti.

La dopamina è anche un importante attore nel circuito di ricompensa del cervello.

La maggior parte dei farmaci attualmente usati per trattare l’ADHD aumentano effettivamente l’efficacia della dopamina alle sinapsi, aiutando a prestare maggiore attenzione ad una cosa per volta.

Il cervello umano è però descritto come la struttura più complessa dell’universo. Data questa enorme complessità, è giusto dire che attualmente gli scienziati del cervello comprendono molto meno dell’1% di esso.
Stiamo ancora tentando di capire come è esattamente composto il cervello, per non parlare di come genera pensieri e comportamenti.

E’ più che mai necessaria la consapevolezza dell’esistenza di un “difetto chimico genetico” per supportare i genitori, gli educatori e in tutti i professionisti che intervengono per guidare lo sviluppo cognitivo-comportamentale ed emotivo-affettivo di un bambino con ADHD.

Con la PAZIENTE perseveranza di terapie comportamentali mirate, associate a trattamenti farmacologici ( in presenza di gravità dei sintomi), c’è  la possibilità di modificare quei parametri neurobiologici soggetti a plasticità.

Le modificazioni compensative che si otterranno, costituiranno la base biologica di un risultato terapeutico ed educativo sempre possibile.

Tratto, adattato e tradotto liberamente da:
https://www.psychologytoday.com/…/…/201804/the-dope-dopamine

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...